La
Fondazione
Merz celebra
un importante traguardo: mercoledì 29
aprile 2020
festeggia i quindici anni di attività. Numerosi i contatti locali
ed internazionali e vari nonché ambiziosi i progetti espositivi tra
le proprie mura o in collaborazioni con istituzioni e comunità in
giro per il mondo.
Con
l’intento di ricordare le esperienze fatte lungo il percorso, viene
proposto al pubblico #FondazioneMerzRewind.
Ma
saranno lanciate anche nuove iniziative in risposta alla situazione
attuale, tra le quali il ripensamento del format Scusi,
non capisco nei
mesi di maggio e giugno. L’idea è poi quella di ripartire con la
grande esposizione dedicata all’arte femminile PUSH
THE LIMITS.
#FondazioneMerzRewind
è una narrazione online che raccoglie quotidianamente, attraverso i
profili Instagram e Facebook (@fondazionemerz), immagini, testi e
video per raccontare i 15 anni di storia espositiva. Anche il
Dipartimento Educazione attraverso il suo profilo Instagram
(@edu_fondazionemerz) si unisce al racconto, ricordando i workshop e
le attività formative affidate agli artisti che hanno segnato, con i
loro interventi, la storia della Fondazione.
Tra
i prossimi progetti della Fondazione, una nuova versione del format
Scusi,
non capisco,
ideato per andare in contro all’esigenza del grande pubblico di
comprendere meglio i linguaggi e il pensiero che stanno dietro le
opere di arte contemporanea, attraverso un dialogo a due e condiviso
con il pubblico che coinvolge autori, intellettuali, professionisti e
personalità del mondo accademico e imprenditoriale. La domanda che
ci si pone in questo momento è qual è, se c’è, il ruolo
dell’arte in un momento critico come questo. Parole come
solitudine, fragilità, paura, speranza, futuro, abitare,
solidarietà, precarietà, responsabilità, regole, ossigeno assumono
oggi un significato diverso.
L’obiettivo
è quello di cercare di capire, ponendo delle domande, magari a
partire proprio da quello “scusi, non capisco”, su cosa sia arte
e su cosa sia società, anche nei tempi di questa situazione
drammatica e sospesa. I
dialoghi avverranno in diretta Instagram ogni domenica di maggio e
giugno alle 16.30 per
circa 30 minuti in modo trasversale e aperto, accessibile e magari
anche divertente, così che l’umanissimo bisogno di incontrarci e
parlare trovi uno spazio anche in periodo di forzata ma necessaria
distanza.
Non
appena sarà possibile la Fondazione Merz porterà inoltre a termine
l’allestimento della mostra PUSHTHELIMITS, curata
da Claudia Gioia e Beatrice Merz. Un progetto tutto al femminile che
indaga la capacità dell’arte di porsi costantemente al limite,
spostando l'asse del pensiero, della percezione, del discorso,
immettendo nuovi elementi nel sistema.
L’avventura
della Fondazione è cominciata con il restauro e la trasformazione
dell’ex centrale termica Officine Lancia di via Limone nella sede
di un nuovo centro d’arte contemporanea. Un progetto ambizioso,
nato per volontà di Beatrice Merz con l’intento di produrre mostre
inedite, appuntamenti per il pubblico tra arti visive, musica e
laboratori educativi, portando avanti un’intensa attività di
ricerca e approfondimento dell’opera degli artisti contemporanei.
Nell’aprile
2005 la Fondazione apre al pubblico con una grande mostra dedicata a
Mario Merz. In questi quindici anni si sono poi succeduti numerosi
progetti che alternavano esposizioni dedicate a Mario e Marisa Merz a
mostre site-specific, personali o collettive, che hanno invitato a
confrontarsi con lo spazio della Fondazione 172 artisti, di cui 64
italiani e 107 internazionali, tra i quali Massimo
Bartolini,
Elisabetta
Benassi,
Fatma
Bucak,
Christian
Boltanski, Mattew Barney,
René
Burri,
Carlos
Garaicoa,
Petrit
Halilaj,
Alfredo
Jaar,
Sol
LeWitt,
Masbedo,
Mona
Hatoum,
Emilio
Prini, Wael Shawky, Simon Starling, Kara Walker, Lawrence Weiner.
A
partire dall’inaugurazione e sino a oggi, la Fondazione ha dato
vita a un intenso programma espositivo che conta 70
mostre,
di cui 9
fuori sede e 13 collaborazioni internazionali,
1.605
laboratori con
più di 70.000
bambini coinvolti
dallo staff educativo e 147
appuntamenti per il pubblico di
diversa natura che hanno presentato quasi 100 ospiti tra poeti,
scrittori, architetti, attori, curatori, filosofi, antropologi,
critici, registi, ballerini e oltre 200 musicisti.
Tra
le iniziative sviluppate dalla Fondazione Merz anche il Mario
Merz Prize,
con cadenza biennale, che ha la finalità di individuare personalità
nel campo dell’arte e della composizione musicale contemporanea.
Oltre
a progetti e collaborazioni con le maggiori realtà internazionali,
la Fondazione ha attivato una nuova rete operativa producendo mostre
e opere nelle aree del Mediterraneo e MittelEuropa, luoghi di
confine, di accoglienza e confronto tra culture, popoli e tradizioni.
Tra questi progetti anche l’intensa attività sviluppata a Palermo,
oltre che nell’ambito di BAM – Biennale dell’Arcipelago
Mediterraneo, in strettissimo dialogo con la comunità e le
istituzioni.
Il
successo di un progetto è determinato dal rapporto che si instaura
con gli attori coinvolti, siano essi artisti, curatori, scrittori o
altro. Questo stretto rapporto di fiducia ha dato modo di veder
realizzati i sogni e poterli trasmettere. E l’emozione di vederli
nascere è stata memorabile. – commenta
Beatrice Merz, Presidente della Fondazione - Questo
compleanno è giunto in un momento storico che ci ha colto tutti
impreparati. Oggi festeggiamo questi 15 anni di attività
ripercorrendo quanto realizzato fino a ora ma con lo sguardo ben
puntato verso i prossimi anni, riflettendo sulla natura del luogo,
dello spazio, del ruolo giocato dagli artisti e dalle loro opere e
dalla funzione sociale data a un’istituzione.
È
il momento di porsi domande, l’arte non può infondere certezze ma
può aiutare a far cambiare il ritmo della ruota. Sarà necessario
uscire dai nostri gusci senza personalismi e spogliati
dall’invincibilità, offrendo contenuti per riavvicinare un
pubblico che dovrà fare i conti con la necessaria elaborazione di un
lutto collettivo. Gli artisti sono esperti nel porre in tempo reale
importanti questioni poste dalla condizione umana, mettendo a nudo le
strutture sociali e rivelandone la vera natura.



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