Non riporta
nulla di veramente nuovo il Decreto firmato ieri sera dal premier
Giuseppe Conte, che attraverso l'ormai tradizionale conferenza
stampa ha confermato la proroga al 13 aprile per tutte le misure
contenute nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio
pubblicato lo scorso 25 marzo.
Tutto resta
quindi uguale a prima fin dopo Pasqua, a parte una novità che
riguarda le società sportive e gli atleti professionisti e non: il
provvedimento del 1° aprile prevede infatti che vengano del tutto
sospesi gli eventi sportivi e le competizioni sportive di ogni ordine
e disciplina, in luoghi pubblici o privati, così come le sedute di
allenamento degli atleti, professionisti e non, all’interno degli
impianti sportivi di ogni tipo.
“Il nostro
Paese sta attraversando la fase acuta dell' emergenza".- ha
detto il Presidente Conte - "Oggi abbiamo superato 13155
decessi. Questa è una ferita che ci addolora particolarmente, una
ferita che mai potremo sanare. Ecco, non siamo nella condizione, lo
voglio chiarire, di poter allentare le misure restrittive che abbiamo
disposto. Non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di
risparmiare i sacrifici a cui si è sottoposti.”
Tra i
principali motivi che hanno indutto alla proroga delle restrizioni
comprendendo pure le festività di Pasqua c'è anche l’elevato
numero di soggetti irregolari che, nella scorsa giornata di sabato,
sono stati fermati dalle forze dell’ordine, senza che avessero una
delle comprovate esigenze per essere fuori casa.
“Siamo
sempre in stretto contatto con gli esperti del Comitato
tecnico-scientifico" - ha proseguito Conte - "i quali ci rappresentano
che si iniziano a vedere gli effetti positivi delle misure
restrittive sin qui adottate. Ma, ripeto, non siamo ancora nella
condizione di potere iniziare ad abbracciare una prospettiva
diversa”.
Per quanto
riguarda l'autocertificazione per gli spostamenti, resta in vigore
l'ultimo modulo che chiede ai cittadini di non essere positivi al
coronavirus né di essere sottoposti alla quarantena. Rimane vietato
a tutte le persone di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto
pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui si trovano,
salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o
per motivi di salute.

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