La sindaca Chiara Appendino ha dovuto arrendersi
all'evidenza: la situazione finanziaria del Teatro Regio è
disastrosa al punto da dover richiedere, in accordo col ministro
Franceschni, che l'ente venga al più presto commissariato. Il
bilancio del 2019 presenta un passivo di 2,3 milioni di euro che le
fondazioni bancarie si sono rifiutate di ripianare e certamente non
ha giovato alla situazione l'inchiesta della Finanza riguardo l'ex
sovrintendente William Graziosi, accusato di corruzione, turbativa
d'asta e abuso d'ufficio insieme al corista Roberto Guenno,
vicinissimo al Movimento 5 Stelle.
La crisi è
tale che non si procederà al ripiano delle perdite, richiedendo al
Ministro per i Beni e le Attività culturali la nomina di un
commissario ministeriale per operare il necessario ed
improcrastinabile risanamento strutturale dei conti dell’ente
lirico torinese, la cui criticità è nota da anni.
A renderlo noto è stata la stessa sindaca Chiara
Appendino, in qualità di presidente della Fondazione Teatro Regio di
Torino, dopo un confronto con il Consiglio di indirizzo e i
presidenti delle fondazioni di origine bancaria. La sindaca
convocherà la prossima settimana il Consiglio d’indirizzo per
l'approvazione del bilancio.
“Il
Teatro Regio – ha sottolineato la sindaca Appendino - ha bisogno di
ricominciare e ripartire senza essere condizionato dai vincoli di uno
stato debitorio pesante: una situazione non ripianabile alla luce
dell’attuale contesto, se non attraverso un intervento
straordinario e la nomina di un commissario risponde proprio a questa
esigenza.
Chiederò al ministro Franceschini –
ha aggiunto la prima cittadina - di individuare insieme la giusta
figura che possa traghettare il nostro Teatro in questa fase
delicata, garantendo continuità alla gestione e alla programmazione
artistica”.
“Non è più possibile tollerare una
situazione di continuo passivo per una eccellenza come il Teatro
Regio - sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto
Cirio e l’assessore alla Cultura Vittoria Poggio -. Serve pertanto
una scelta forte e per questo abbiamo condiviso con il Comune e le
Fondazioni bancarie una soluzione di netta discontinuità con il
passato, che in questo momento solo un commissario può garantire”.
Dai vertici della Fondazione
Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT è arrivato
un sostanziale allineamento sulla decisione: ”In considerazione del
perdurante stato di disequilibrio nella gestione del teatro Regio,
che costringe ogni anno a impegni aggiuntivi di risorse, peraltro non
risolutivi della situazione, siamo d’accordo nel sostenere
un’azione coraggiosa della Città finalizzata alla necessaria
ristrutturazione della gestione del Teatro, non più rinviabile anche
in considerazione dell’attuale periodo di crisi determinato
dall’emergenza Covid-19 che ci vede impegnati su molti fronti
urgenti e con bisogni crescenti del territorio. Siamo convinti che
ciò possa facilitare, in tempi ragionevolmente contenuti, una
profonda revisione ed efficientamento della gestione del Teatro
attraverso una pianificazione strategica pluriennale di attività e
di investimenti, come base fondamentale e duratura per un suo
rilancio e rafforzamento nel tempo”.
A farne anche le spese sarà l'attuale sovrintendente Sebastian Schwarz, che se vorrà rimanere nell'ambito del Teatro Regio dovrà accontentarsi di un incarico da consulente artistico.

Nessun commento:
Posta un commento