Lunedì
11 maggio era la data prevista per l’inizio del Torino
Fringe Festival:
oltre 300 appuntamenti, tra teatro e arti performative. Data la
particolare situazione che non consente il regolare svolgimento degli
eventi programmati, il direttivo ripenserà un
cartellone ospitato soprattutto in spazi aperti, dai cortili nascosti
ai giardini di Torino.
Vi erano già state iniziative di questo genere, ad esempio
al mercato
di Porta Palazzo o nel cortile del Museo Egizio,
ma si proseguirà ancora di più su questa strada.
«Il
ruolo che il Festival ricopre in qualità di promotore culturale e
attivo sostenitore del comparto del teatro e delle arti performative
in genere viene ancora di più ribadito dopo l’emergenza -
afferma la presidente del Torino Fringe Festival, Cecilia
Bozzolini - Se
oggi è impossibile andare in scena, il Festival tornerà appena
possibile, in altre date e modalità più adatte al momento, senza
però snaturare quelle che sono le nostre peculiarità: portare il
Fringe verso il pubblico, immaginare nuove forme di fruizione dello
spettacolo dal vivo, reinventando gli spazi urbani in modo ancor più
non convenzionale».
[…] «Siamo
in costante confronto con artisti, operatori culturali e istituzioni,
con l'obiettivo di trovare soluzioni inclusive e di apertura che non
lascino indietro nessuno: artisti, pubblico, spazi ospitanti e
operatori culturali».
Saranno
anche previsti
incontri e convegni tra attori, registi, operatori
a cui sarà dato più spazio. Quanto alle date, per evitare annunci e
continui rinvii, saranno stabilite appena il Governo fornirà
indicazioni per il comparto dello spettacolo dal vivo.
L’ottava
edizione del Torino Fringe Festival, dunque, terrà conto di ciò
che è stato e ciò che sarà: «L’impegno
è salvaguardare anche tutte le persone che lavorano al festival.
Oltre agli organizzatori, vogliamo
poi garantire agli artisti che sono stati selezionati la possibilità
di andare in scena.
Infine, proseguiremo il dialogo con i partner che avevano già deciso
di sostenere l’iniziativa. Le importanti collaborazioni avviate con
Fondazione Museo Egizio, Fondazione Torino Musei, Fondazione Piemonte
dal Vivo, Fondazione Teatro Stabile, Infini.to Planetario e
Fondazione Camera continuano all’insegna di una riprogettazione
comune».
Sicuramente
non sarà possibile proporre lo stesso programma pensato per maggio
2020, nella stessa formula, ma i sette direttori artisti
dell’iniziativa, Cecilia Bozzolini, Lia Tomatis, Pierpaolo Congiu,
Michele Guaraldo, Luciano Faia, Valentina Volpatto, Costanza Frola,
cercheranno di salvaguardare l’essenza del festival.
Anche
se le condizioni dovessero nuovamente inasprirsi: «Se
non sarà possibile andare a teatro sarà il
teatro ad andare a casa del pubblico,
nei cortili dei palazzi, sotto le finestre delle famiglie
attraversando la città in un percorso che unisce esperienze e
persone, pur mantenendo quella distanza che ci verrà imposta per
salvaguardare la salute comune».
Aggiungono: «Useremo
le nuove tecnologie per formare e informare e,
per aiutare gli artisti ad entrare in contatto con operatori ed
organizzatori che speriamo a breve possano ricominciare a programmare
stagioni, festival e rassegne. Il progetto Fringe in Rete proseguirà
in digitale e sarà l’occasione per creare nuove opportunità e non
arrestare il virtuoso processo di circuitazione di spettacoli e
compagnie avviato negli anni scorsi».


Nessun commento:
Posta un commento