Tongues in Trees, Books in Brooks, Sermons in Stones. Vola online la terza mostra personale di Sam Falls, allestita alla Galleria Franco Noero di Piazza Carignano
Gli
spazi di Piazza Carignano della Galleria
Franco Noero
dovevano aprire al pubblico per la mostra Tongues
in Trees, Books in Brooks, Sermons in Stones,
la terza mostra personale di Sam Falls. Date le circostanze, il
pubblico può comunque prendere visione delle opere attraverso il web.

Si
tratta di nuova serie di lavori realizzati con tecniche varie: dai
quadri dipinti en
plein air con
pigmenti secchi che si sciolgono sulla tela per opera di agenti
atmosferici come pioggia e umidità, alla costa di stoffa di
copertine di libri sbiadite dalla luce del sole, piatte ‘spine
dorsali’ assemblate a parete in gamme di colori in progressione o
in netto contrasto; dalle fotografiche stampate su tela, nelle quali
all’istantaneo fermo immagine del reale si sovrappone il dinamismo
guizzante di un ordito astratto, un impasto di fotogrammi mescolati a
pennellate all
over
di brillanti colori ad olio, alle ceramiche smaltate che portano
impresse sulla loro superficie le tracce colorate di fiori e di
piante incastonate negli incavi di travi di ferro a doppio T.
Ad
accompagnare la mostra un testo appositamente scritto dall’artista,
l’introduzione sicuramente più appropriata per essa, poetica e
ispirata.
Lo
scheletro della nostra gabbia toracica e le vene di una foglia sono
insieme struttura di sostegno e fonte di salute. Un bel dipinto può
rispecchiare la fissità quieta e la bellezza di una pianta; la
pianta, se presa a soggetto, narra di un luogo e può ispirare il
processo con il quale si crea arte. Le forme di un corpo possono
raccontare molte storie e la relazione tra due corpi all’interno di
un unico piano può delineare i termini di un racconto. Dopo aver
trascorso innumerevoli ore a osservare intensamente la natura, a
toccare le piante, a scomporre le varie dimensioni del paesaggio per
poterle contenere in una sola, sono riuscito a cogliere l’essenza
di una pianta, a capire qualcosa di più riguardo all’immobilità e
alla vita, alla creazione e alla morte. A volte, dopo aver
campeggiato e lavorato all’aperto per diverse notti nei boschi dove
fa freddo, dopo aver mangiato tutto il cibo che avevo ed essermi
rimasta solo dell’acqua ma ancora molte ore di lavoro per finire un
dipinto, sento le mie ossa irrigidite e fiaccate mentre la mia mente
come xilema e floèma trasmette pensieri cristallini e strutturati,
incorrotti dal mondo circostante. A volte è difficile immaginare
cos'altro potrebbe essere necessario se non i nostri corpi e le
piante agli estremi come fermalibri e lo spazio della natura nel
mezzo.

Le
nostre spine dorsali sorreggono l'infinito e il momentaneo, come la
costa di un libro o lo stelo di un fiore - la nostra spina dorsale
contiene in sé il sistema nervoso centrale come anche la coscienza
dei racconti che abbiamo letto - del tempo e dello spazio. I nostri
corpi crescono riassestandosi continuamente, invecchiano e danno
vita, ma muoiono? Le parole custodite nelle pagine di un libro chiuso
sono vittime dell’era della meccanica quantistica e, come ogni
sistema quantistico, fluttuano fino a quando non gli si presta
attenzione. Le parole, come le cellule nei nostri corpi, creano
significanze, traducono il tempo in idee e con il passare del tempo
queste idee cambiano. La copertina di un libro può esprimere il
tempo, comunicare idee che estendono la loro durata nei secoli. Come
in un albero, c’è una bellezza innata, semplice e misteriosa nella
copertina consunta di un libro non letto, qualcosa di sincero ed
eterno, come le parole nascoste al suo interno. Sam
Falls, 2020
Sam
Falls
(San
Diego, 1984) vive e lavora a Los Angeles. Il suo lavoro è stato
oggetto di esposizioni personali in istituzioni pubbliche e private
internazionali, tra le quali: Laumeier Sculpture Park, St. Louis, USA
(2019); CAPRI Dusseldorf, Germania (2019); Museo d’Arte Moderna e
Contemporanea di Trento e Rovereto, Trento, Italia (2018); Hammer
Museum, Los Angeles, USA (2018); The Kitchen, New York, USA (2015);
Ballroom Marfa, Marfa, USA (2015); Fondazione Giuliani, Roma, Italia
(2015); Zabludowicz Collection, Londra, Regno Unito (2014); Public
Art Fund, Brooklyn, New York, USA (2014); Pomona College Museum of
Art, Pomona, USA (2014); LA><ART, Los Angeles, USA (2013). Ha
partecipato a numerose mostre collettive in istituzionali
internazionali, tra le quali: High Line, New York, USA (2019);
Frankfurter Kunstverein, Francoforte, Germania (2018); Aspen Art
Museum, Aspen, USA (2018); CMOA, Columbus Museum of Art, Columbus,
USA (2017); Kunsthalle Helsinki, Helsinki, Finlandia (2016);
Wasteland, Mona Bismarck American Center, Parigi, Francia (2016);
Mead Gallery, University of Warwick (2016) e Fruitmarket Gallery,
Edinburgo, Regno Unito (2015); UB Art Gallery, University at Buffalo,
New York, USA (2015); Hammer Museum, Los Angeles, USA (2015); Museo
MADRE, Napoli, Italia (2014). Tra le biennali e le mostre collettive
internazionali ricordiamo la partecipazione a : 21esima Biennale di
Sydney, Sydney, Australia (2018); ICP Triennial, International Center
of Photography, New York, USA (2013).
Per vedere le immagini collegatevi a questo link
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