Come
ogni anno torna puntuale il 5 giugno 2020 il World
Environment Day (WED), la Giornata Mondiale dell'Ambiente
fortemente voluta e proclamata nel 1972 dalle Nazioni Unite e
che quest'anno prevede la Colombia come paese ospite.
In
un momento particolarmente aggravato dall'emergenza sanitaria le
attenzioni verso la biodiversità si fanno ancora più importanti e
l'evento mondiale, al grido di "Time for Nature", viene
inteso ancora di più come un invito all'azione da parte di tutti per
salvare il salvabile del nostro Pianeta, il cui degrado rischia di
provocare l’estinzione, nel breve periodo, di un milione di specie
animali e vegetali, fenomeno imputabile in massima parte all’attività
umana.
Ognuno
di noi, anche nel proprio piccolo, può migliorare la situazione;
Cinemambiente, con il supporto del Museo Nazionale del
Cinema, da il suo contributo all'UNEP – Programma
delle Nazioni Unite per l’Ambiente proponendo online sul sito
www.cinemambiente.it per l’intera giornata di venerdì 5
giugno, dalle ore 0 alle 24, la maratona cinematografica Movies
for Nature, comprendente 11 titoli - lungo, medio e cortometraggi
– che affrontano la biodiversità attraverso un viaggio in zone e
ambienti diversi della Terra, mostrando grazie ad immagini
stupefacenti e sequenze spettacolari, la bellezza della Natura e dei
suoi regni – animale e vegetale – oggi sempre più fragili e
minacciati.
QUESTI I FILM DELLA RASSEGNA:
Un viaggio
provocatorio nel regno dell'oceano, nella profondità di quel mondo
che sta precipitando verso l'oblio. Dalle barriere coralline in
decomposizione alla vita marina uccisa dall'enorme quantità di
spazzatura e dalla pesca non selettiva, gli oceani sono tra i
principali bersagli dell'assalto umano alla Terra. Attraverso lo
sguardo di esperti e attivisti che dedicano la propria vita a
ricerche e azioni concrete mirate a preservare l'ecosistema marino,
esploriamo questo campo di battaglia, dall'Indonesia alle Hawaii,
immergendoci in immagini mozzafiato di meravigliosa e dolorosa
bellezza. Una coraggiosa denuncia che si fa appello urgente e
appassionato contro l'idea che i nostri mari abbiano risorse
illimitate e per tentare di salvarli, prima che sia troppo tardi.
Dusk Chorus -
Based on Fragments of Extinction (Dusk Chorus – Basato su
"Frammenti di Estinzioni") di Alessandro
d'Emilia, Nika Saravanja (Italia 2016, 60')
Un viaggio sonoro
nella foresta amazzonica dell'Ecuador. Un'esperienza sensoriale,
scientifica e poetica al tempo stesso, guidata dal ricercatore e
compositore eco-acustico David Monacchi, autore del progetto
multidisciplinare Fragments of Extinction. Per la prima
volta registra in 3D il ricchissimo patrimonio sonoro di un
ecosistema antico, vero e proprio archivio di milioni di anni di
evoluzione sulla Terra. I cambiamenti climatici, la sopraggiunta
siccità, la presenza massiccia delle compagnie petrolifere e le
difficoltà di allestimento dei sofisticati strumenti di
registrazione in un luogo impervio, sono gli ostacoli che David è
costretto ad affrontare lungo il percorso di scoperta di straordinari
suoni destinati a sparire.
Se è innegabile che
il viaggiatore è influenzato dai paesaggi e dalle diverse mentalità
che scopre lungo la strada, è altrettanto vero che anche i luoghi e
le persone con cui entra in contatto vengono in parte da lui stesso
alterati. L'itinerario turistico noto come la Gringo Trail ha
rivelato a tanti turisti nuovi modi di vivere, ma ha anche causato la
distruzione di ambienti incontaminati. In un viaggio che dalle
foreste boliviane ci porterà alle feste in spiaggia della
Thailandia, passando per i deserti di Timbuktù in Mali e per i
paesaggi mozzafiato del Bhutan, scopriremo il drammatico impatto
culturale, ambientale ed economico, del turismo.
Ci sono volute 488
ore di riprese a bordo di elicotteri, 217 giorni di lavorazione
attraverso 54 differenti nazioni, per permettere a Yann
Arthus-Bertrand di ultimare Home, documentario
assolutamente spettacolare e di grande impatto emotivo, intenzionato
a farci aprire gli occhi sul reale effetto del riscaldamento globale,
della deforestazione, dell'inquinamento. L'umanità si trova ormai a
un bivio obbligato, tra abitudini negative che dovrebbero appartenere
al passato e possibilità di effettuare scelte rivoluzionarie ed
eco-compatibili, le uniche in grado di garantirci un futuro non
catastrofico. Seguendo l'esempio di Una scomoda verità,
sua dichiarata fonte d'ispirazione, il celebre fotografo francese,
qui al debutto alla regia, realizza un'opera coinvolgente e accurata,
tanto nelle immagini, quanto nei contenuti, in grado di catturare e
far riflettere lo spettatore.
Intraterrestrial.
A Fleeting Contact (Intraterrestre: un fugace contatto)
di Alexander Gratovsky, Nicole Gratovsky (Spagna 2017, 55')
Delfini e balene
rappresentano la coscienza più antica del nostro Pianeta e le loro
capacità e stile di vita racchiudono informazioni di enorme
importanza per l'umanità. Da queste considerazioni e dall'idea di un
mondo indivisibile e integro, si muove il centro internazionale non
governativo Dolphin Embassy, verso una cultura le cui priorità sono
sviluppo sostenibile e consapevolezza. Creature umane e delfini, la
rigidità e la fluidità, l'artificiale e l'autentico: esiste una
possibilità di dialogo tra i due mondi? Suggestive immagini ci
guidano all'incontro con questi mammiferi acquatici, che invece di
carità offrono compassione, invece di diplomazia sincerità, invece
di centrali elettriche il contatto diretto con l'energia.
Kamchatka Bears.
Life begins (Gli orsi della Kamchatka. L'inizio della vita)
di Irina Žuravleva, Vladislav Grišin (Russia 2017, 60')
Sette mesi di
riprese nel Sud dell'estrema penisola della Kamchatka, presso il
Lago Kuril, luogo incontaminato, fuori dal tempo, area protetta
dove è possibile incontrare l'orso bruno sperimentando un confine
importante, delicato e sacro che l'uomo non dovrebbe infrangere. Un
periodo lungo quanto quello necessario ai cuccioli appena nati per
affacciarsi ai segreti nascosti della vita quotidiana. I suoni della
natura e l'assenza di voce umana permettono allo spettatore di
immergersi nella magnificenza di uno scenario selvaggio, fra antichi
vulcani, corsi d'acqua e animali selvatici, evocando il desiderio più
profondo di indagare e conservare ciò che di prezioso abbiamo
ancora. Un mondo naturale che vive in equilibrio con le proprie
leggi, aperto a coloro che vi entrano con rispetto, gratitudine e
conoscenza.
Un fotografo
naturalista si inoltra nella foresta e con grande sorpresa
assiste a un fenomeno inconsueto: un gruppo di animali si mette in
posa davanti al suo obiettivo, con lo scopo di apparire sulla
copertina della rivista… prima dell’estinzione.
Ranger and
Leopard (Il guardiaparco e il leopardo) di Fathollah
Amiri (Iran 2017, 53')
Nella provincia
di Isfahan, nell'Iran centrale, Halvani,
un guardiaparco appassionato, responsabile e attivo, sente
parlare della presenza di un leopardo persiano nell'area a lui
destinata. Per la prima volta dopo circa quarant'anni il raro felino,
feroce predatore, viene avvistato dai pastori della zona, spaventati
per le sorti del loro bestiame. In un'atmosfera sospesa sullo sfondo
di paesaggi suggestivi e colmi di antiche leggende, la macchina da
presa accompagna con discrezione la silenziosa e tenace ricerca
di Halvani. Un'osservazione paziente, costante, sulle tracce del
leopardo, che fa da contrappunto alla tensione dell'attesa, rivelando
l'amore profondo del giovane per la natura che lo circonda.
Dalla Foresta
Boreale dell'estremo nord, alle pendici del Monte Ararat in Turchia
fino alle strade di New York, alla scoperta dei numerosi pericoli
causati dall'uomo che stanno decimando usignoli, dendroiche cerulee,
rigogoli, traupidi, frosoni e numerose altre varietà di uccelli
canori: la caccia, l'inquinamento luminoso, le collisioni ad alta
quota, gli oleodotti, i pesticidi e la distruzione degli habitat
degli uccelli migratori.
La vita tranquilla
di una famiglia agiata della periferia di Mumbai, sconvolta da un
gallo piuttosto eccentrico e irriverente. Accolto da pulcino come
compagno di giochi per i due gatti, cresciuto, l’animale impone la
sua supremazia spingendo l’amorevole famiglia all’inevitabile
conclusione: come liberarsi dell’ingombrante e alquanto particolare
animale domestico?
Duecento specie
animali si estinguono ogni giorno. Le nostre scelte, le nostre azioni
e la nostra capacità di far fronte ai problemi critici che
questo Pianeta sta affrontando. Si riuscirà a scongiurare la “sesta
estinzione”, la prima di cui l’uomo è completamente
responsabile?
INFO:
Associazione
Cinemambiente: festival@cinemambiente.it, www.cinemambiente.it
Tutti
i film della rassegna sono ad accesso libero.






Interessante ed istruttivo
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