Dal 23 marzo al 2 luglio il MEF - Museo Ettore Fico propone la mostra di Nino Migliori dal titolo Variazioni sulla fotografia, che racconta più di settanta anni di produzione artistica.
Abbandonando la classica configurazione cronologica o la consueta divisione per approccio concettuale, sperimentale o realista, il percorso vuole evidenziare le infinite variazioni sulla fotografia realizzate da Nino Migliori grazie agli elementi del tempo, del segno e dello spazio. Immaginazione e curiosità lavorano tutt’oggi nella mente di Migliori, una mente forgiata nelle frequentazioni dell’arte informale e nell’epoca del passaggio dalla fotografia come documento alla fotografia come espressione artistica. Il concept della mostra vuol far entrare il visitatore nella mente poliedrica e rivoluzionaria di Migliori, accompagnandolo nel percorso espositivo come in una visita guidata tra i meandri del pensiero dell’artista.
Tutti gli elementi primari rientrano comunque nel suo processo creativo. Nulla di nuovo nell’impianto di partenza, cioè: luce, spazio e tempo o negli strumenti del cioè: pellicola, carta sensibile, sviluppo, fissaggio, acqua, calore. Gli ingredienti della ricetta sono sempre gli stessi, ma nelle mani di un rivoluzionario come Nino Migliori conducono a esiti sorprendenti. Si può pensare al laboratorio di un alchimista, ossessionato dal potenziale espressivo dei materiali che ha a disposizione, ma anche compulsivamente interessato alle varianti inesplorate del linguaggio. La sua immaginazione è nutrita dalla curiosità, la sua visione è fertilizzata dai saperi, il suo pensiero è audace e il suo spirito è accogliente. Il titolo della mostra vuole suggerire i tanti mondi esplorati da Nino Migliori e i risultati di settant’anni di ricerca. Sue opere sono conservate presso: MamBo - Bologna; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea - Torino; CSAC - Parma; Museo d’Arte Contemporanea Pecci - Prato; Galleria d’Arte Moderna - Roma; Calcografia Nazionale - Roma; MNAC - Barcellona; Museum of Modern Art - New York; Museum of Fine Arts – Houston; Museum of Fine Arts - Boston; Musée Reattu - Arles; SFMOMA – San Francisco, The Metropolitan Museum of Art e MOMA - New York; Maison Européenne de la Photographie - Parigi ed altre importanti collezioni pubbliche e private.
Nino Migliori (Bologna, 1926) inizia a fotografare nel 1948. La sua opera fotografica di svolge attraverso uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista, con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale e inedita. Da una parte, quindi, in pochissimi anni, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell’epoca, il Neorealismo: una visione della realtà fondata sul primato del “popolare”, con le sue subordinate di regionalismo e di umanitarismo. Sull’altro versante Migliori produce fotografie off-camera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se letti all’interno del versante più avanzato dell’informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere. Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale e inedita. È l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
MEF
23 marzo - 2 luglio 2023
orari: da giovedì a domenica dalle ore 14,30 alle ore 19,30



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