Da lunedì 18 dicembre, presso il Palazzo del Rettorato dell’ Università di Torino, saranno visitabili le quattro mostre inedite allestite nell’ambito del progetto UniVerso per celebrare il centenario della nascita del soprano Maria Callas. Il palinsesto di iniziative organizzato dall’ Università di Torino ha come titolo ICONA CALLAS. Ne ho parlato qui.
- Io sono Maria Callas di Vanna Vinci, allestita all’interno della Biblioteca Storica Arturo Graf fino 14 gennaio 2024, è una biografia a fumetti sulla Divina, un viaggio nell’universo intimo e spesso tragico di quella che è stata definita "genio" dall’amico Franco Zeffirelli.
In
questa mostra sono presentate le tavole originali che compongo il
libro, per lo più in bianco e nero, interrotte da toni del rosso -
dalle labbra di Maria Callas al velluto del sipario. E’ descritta
l’infanzia
divisa tra Grecia e Stati Uniti, l’arrivo
a Verona e il debutto sulla scena, il matrimonio e il rapido
divorzio, il successo alla Scala di Milano e quello sui tabloid che
diventeranno sempre più invadenti quando la Callas stringerà una
relazione con l’armatore
greco Aristotele Onassis, lunga passione dalla cui fine Callas non si
riprenderà mai totalmente. E ancora l’abbandono
del palcoscenico, l’amicizia
con Pasolini e l’interpretazione
della sua Medea,
fino alla conclusione dei suoi ultimi anni segnati dal dolore per le
molte perdite e un’autoimposta
segregazione. In altre parole, dalla nascita all’apice
del successo fino al suo declino psicologico, Callas ha trasformato
la sua stessa vita in una tragedia, genere letterario che Vanna Vinci
ha utilizzato per delineare l’ossatura
della sua opera. Maria Callas con grande determinazione riuscì a
trasformare i propri difetti in pregi, in primis la sua voce
graffiante e ruvida, per cui era stata molto criticata all’inizio
della sua carriera, fino al fisico robusto, che proprio a causa delle
numerose offese - e non con poche sofferenze – riuscì a
modificare, dimagrendo drasticamente e imponendosi come vera e
propria icona di stile ed eleganza. Maria Callas era anche una donna
dai modi aggraziati che interpreto con empatia e profondità le molte
eroine da lei incarnate, personaggi sempre ricchi di pathos e di
tormento: si pensi a Medea o a Norma, donne da lei amate
particolarmente e che riusciva a trasmettere con incommensurabile
forza espressiva allo spettatore, travolgendolo con la sua potente
voce.
- Nel
Cortile del Palazzo del Rettorato fino al 29 febbraio troveremo
invece
Maria
Callas Offstage. La
mostra presenta una selezione di dieci fotografie realizzate
dall’Agenzia
Publifoto,
che ritraggono Maria Callas in occasioni pubbliche e private, in un
arco cronologico che segue gli anni più
significativi della sua carriera. Le immagini, proposte con
scenografici ingrandimenti che dialogano con le architetture del
cortile del Rettorato, sono state scelte tra le numerose – negativi
e stampe vintage – che l’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
conserva alle Gallerie
d’Italia
di Torino (Selezione a cura di Barbara Costa. Ricerca iconografica a
cura di Serena Berno).
- Nella
Sala
Athenaeum del Palazzo del Rettorato, fino al 29 febbraio,
è
ospitata invece la
mostra “Callas/Medea.
Storia di un disco”,
prodotta da UniVerso insieme all’Archivio
Storico Ricordi.
L’esposizione ricostruisce la storia della Medea
di
Luigi Cherubini, un disco leggendario non solo per l’importanza
e la qualità degli artisti e delle professionalità che concorsero
alla sua realizzazione, ma anche per il ruolo che questa incisione
ebbe nel sancire l’ingresso
di Casa Ricordi nel mondo della discografia come Dischi Ricordi,
l’etichetta
che pochi anni dopo avrebbe dato vita al fenomeno dei “cantautori”.
In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dalla Fondazione di Casa
Ricordi, si penso a un concorso per un’opera
prima e alla realizzazione di un disco, da registrare con l’apporto
dell’orchestra
e del coro del Teatro alla Scala nello stesso teatro: la Medea
di
Luigi Cherubini con Maria Callas come protagonista e il Maestro
Tullio Serafin come direttore d’orchestra.
Registrato tra il 31 agosto e il 3 settembre 1957, il disco riscosse
un enorme successo tanto che quello che doveva essere un omaggio
straordinario all’anniversario
della Casa musicale divenne l’avvio
di una nuova attività. Ricordi
si lancio infatti nella nuova avventura discografica: il 24 dicembre
1957 viene depositato in Italia il marchio Dischi Ricordi.
- Infine,
sempre fino al 29 febbraio, nella Galleria UniVerso del Palazzo del
Rettorato,
troveremo
una
video installazione di Marina Abramović
dal titolo Seven
Deaths.
Quando la giovane Marina Abramović
incontra la voce unica di Maria Callas ne resta subito folgorata. Con
il passare degli anni la passione per la sua voce si mescola a un
profondo sentimento di empatia per la drammatica esistenza del
soprano. La stessa morte solitaria di Callas diventa allora materia
artistica e fonte di ispirazione per Abramović,
che la ripensa attraverso la lente delle tragiche morti di alcune
celebri eroine del melodramma da lei interpretate in scena. Seven
Deaths propone
un’esperienza
cinematografica immersiva in cui teatro e cinema si fondono.
Mettendosi al centro della scena Abramović
diventa Callas ma anche ognuna delle eroine da lei incarnate, mentre
la colonna sonora composta da sette assoli del soprano la accompagna
attraverso nuove narrazioni e nuove interpretazioni. Desdemona viene
strangolata da un serpente invece che dalle mani di Otello. Tosca non
si lancia nel vuoto dal parapetto del castello ma dal grattacielo di
una città contemporanea. Il suicidio rituale di Madame Butterfly
viene sostituito da un gesto simbolico dell’artista
che si spoglia di una tuta antigas esponendosi all’avvelenamento
da radiazioni. L’omicidio
di Carmen e inscenato grazie alla partecipazione di Willem Dafoe, che
pugnala violentemente Abramović
avvolta in un completo da torero maschio. Le morti delle protagoniste
di Carmen, Tosca, Otello, Lucia di Lammermoor, Norma, Madama
Butterfly e La traviata riecheggiano cosi la drammaticità della vita
di Callas stessa e coincidono con i temi e le scelte di
rappresentazione adottate da Abramović
in 7
Deaths of Maria Callas,
l’opera
live action che, dopo la prima del 2020 alla Bayerische Staatsoper di
Monaco di Baviera, ha fatto tappa all’Opera
National de Paris (1-4 settembre 2021), all’Opera
Nazionale Greca di Atene (24-29 settembre 2021), alla Deutsche Oper
di Berlino (8-10 aprile 2022), al Real Teatro San Carlo di Napoli
(13-15 maggio 2022), alla English National Opera (3-11 novembre
2023).
Palazzo del Rettorato dell’Università di Torino
via Verdi 8, Torino
Orari
di apertura:
da lunedì a venerdì - dalle 10 alle 18
fino al
14 gennaio anche sabato e domenica - dalle 10 alle 18
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