lunedì 11 dicembre 2023

PALAZZO CHIABLESE - Dal 20 dicembre una serie di incontri di approfondimento ad ingresso libero sulla residenza e su temi di arte, storia e architettura piemontese


L’apertura al pubblico degli appartamenti aulici di
palazzo Chiablese, avvenuta nel maggio 2022 (leggete il mio articolo QUI) è accompagnata da una serie di incontri di approfondimento sulla residenza e su temi di arte, storia e architettura piemontese, con un’attenzione particolare agli aspetti della tutela del patrimonio artistico del territorio.

Le conferenze si presso il Salone degli Svizzeri, con la collaborazione dell’Associazione Amici di Palazzo Reale.

Mercoledì 20 dicembre 2023, ore 17.30

Il restauro della tappezzeria del gabinetto della duchessa di Genova

Clelia Arnaldi di Balme, Massimiliano Caldera, Roberta Genta

In occasione delle nozze di Ferdinando di Savoia-Genova con Elisabetta di Sassonia, celebrate nel 1850, l'appartamento della duchessa a palazzo Chiablese viene rinnovato con un importante intervento dell'architetto milanese Alfonso Dupuy e dell'ebanista Gabriele Capello. Sono ricavati ex novo un vano per l'alcova e un “gabinetto da toeletta”, poi indicato come “Boudoir della Duchessa di Genova”.

Nel 1883, per le nozze del figlio Tommaso con Isabella di Baviera, l’allestimento del boudoir viene rimodernato. Il plafone originario viene sostituito dall'attuale volta in stucco e alle pareti viene applicata una nuova tappezzeria in seta color rosa corallo, che alterna le aquile e lo stemma ducale dei Savoia-Genova ai simboli dell'amore, l'arco e la faretra. La conferenza illustra la storia e il restauro del prezioso parato tessile, riapparso dopo la rimozione di un successivo tessuto novecentesco.

Mercoledì 10 gennaio 2024, ore 17.30

Un’Annunciazione bolognese a palazzo Chiablese

Laura De Fanti

Acquisita dallo Stato in prelazione per il palazzo Chiablese nel 2021, la tela raffigurante l’Annunciazione, attribuita a Marcantonio Franceschini, risultava provenire dalla cappella del castello di Pomaro Monferrato (Alessandria) e, all’asta della raccolta Calvi di Bergolo, era stata notificata come testimonianza della diffusione della pittura barocca bolognese negli Stati sabaudi. Le ultime indagini che sono andate avanti in parallelo all’intervento di restauro hanno in realtà rivelato una storia molto diversa, all’interno delle sale di palazzo Caprara a Bologna verso i primi dell’Ottocento, e hanno anche consentito d’individuare con certezza l’autore del dipinto, un allievo di Giovan Gioseffo dal Sole.

Mercoledì 24 gennaio 2024, ore 17.30

Il castello di Bruzolo. Prime riflessioni in merito alla tutela e alla rifunzionalizzazione

Cecilia Castiglioni, Cristina Lucca, Valeria Moratti

Il castello di Bruzolo, acquistato dallo Stato nel 2015, è uno fra i luoghi storicamente più importanti della media Valle di Susa, dal XIII secolo feudo di importanti famiglie tra le quali i Grosso di Carignano, conti di Riva e signori di Chianocco, che lo acquisiscono dal 1544 fino alla fine del Settecento. In questa prestigiosa sede, visto il rapporto privilegiato dei feudatari Grosso con i Savoia, anche come canale diplomatico tra la corte francese e quella sabauda, venne siglato il Trattato del 1610 tra gli emissari di Enrico IV, re di Francia, e il duca Carlo Emanuele I. Risalgono a questa fase i lavori di riqualificazione del castello a residenza prestigiosa con soffitti dipinti e decorazioni parietali nonché importanti arredi.

Sin dalla prelazione in favore dello Stato, più Enti hanno lavorato al fine della progettazione di un articolato cantiere di restauro e rifunzionalizzazione da realizzare in diversi lotti. Alla chiusura di questi lavori sarà possibile una prima restituzione al pubblico dell’edificio, in attesa di una sua completa riutilizzazione.

Mercoledì 7 febbraio 2024, ore 17.30

Savant dans l’architecture et la perspective, a peint aussi à fresque d’une manière très gracieuse”: pittori quadraturisti dalla Lombardia al Piemonte per il duca del Chiablese

Marina Dell’Omo

La decorazione degli ambienti nell’ala di levante nella palazzina di caccia di Stupinigi, destinata al duca del Chiablese, Benedetto Maurizio, realizzata dal sesto decennio del Settecento fino agli esordi degli anni settanta, è caratterizzata nei soffitti e in un caso anche sulle pareti da pitture quadraturistiche, con interventi di artisti provenienti da Lombardia e da Bologna.

Due di questi, Gaetano Perego e Giovanni Battista Alberoni, si erano dedicati, in precedenza, ad apparati teatrali; mentre i Pozzi di Loggio, solitamente impiegati in quadrature, si sarebbero qui destreggiati anche in generi diversi, realizzando soffitti alla cinese e a specchi dipinti che riproporranno anche per il palazzo Chiablese di Torino e per il castello di Agliè.

Mercoledì 21 febbraio 2024, ore 17.30

Andrea Appiani per la Galleria dei fiori della duchessa a palazzo Chiablese

Clelia Arnaldi di Balme, Vittorio Natale

L'appartamento della duchessa di Genova a palazzo Chiablese si completava a metà Ottocento con un Padiglione trasparente e con una Galleria dei fiori. Questi ambienti, simbolo di modernità e di perizia costruttiva, ricreavano all'interno dei palazzi l'effetto di rigogliosi giardini di cui godere anche nei mesi più freddi dell'anno.

Una tela con Venere e Giunone di Andrea Appiani (1754 - 1817), acquistata a Milano nel 1847 dalla regina Maria Cristina di Borbone, vedova del re Carlo Felice, ornava la volta della Galleria dei fiori. La conferenza ripercorre la storia dell'opera in rapporto alla fortuna di cui godette il pittore “di Napoleone” in Piemonte e alla moda romantica delle serre e dei giardini d'inverno.

Mercoledì 6 marzo 2024, ore 17.30

Francesco De Mura a palazzo Chiablese e nei reali palazzi

a Torino

Cecilia Veronese

Nel 1763 il pittore napoletano Francesco De Mura ricevette il pagamento per otto dipinti da allestire come sovrapporte nell'appartamento della duchessa a palazzo Chiablese. Le quattro tele raffiguranti i Continenti si possono oggi ammirare nella Sala degli arazzi, mentre la serie dei quattro Elementi, che ornava la camera del letto della duchessa, trasformata a metà Ottocento in sala di ricevimento, fu smontata prima del 1943 e perciò non andò persa durante i bombardamenti che distrussero completamente il salone. Se ne persero le tracce finché le magnifiche tele non ricomparvero negli anni Settanta del Novecento sul mercato antiquario.

Quella raffigurante l’Aria è stata acquisita nel 2001 dalla Regione Piemonte e fa ora ritorno a palazzo Chiablese con un importante deposito.


Palazzo Chiablese

Piazza San Giovanni 2, Torino

Salone degli Svizzeri

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Non è necessaria la prenotazione.

Per informazioni: 344 1929643

palazzochiablese@amicipalazzoreale.it

 

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