giovedì 4 gennaio 2024

La Galleria Belle Epoque di Rivoli ospita dal 13 gennaio la mostra METELLO MERLO E LA PITTURA ROMANTICA DEL ‘900 a 60 anni dalla scomparsa dell'artista


Dal 13 al 21 gennaio 2024 la Galleria Belle Epoque di Rivoli ospita la mostra
METELLO MERLO E LA PITTURA ROMANTICA DEL ‘900. ESPOSIZIONE RETROSPETTIVA DEL MAESTRO MERLO, a cura di Diego Sestero e Paolo Provenzales: 30 opere iconiche di uno tra i più grandi artisti piemontesi del secolo scorso a sessant'anni dalla sua scomparsa.
 


Metello Merlo (Milano, 27 giugno 1866 – Torino, 14 gennaio 1964) imparò inizialmente a dipingere dal padre Camillo. Si trasferì a Torino nel 1904 e qui divenne allievo di Vittorio Cavalleri su suggerimento del padre da cui eredita l’intelaiatura compositiva e successivamente fu affascinato da Andrea Tavernier reiterandone la vivacità cromatica. Metello Merlo si applicò assiduamente al disegno sul vero, una pratica che lo porterà ad impadronirsi di tutte le tecniche, ad eccellere in quella del pastello ed a sperimentare in modo non transitorio la grafica, nelle espressioni specifiche dell’incisione e della litografia. Anche se non trascura la natura morta e la rappresentazione della figura, è il paesaggio che costituisce il motivo prediletto della sua pittura ed anche questo è un indirizzo trasmessogli dal padre.

 

Le prove giovanili di Metello, che esordì alla Promotrice torinese nel 1913, si pongono sotto il segno dei suoi due maestri. Come gli verrà riconosciuto dalla critica, pur continuando a stare naturalmente dalla parte della tradizione senza mai scadere nel banale, egli trova l’energia per rifiutare di cristallizzarsi nel conformismo di molti suoi compagni. Il sentimento della natura è da lui reso con una visione personale e con accenti che rivelano la sua sensibilità a ricerche più moderne ed aggiornate. Merlo fu tra i maestri che sostennero nella nostra regione la lunga persistenza della corrente naturalistica fin nel Novecento mantenendo saldo il legame con le matrici del rinnovamento del “paesaggio” piemontese nella seconda metà dell’Ottocento, ossia Antonio Fontanesi e i pittori della scuola di Rivara.

 


Metello Merlo dalle tele giovanili dipinte sotto l’influenza del Tavernier seppe passare progressivamente ad una maggiore pacatezza compositiva e ad una delicatezza coloristica in perfetta sintonia con le atmosfere toccanti e intimamente poetiche che ama descrivere.

Nel secondo dopoguerra l’artista confermò la sua vocazione e il suo talento di paesista con numerose opere nelle quali continua il suo cordiale dialogo con i luoghi amati, colti nelle varie stagioni dell’anno e sotto variabili condizioni di luce e di atmosfera, spiagge liguri illuminate dal sole estivo, scorci di lago immersi nelle nebbie autunnali, casolari di montagna sepolti sotto forti nevicate, colline in fioritura primaverile.

 

I soggetti che suscitano maggiore attrazione estetica sull’artista sono il lago Maggiore, in particolare il lungo lago di Oggebbio, i paesaggi montani della valle d’Aosta e della val Varaita, le vedute di Torino e delle colline circostanti, le marine liguri di Noli, Cervo e Vernazza, tutti luoghi rappresentati non con l’intenzione di restituirne l’oggettività, ma di trasmettere l’emozione cromatico-luminosa e la vibrazione sentimentale.

 

Negli ultimi anni della sua attività giunse, ad una interpretazione paesistica più sintetica ed essenziale. Nella produzione dei primi anni Sessanta compaiono opere nelle quali proprio il colore costituisce oggetto di una personale ricerca che si esprime in accostamenti cromatici accentuati di rossi o di blu di esplicita, dichiarata ascendenza fauve-espressionista.

 

Metello Merlo preso parte alla Promotrice delle belle arti di Torino quasi ininterrottamente dal 1913 al 1963, alla Quadriennale torinese del 1923, 1947,1955, alle varie esposizioni del circolo Amici dell’arte (Torino) dal 1924 e alle varie edizioni di Piemonte artistico e culturale, alla III Quadriennale romana e al Premio Bergamo del 1939, alla III mostra Sindacale di belle arti di Milano del 1941 solo per citarne alcune, oltre le varie mostre personali tra le quali alla galleria Defferrari a Noli nel 1939, galleria Ranzini e galleria Cordusio a Milano nel 1944. Molte le mostre postume.

 

Galleria Belle Epoque

Dal 13 GENNAIO 2024 al 21 GENNAIO 2024

Dal Lunedì al Sabato

10.00/12.30

16.00/19.00

INAUGURAZIONE

Sabato 13 Gennaio

ore 16.00

Via Manzoni 3B - Rivoli

 

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