Può dirsi finalmente concluso il restauro del Duomo di Torino successivo al terribile incendio del 1997, che ha devastato la Cappella della Sindone. Sebbene il cantiere sia stato completamente rimosso nel 2018, si sono rese necessarie ulteriori opere di ripristino per riportare gli ambienti all’antico splendore.
Sono oggi nuovamente fruibili i luoghi divenuti inagibili a seguito del rogo, ma i restauri sono stati l’occasione per far riemergere elementi del Duomo rinascimentale nascosti o alterati pesantemente dal cantiere seicentesco da cui aveva avuto origine la Cappella della Sindone.
Fra
questi si sono preservati lacerti del pavimento rinascimentale e i basamenti
delle doppie lesene che incorniciavano l’altare maggiore.
Condotti con finanziamenti ministeriali, i lavori hanno coinvolto gli spazi posti sotto la cappella della Sindone come il cosiddetto ‘scurolo’, la nuova sacrestia, la galleria, ove è stato riposizionato l’eccezionale fondale scenografico dipinto da Domenico Guidobono risalente al 1709 ed il coro, nel quale sono stati ricollocati gli stalli lignei rimossi a seguito dell’incendio; restaurate anche le bifore e il portale marmoreo che divide il Duomo dalla Cappella.
Con l’occasione è stato realizzato anche un nuovo impianto elettrico e di illuminazione.Potremo così ammirare non solo gli ambienti visitabili prima del grande incendio, ma ammirare la presenza di elementi architettonici risalenti a periodi precedenti, in particolare il 1400, che si pensavano perduti, in dialogo con le opere più recenti.



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