Gli artisti sono Emanuele Becheri e Rosanna Rossi, due esponenti italiani di differenti generazioni a cui sono dedicati gli interi spazi del museo per poter offrire, ai visitatori internazionali di Artissima e a tutto il pubblico italiano, due gruppi di opere eccezionali mai esposti prima e una panoramica esaustiva sulla loro ricerca.
Quella di Rosanna Rossi (Cagliari 1937) è una mostra antologica che illustra, attraverso oltre 80 opere, il suo percorso rigoroso e radicale. Compiuti gli studi presso L’istituto d’Arte Zileri di Roma, rientra nell’isola nel 1958. Dopo le prime esperienze all’interno delle attività di Studio 58, caratterizzate da una figurazione espressiva, alterata da suggestioni materiche, la sua ricerca si orienta nel decennio successivo verso un’astrazione che fa interagire reminiscenze naturalistiche nell’uso del colore con le connotazioni segniche di matrice informale. Gli sviluppi successivi, pur con periodici sconfinamenti nell’ambito del ready-made, mantengono questa ambivalenza progettuale, oscillando costantemente tra un ordine costruttivo di ascendenza concreta e soluzioni materico-espressive dell’astrazione neo-informale.
Emanuele Becheri (Prato 1973) propone le sue sculture e i disegni creati negli ultimi cinque anni in cui tutto dialoga in un contesto scultoreo e installativo rarefatto ed estremamente equilibrato e introspettivo. La sua opera ha la grandezza delle sculture classiche della nostra storia dell’arte che va dal modellato etrusco a quello rinascimentale, dalla produzione romantica dell’Ottocento alle ricerche informali del Novecento. L’artista si presenta come un autore classico, disincantato e disilluso che sa che l’arte non potrà salvare il mondo ma potrà renderlo meno inaccettabile.
Il percorso creativo di Emanuele Becheri si è sviluppato attraverso diversi media espressivi dalla musica alla fotografia, dal video alla scultura per arrivare recentemente a sperimentazioni con terrecotte la cui superficie e spesso dipinta e “impolverata” da pigmenti terrosi, opachi e sordi. Nel disegno l’artista si autoritrae spesso e c’è un’allusione alla figura umana che troviamo in tutte le sue opere, una citazione di sé e del profondo della sua anima e del suo corpo. Non appare indispensabile un confronto con gli artisti del passato per comprendere la sua poetica – anche solo per trovare radici della sua arte o indicazioni per la lettura delle sue opere – che resta sospesa in un liquido amniotico ancestrale e atemporale in cui archeologia e fantasy, barocco e minimalismo, trovano connessioni impensabili.
I paesaggi e i ritratti, composti da segni spezzati, si stendono su brani di carta slabbrati e sghembi, strappati da carnet o recisi senza attenzione per sottolinearne la fragilità e l’introspezione personale e dolente. Le sculture, soprattutto cavalli e figure in coppia, si “sformano” nello spazio in posizioni tra l’arcaico e il barocco ponendo lo spettatore nella posizione scomoda del doversi interrogare sul concetto di abbozzo, non finito e concluso. Emanuele Becheri sovverte gli schemi classici della scultura appropriandosi di tutti gli strumenti e materiali consoni per la sua realizzazione e identificazione, però capovolgendo questi schemi a suo uso personale.
Trattandosi prevalentemente di forme tridimensionali, sempre identificabili con la forma umana o animale, l’artista ci pone nella condizione disagevole di identificare sempre il soggetto raffigurato ma di proporcelo come una forma o una massa in cui la materia sovrasta e sovverte la sua identità. In bilico fra riconoscibile e irriconoscibile la sua opera resta sul crinale dell’informale e del figurativo dove, in uno scontro forsennato, la creta cerca di sovrastare la forma e la forma cerca di domare la materia. Tutto nell’artista, che è al contempo musicista e performer, resta nella dinamica del duello fra espresso e sottinteso e la tensione che si percepisce è in bilico fra vita del soggetto e morte dell’idea della scultura classica.
MEF
via Francesco Cigna 114, Torino
Orari:
giovedì e venerdì: 14.30-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
sabato e domenica: 11.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)


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