mercoledì 18 febbraio 2026

Pronta a rinascere la città romana di Industria: sabato 28 febbraio 2026 a Monteu da Po (TO) presentazione dei nuovi progetti e lectio magistralis di Christian Greco


Sabato 28 febbraio 2026 l’antica città romana di Industria, oggi gestita dalla Direzione regionale Musei nazionali Piemonte del Ministero della cultura, torna ad essere luogo di incontro e di riflessione pubblica con un pomeriggio di studi, visite guidate e interventi istituzionali che culmineranno nella lectio magistralis del direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco. L’appuntamento rappresenta insieme un momento di restituzione scientifica delle ricerche in corso e un segnale concreto di rilancio culturale per il territorio. 

Situata lungo la sponda destra del Po, a circa 30 chilometri da Torino e poco distante dalla confluenza della Dora Baltea, la città di Industria ebbe probabilmente origine nel II secolo a.C., a partire da un villaggio indigeno, durante  il processo di “romanizzazione” che coinvolse il Monferrato. Essa sorse in prossimità di un insediamento celto-ligure noto come Bodingomagus, ovvero “mercato sul Po”, essendo presente un importante scalo portuale. Oggi il fiume si è di molto allontanato dall’abitato. 


La città rimase attiva per secoli, ma cadde in abbandono nel V secolo dopo Cristo a seguito della distruzione dei grandi tempi pagani e la diffusione del cristianesimo. Nel Medioevo rimase solo una piccola pieve della diocesi di Vercelli come sito di culto, il cui rudere è ancora visibile. 

La sua posizione era strategica, in quanto posta alla confluenza tra la Dora Baltea e il Po, collocazione che consentiva lo smercio di minerali provenienti dalla Valle d’Aosta e la diffusione di semilavorati e prodotti finiti di ferro e rame. Ad Industria operavano esperti artigiani di origine greca voluti dalle influenti famiglie locali. Si ricordi la presenza attestata epigraficamente delle famiglie degli Avilii e dei Lollii, imprenditori e mercanti che smerciavano tra Valle d’Aosta e porti adriatici. La produzione locale di bronzi era fortemente collegata ai culti isiaci: statuine di Iside, di Tike, sistri, lucerne votive, torelli ed altri animali. Vanno ancora ricordati un tripode, un complesso di statuine che decoravano un balteo, ossia un pettorale da parata per cavallo. Non si può dimenticare la statuetta del Sileno risalente al II secolo. I manufatti sono attualmente conservati presso il Museo  Archeologico di Torino.

Gli scavi archeologici collocano Industria presso quello che oggi è noto come Monteu da Po e le prime indagini alla ricerca del sito avvennero su ispirazione di alcuni scritti di Plinio il Vecchio. I primi ritrovamenti risalgono infatti al 1745 ad opera dei religiosi Ricolvi e Rivautella, incaricati da Carlo Emanuele III di setacciare potenziali siti al fine di arricchire le collezioni del Museo dell’Università. Nel primo decennio del 1800 il conte Bernardino Morra di Lauriano rappresentò la prima pianta topografica dell’area comprensiva delle mura e recuperò numerosi manufatti che donò poi a Carlo Alberto. Il XIX secolo fu però anche un periodo di devastanti saccheggi in assenza di leggi per la tutela dei ritrovamenti. Ma le scoperte proseguite per tutto il ‘900 non hanno portato alla scoperta solo di una fiorente attività commerciale: hanno anche fatto luce su una città votata ai culti di divinità quali Iside e successivamente Serapide, di cui sono stati trovati i resti del tempio. Attualmente l’area visitabile è vasta circa 26500 metri quadri, corrispondente circa ad un decimo dell’intera estensione ipotizzabile dell’abitato e comprende l’incrocio di due assi stradali fiancheggianti quella che doveva essere la zona più importante della città, ovvero proprio quella dedicata al culto di Iside e Serapide. I templi eretti per le due divinità risalgono ad epoche diverse ma oggi appaiono collocati su di un’ampia superficie semicircolare, probabilmente contigua con lo spazio pubblico del foro ancora sepolto sotto edifici privati.  

Chiaramente le costruzioni subirono modifiche nel corso del tempo e ciò non rende sempre agevole il loro studio e la loro collocazione temporale. Non sono state trovate tracce di altri edifici pubblici quali il teatro, le terme o gli acquedotti.

La descrizione che si può fare dell’antica città di Industria sulla base dei ritrovamenti evidenzia la presenza di un centro urbano di piccole dimensioni, di forma quadrata con isolati rettangolari. La strada che da accesso all’area archeologica procede da est ad ovest; su uno dei suoi lati si nota una domus di particolare rilievo.  La strada che si snoda da nord a sud conduce invece all’area sacra dove si trovavano il tempio di Iside risalente al primo secolo e quello di Serapide del II secolo.

L’iniziativa del 28 febbraio nasce anche dalla volontà di offrire un segno tangibile di ripresa dopo l’alluvione del 17 aprile scorso che ha duramente colpito Monteu da Po e l’area archeologica, sommersa da acqua, fango e detriti. Grazie a finanziamenti ministeriali sono stati avviati interventi urgenti di ripristino e restauro con la rimozione dei depositi di limo e il recupero dei percorsi di accessibilità e delle principali strutture emerse.

Nel corso del pomeriggio sarà inoltre presentato il nuovo pieghevole turistico-culturale dedicato a Monteu da Po e a Industria, realizzato in italiano e in inglese dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Piemonte, in seguito a un bando della Città Metropolitana di Torino. Il pieghevole intende colmare la mancanza di strumenti divulgativi dedicati all’area e rafforzarne la promozione a livello territoriale.

Particolare attenzione sarà riservata inoltre agli esiti delle più recenti ricerche archeologiche. Dal 2022 l’Università della California di Los Angeles (UCLA) ha avviato, in sinergia con altri atenei, il Ministero della cultura e il Comune di Monteu da Po, un progetto internazionale di “archeologia collaborativa”, unendo attività di divulgazione con indagini geofisiche e scavi mirati: una concessione triennale (2024-2026) per svolgere ricerche archeologiche nell’ambito del progetto CAMI-Comunità Antiche e Moderne di Industria, è finalizzata proprio allo studio integrato della città antica di Industria, delle sue funzioni produttive e commerciali e della memoria del sito nel tempo.

Quest’anno, inoltre, grazie a un finanziamento della Direzione Generale Musei del Ministero della cultura, si è realizzata nell’Area archeologica una estesa campagna di scavo, appena conclusa, che ha messo in luce nuovi dati sull’articolazione dello spazio del foro.

IL PROGRAMMA

La giornata si apre alle 14.45 all’area archeologica di Industria con una visita ai nuovi scavi finanziati dal Ministero, accompagnata dalla direttrice del sito Sofia Uggè e da Alessandro Quercia della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino.

Dalle 16, al Teatro comunale di Monteu da Po, sono previsti i saluti istituzionali delle autorità: Maria Elisa Ghion, Sindaca di Monteu da Po; Filippo Masino, Direttore Musei nazionali Piemonte; Corrado Azzollini, Soprintendente Archeologia belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino; Andrea Gavazza, Consigliere della Città Metropolitana di Torino e Sindaco di Cavagnolo.

Alle 16.30 è in programma la lectio magistralis di Christian Greco, seguita da una serie di interventi di approfondimento. Sofia Uggè e Alessandro Quercia presentano un bilancio delle attività di tutela, ricerca e valorizzazione dell’area archeologica, delineando le prospettive future del sito. Willeke Wendrich, Università della California e Politecnico di Torino, illustra l’approccio dell’archeologia collaborativa a Industria e i risultati delle indagini non invasive e delle campagne di scavo internazionali. Cristina Cuneo e Manuela Rebaudengo, del Politecnico di Torino, approfondiscono il progetto CAMELOT, dedicato allo studio di questo territorio e delle sue connessioni storiche, stimolando la riflessione degli abitanti sul suo valore culturale, naturale ed economico. Davide Borra di No Real Interactive srl presenta infine le applicazioni della realtà aumentata come strumento per migliorare l’accessibilità culturale e la fruizione del patrimonio archeologico.

Conclude l’evento un rinfresco offerto dal Comune di Monteu da Po e dalla Città Metropolitana di Torino.

INFORMAZIONI

Ore 14.45: Area archeologica di Industria, corso Industria 6 ter, Monteu da Po (TO)

Ore 16: Teatro comunale di Monteu da Po, via San Giovanni 5

Ingresso libero

Contatti per informazioni:

Musei nazionali Piemonte sofia.ugge@cultura.gov.it, drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it; Comune di Monteu da Po 011 9187813

 


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