La mostra, visitabile fino al 27 marzo, vedrà una carrellata di opere ad olio di Viglione dedicate agli iconici scorci della Torino ottocentesca.
Così descrive la mostra Angelo Mistrangelo.
Nelle sale del Circolo degli Artisti si rinnova l’incontro con la pittura di Raul Viglione, con la sua Torino, con una visione che fa parte della storia della città e del Piemonte, scandita dalla continua e inesauribile ricerca di una natura ripresa con sensibilità, tra suggestioni romantiche e la riscoperta di palazzi, giardini e monumenti.
A tre anni dalla scomparsa si misura il clima di una personale figurazione improntata da una singolare esperienza pittorica, da una narrazione dedicata alla "gloriosa e vecchia città di Torino" (Marziano Bernardi) e, in particolare, al paesaggio che è "l’elemento caratteristico della sua pittura" (Luigi Carluccio).
Ora rileggiamo le pagine di un racconto che ha accompagnato un cammino legato al Monte dei Cappuccini, a via Bellezia e l’Antico Albergo dell’Agnello, in una sorta di "scrittura" per immagini in cui "Le atmosfere sono terse, fresche e pulite, i colori grigi del tempo sono vivificati in delicato cromatismo" ha scritto Franco Piccinelli. Mentre Gian Giorgio Massara ha ricordato e segnalato un quadro con "una coppia d’innamorati che cammina fra alberi e cielo; a latere, un vivace campo di rosso fiorito".
In queste indicazioni si coglie il senso e la controllata resa delle opere di Viglione presentate, in anni recenti, nel loggiato antistante la Sala Marmi a Palazzo Civico e, successivamente, alla Biblioteca Nazionale Universitaria, che caratterizzano un itinerario che si sviluppa dalla Chiesa Madonna del Pilone a Piazza Solferino e la Fontana Angelica dello scultore Giovanni Riva, dal Borgo Medievale alla Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti al Valentino.
"Pittore romantico ottocentista", come amava definirsi, Viglione ritorna al "Circolo" dove ha esposto con continuità dipinti che rappresentavano una stagione ormai lontana, ma che esprimevano un luogo della memoria, un viale alberato o gli scorci paesaggistici e architettonici di un Piemonte rivisitato e reinterpretato.
Rimane indelebile il ricordo della città, dei suoi personaggi, dei profondi notturni e delle strade che s’inerpicano lungo i versanti collinari dalla Gran Madre al Monte dei Cappuccini, dai Murazzi alla metafisica Piazza Vittorio Veneto.
Una retrospettiva, quindi, che ripropone i capitoli di un diario di delicate impressioni, di sensazioni e sottili emozioni che gli appartengono indissolubilmente come il verde dei prati, la luce del mattino e le acque del Po
La mostra è parte integrante dei festeggiamenti che ogni anno il Circolo organizza nel mese di marzo per festeggiare l'anniversario dalla sua fondazione, che in questo 2026 tocca i 179 anni.
Ingresso libero
Circolo degli Artisti di Torino
“Giardiniera Reale”
C.so San Maurizio, 6 – 10124 TORINO
tel. + 39 011 8128718/ +39 329 3042949


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