Salgado cattura la bellezza mozzafiato di questo patrimonio ambientale a rischio: dalla Penisola Antartica al Canada, dalla Patagonia all’Himalaya, dalla Georgia del Sud alla Russia, le sue immagini ritraggono, in un bianco e nero ricco di contrasti, luoghi che negli anni sono al centro delle attenzioni dei ricercatori che indagano la storia geologica del nostro pianeta, così come le conseguenze a breve e lungo termine della crisi climatica e del riscaldamento globale.
Salgado ci propone un nuovo tributo visivo che ci invita ancora una volta a riflettere sull'importanza della salvaguardia degli ecosistemi, attraverso comportamenti più rispettosi e consapevoli nei confronti della natura per preservarne la bellezza e l'equilibrio.
Freppaz, professore ordinario del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torinodando così vita ad un percorso che coniuga arte e scienza. Presente anche un percorso inclusivo tattile per una maggiore e più inclusiva fruizione dei contenuti a cura di Dieci Occhi (Valentina Lungo, Tactile Book Designer, ed Enrico Delmastro, Graphic Designer), insieme a Luigi Giunta, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - sezione Valle d’Aosta e della Cooperativa sociale C’era l’Acca.
Biografia
Sebastião Ribeiro Salgado nasce l’8 febbraio 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. A 16 anni si trasferisce nella vicina Vitoria, dove finisce le scuole superiori e intraprende gli studi universitari. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick. Dopo ulteriori studi a San Paolo, la coppia si trasferisce prima a Parigi e poi a Londra, dove Sebastião lavora come economista per l’Organizzazione Internazionale per il Caffè. Nel 1973 torna insieme alla moglie a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo. Lavorando prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum, creare infine insieme a Lélia la agenzia Amazonas Images. Sebastião viaggia molto, occupandosi prima degli Indios e dei contadini dell’America Latina, quindi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. Tra il 1986 e il 2001 si dedica principalmente a due progetti. Prima documenta la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro La mano dell’uomo, (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città italiane). Quindi documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo Mondo. Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di Minas Gerais in Brasile. L’Instituto Terra ha riconvertito in foresta equatoriale – che era a rischio di sparizione – una larga area in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire. Sebastião Salgado muore a Parigi il 23 maggio 2025.
GHIACCIAI
a cura di
Lélia Wanick Salgado
Forte di Bard, Valle d’Aosta
24 aprile – 27 settembre 2026
Orari
feriali: 10.00 | 18.00
sabato, domenica, festivi: 10.00 | 19.00
lunedì chiuso
Tariffe*
Intero: 15,00 euro
Ridotto: 12,00 euro
Gratuità: possessori Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta e Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta; Membership Card Forte di Bard; fascia 0-18 anni.
*Le tariffe includono altri due spazi espositivi a scelta.
Info
Associazione Forte di Bard
Bard. Valle d’Aosta T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it



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