Allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana e realizzata in collaborazione con Eni, l’esposizione con foto di scena, fotogrammi, immagini e spot, la mostra racconta come il cinema italiano abbia trasformato distributori di benzina e aree di servizio in luoghi simbolici della modernità, specchio dell’evoluzione sociale, economica e culturale del Paese. Da semplici tappe obbligate lungo le nuove strade della mobilità, le stazioni AGIP diventano nel tempo presenze ricorrenti, punti di incontro dai quali nascono storie capaci di attraversare generi, epoche e immaginari.
Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente e viene raccontato attraverso fotogrammi e foto di scena tratti da 37 film: si parte dal 1943 con Ossessione di Luchino Visconti, per passare da Il caso Mattei di Francesco Rosi del 1972 e arrivare al 2014 con Perez di Edoardo De Angelis.
In Italia, negli anni ’50, AGIP ne trasforma il design grazie al lavoro di Marcello Nizzoli, che rende iconici i distributori valorizzando il “cane a sei zampe” di Luigi Broggini. Sono solo alcuni degli esempi della memoria collettiva incarnata dall’Archivio Storico di Eni, che supera il valore aziendale e assume un significato civile e culturale; nei suoi 6 km di documenti, 500 mila immagini, 5 mila audiovisivi, 70 mila disegni tecnici si leggono i cambiamenti delle città, delle campagne, delle infrastrutture e dei luoghi del lavoro lungo tutto il Novecento.
Nel cinema italiano la stazione Agip è un luogo familiare e insieme sospeso, teatro di incontri, partenze, soste notturne e momenti di trasformazione personale. Al tempo stesso è uno strumento privilegiato per osservare come luoghi apparentemente ordinari abbiano contribuito a costruire la memoria collettiva del Paese.
Grazie ai materiali in mostra, A schermo pieno ricostruisce così un paesaggio in continuo cambiamento: quello di un’Italia attraversata (anche) dal mito americano, dall’euforia del miracolo economico e dalla nascita di nuovi modelli di consumo e socialità.
La mostra è allestita secondo i criteri del Design for All, al fine di favorire un’agevole fruizione per tutti i visitatori. All’inizio del percorso espositivo è disponibile l’introduzione della mostra in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e con testo facilitato.
A completamento della mostra, il catalogo A schermo pieno. Eni nel cinema italiano, edito da Allemandi, che presenta un ricco apparato iconografico e i saggi di Sergio Toffetti, Giuseppe Lupo, Gianni Canova, Paolo Mereghetti, Giulio Sangiorgio, Marco Grifo, Fabio Pezzetti Tonion, Chiara Alessi, Laura Greco.
Dal 15 al 29 giugno 2026 al Cinema Massimo verrà proposta la rassegna A schermo pieno. Eni nel cinema italiano, con quattro film che hanno contribuito a rappresentare l’Italia del progresso tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
Sono in programma Luchino Visconti con Ossessione (1943), Federico Fellini con La dolce vita (1960), Mario Bava con Kidnapped – Cani arrabbiati (1974) e Elio Petri con A ciascuno il suo (1967), tutti autori che hanno fotografato il nostro Paese interessato da un profondo cambiamento sociale.




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