Attraverso gli scatti di Giovanni Gastel, Françoise Huguier, Marco Glaviano e Michelangelo Di Battista - presentati rispettivamente dalle gallerie Photo & Contemporary di Torino, Ira Leonis di Arles, Deodato Arte di Milano e Jaeger Art di Berlino -, The Phair restituisce approcci e sfaccettature inusuali di un mondo che, visto dall’esterno, viene spesso ridotto alla sua immagine più patinata.
Françoise Huguier, vera icona della fotografia, fonde armoniosamente moda e cultura nelle sue opere. La serie Sublimes - presentata a The Phair - mostra come quindici anni di assidua frequentazione di workshop e sfilate, le hanno permesso di scardinare l’ormai classica immagine fissa dell’alta moda e del fashion e consentito di costruire uno sguardo capace di dare vita agli elementi più segreti del savoir-faire e allo sfarzo sontuoso dei materiali. Le fotografie di Françoise Huguier, in cui la bellezza femminile e la seduzione spesso nascondono altre questioni, inventano una mitologia e un’arte che diventano la vera fonte di ispirazione fotografica. Con lei, la moda rinasce come oggetto artistico.
Marco Glaviano ha lavorato nell’ambito della moda e del beauty per le più importanti riviste Americane ed Europee. Arriva nei primi anni ’70 alle più importanti riviste di moda Europee grazie alle sue fotografie e questa fama crescente lo porta a New York dove firma prima un contratto di esclusività con Vogue America e poi, tra il 1982 al 1994, con Harper Bazaar. Ad oggi, ha all’attivo più di 500 copertine ed editoriali per le più prestigiose pubblicazioni internazionali. Le sue bellissime fotografie lo hanno portato ad essere considerato uno dei migliori fotografi al mondo nell’industria di moda. Per The Phair incarna come la fotografia pop possa essere disciplinata nella perfezione del glamour: una rappresentazione veicolata, non documento neutrale, ma dispositivo che seleziona, amplifica e orienta ciò che crediamo di vedere, educando il desiderio. Al centro è il corpo, palinsesto di codici sociali, culturali e storici, dove il mito prende forma in estetiche iconiche e forti; e una domanda si insinua: chi costruisce ciò che desideriamo essere?
La presenza di questi nomi di spicco all’interno di The Phair 2026 rafforza uno dei temi centrali della manifestazione: una fotografia che supera la funzione documentaria per affermarsi come linguaggio artistico e patrimonio culturale.



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