Casa Accademia è una rassegna d’arte, curata da Roberto Mastroianni, che offre una vetrina privilegiata per le opere degli studenti dell’Accademia, con un ciclo di mostre da marzo a luglio 2026, curate dal corpo docente. Il progetto Casa Accademia si inserisce nella vocazione di disseminazione delle proposte artistiche degli studenti all’interno della città, promossa dal Direttore dell’Accademia, Salvo Bitonti, in sintonia con la vocazione complessiva delle Istituzioni AFAM, e si propone di rafforzare il legame tra giovani artisti e il tessuto culturale torinese, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire nuove proposte artistiche in un contesto dinamico e stimolante.
Nato come un progetto promosso dal compianto Edoardo Di Mauro, critico d’arte militante, talent scout e già Direttore e Vicedirettore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Casa Accademia si propone di essere un ponte tra la formazione e le professioni creative e artistiche, dando la possibilità ai migliori studenti dell’Accademia di fare esperienza e muovere i primi passi nel circuito dell’arte contemporanea torinese.
Lo spazio del Pastis si fa scenario di una bi-personale in cui le due artiste propongono un dialogo sinergico, la cui sintesi dà vita a un ambiente immersivo che, attraverso la decostruzione del linguaggio, opera una riconfigurazione del concetto stesso di natura che assume tratti artificiali.
Il progetto di Maria Chiara Pernici si sviluppa a partire da una riflessione filosofica sull’oggetto-letto, scomponendo la semantica a livello visivo, tramite l’ausilio di vari vocabolari di lingua italiana. Tale processo culmina nella produzione di un video che raccoglie frammenti di visioni dal punto di vista di un uomo disteso: soffitti e cieli, interno ed esterno si alternano, restituendo un insieme eterogeneo di realtà che convergono e si compenetrano.
La riflessione di Nicole Boffa si colloca in tale scenario ed è volta a reinterpretare il concetto di natura attraverso una lente intima ed emotiva. Per l’artista, corpo e natura condividono la stessa identità materica: due entità interconnesse che si configurano come una sola realtà, rivelando una reciproca e totale appartenenza. La traduzione di forme organiche attraverso materiali industriali suggerisce una ridefinizione contemporanea dell'ecosistema naturale.
L’opera appare come una ramificazione che richiama il sistema venoso e si espande lungo le pareti abbracciando lo spazio; si genera così una natura artificiale che ingloba integralmente l’ambiente restituendone le trame vitali.
In questa esposizione la natura viene indagata attraverso due prospettive complementari: una più analitica, legata alla dimensione sociale, l'altra più viscerale, connessa all'espressione del corpo.
Verbo Natura propone una rivoluzione del linguaggio che passa tramite la frammentazione visiva in Metterei le conchiglie dentro i cuscini (2026) di Pernici, diramandosi nelle forme di Foresta Artificio (2026) di Boffa prodotte in poliuretano espanso.
Il percorso espositivo intende delineare, attraverso una duplice prospettiva analitica ed emozionale, un confine permeabile e fluido in cui la dimensione interiore e quella esterna convogliano. La natura, in questo spazio di transizione si tramuta in artificio e il linguaggio, liberato dalle sovrastrutture convenzionali, si fa testimone di un’alterità che rivela la voce della realtà contemporanea.
Maria Chiara Pernici (Savigliano, 2001) ha conseguito nel 2024 il diploma accademico di I livello in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Brera ed è attualmente iscritta al corso di Arte Pubblica presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Caratterizzata da un approccio interdisciplinare che spazia tra poesia visiva, installazione, performance e pratiche partecipative, la sua ricerca si ispira alle radici transformative del linguaggio, esplorando possibili contro-sistemi narrativi e relazionali. I suoi lavori sono stati presentati in diversi contesti italiani, fra cui Casa degli Artisti (Milano), Galleria Arrivada (Milano), Studio10 (Vercelli), Museo dell’Arte Classica Università Sapienza (Roma).
Nicole Boffa (Alba, 2004) sviluppa fin dalla giovane età un forte interesse per le arti visive, maturato tra Baldissero d'Alba e Sommariva Perno. Dopo il liceo artistico a indirizzo Arti Figurative, prosegue il proprio percorso presso Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove frequenta il secondo anno del triennio della Scuola di Decorazione. Nel corso della sua formazione collabora con artisti del territorio albese, approfondendo una ricerca orientata alla sperimentazione visiva e materica. Dal 2024 partecipa alle attività espositive promosse dal Centro Culturale San Bernardino, consolidando una pratica artistica sempre più consapevole. La sua ricerca indaga il linguaggio contemporaneo e il rapporto tra immagine, spazio e dimensione espressiva.
Federica Chiesa (Cirié, 2003) ha conseguito il diploma accademico di I livello in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove prosegue attualmente gli studi per il conseguimento del titolo magistrale. Il suo percorso unisce lo studio teorico all'esperienza sul campo, con un forte interesse per la comunicazione culturale e la valorizzazione degli archivi, ambito approfondito durante uno stage presso la Biblioteca dell’Accademia Albertina. Spinta da una passione profonda per la cultura in tutte le sue forme, dalla letteratura alla storia dell'arte, cerca opportunità per tradurre le conoscenze accademiche in attività e progetti concreti. La sua ricerca approfondisce le moderne pratiche curatoriali, con l’intento di creare narrazioni espositive capaci di coinvolgere il pubblico attivamente. Ha maturato abilità collaborando come co-curatrice all'organizzazione di eventi artistici, distinguendosi per spirito d'iniziativa, capacità di gestione e creatività. Grazie a una attitudine all'organizzazione, coordina con impegno la scrittura critica, motivata dalla volontà di crescere professionalmente, evolversi nel settore e contribuire alla diffusione della cultura mediante una metodologia e approccio dinamico e intraprendente.
Elisabetta Mottola (Moncalieri, 2002) ha conseguito la laurea in Arte, Spettacolo ed Eventi culturali presso IULM Università di Milano. Attualmente frequenta il corso magistrale in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove approfondisce il proprio interesse per i linguaggi dell’arte contemporanea e le pratiche di organizzazione culturale.
Il percorso universitario le ha permesso di sviluppare una formazione multidisciplinare che integra competenze storico-critiche, organizzativo-gestionali e comunicative. Ha acquisito strumenti per leggere e interpretare i fenomeni artistici e culturali da una prospettiva storica, insieme a conoscenze legate alla gestione e progettazione di attività culturali. Ha collaborato, nel 2023, con il Teatro Factory32 nell’ambito della produzione teatrale e delle attività organizzative legate allo spettacolo. Nel 2026 prende parte al progetto Casa Accademia, nato dalla collaborazione tra l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, l’Associazione Azimut e Pastis, co-curano la mostra Le piccole cose se le divora il tempo.
Nina Panico (Massafra, 2001) vive e lavora tra Verona e Torino. Dopo il diploma triennale in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Verona, frequenta attualmente il corso magistrale in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove affianca alla formazione un’esperienza di stage presso A Pick Gallery. Nel 2023 vince il primo premio nel concorso “Anima - Arte in Vetrina” a Isola Della Scala (VR) partecipando attivamente ad altri progetti proposti all’interno dell’ambito accademico. La sua pratica, sviluppata tra arti visive e curatela, si concentra sull’indagine della duplicità strutturale del reale, con particolare attenzione alle relazioni tra tempo, memoria e materia. Attraverso installazione, scrittura e performance, costruisce dispositivi esperienziali volti a rendere percepibili le connessioni tra elementi e sistemi. La sua ricerca recente si focalizza sul dialogo tra opposti come principio generativo, proponendo una lettura del reale fondata su interazione e interdipendenza.
Domenico Borrelli (Torino, 1968) vive e lavora a Torino. Dopo il diploma del Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Torino negli anni ‘80, nel 1987 realizza la sua prima mostra collettiva presso il MACAM di Maglione Canavese. Nel 1988 vince il secondo premio a Tokyo (Second Rodin Grand Prize Exhibition) per la scultura in bronzo L’ultima foca. La sua attività artistica continua con numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Su di lui hanno scritto critici come Angelo Mistrangelo, Luisa Somaini, Luisa Perlo, Lisa Parola, Dario Salani, Elena Volpato, Guido Curto, Marisa Vescovo, Alessandro Carrer, Martina Corniati, Tiziana Conti, Olga Gambari, Francesco Poli, Luca Beatrice, Alessandro Demma, Gaetano Centrone. L’artista scolpisce corpi e figure, usando tecniche e materiali classici (come bronzo e marmo) e, con maggiore libertà, materiali come il legno, il gesso, la resina e la paraffina. Genera (o rigenera) figure irreali, attivando energie metamorfiche e pescando nel grande serbatoio dell’immaginario mitico. Si ingegna per dar vita a paradossali e fantastici organismi plastici umanoidi. Lavora con calchi, impronte dirette e reali di presenze - di se stesso, di uomini, donne e bambini
Paolo Grassino nasce a Torino nel 1967 e suo padre Alfredo lo indirizza sin da bambino alle discipline artistiche. Nel 1984 si iscrive al liceo artistico dove conosce e inizia a frequentare gli studi di artisti italiani come Marco Gastini, Luigi Mainolfi, Gilberto Zorio, Michelangelo Pistoletto e Sergio Ragalzi. Dal 1988 espone in mostre personali e collettive e dal 1991 prosegue il suo percorso di studi all’ Accademia Albertina di Torino insieme a Luisa Rabbia, Saverio Todaro, Domenico Borrelli con i quali crea un gruppo di lavoro e condivide i primi laboratori. Nel 2000 la GAM di Torino gli dedica una mostra personale che rende la sua ricerca artistica più conosciuta da gallerie e istituzioni nazionali e internazionali. Nel 2005 realizza la grande installazione “Armilla” sulla facciata della Fondazione Palazzo Bricherasio a Torino e nel 2008 Lorand Hegyi lo invita per una mostra personale in Francia al Museo di Saint-Etienne. Sempre nel 2008 partecipa alla XV Quadriennale d’Arte a Roma. Luca Massimo Barbero nel 2011 gli dedica una sala personale al MACRO di Roma e sempre nello stesso anno partecipa alla Quarta Biennale di Mosca. Nel 2012 le sue opere sono presenti in musei come il Frost Art Museum di Miami e il Loft Project ETAGI di San Pietroburgo. Phillip Van den Bossche lo invita all’edizione del 2012 di Beaufort 04 Triennial of Contemporary Art by the Sea di Ostenda e nel 2013 l'IIC di Madrid gli dedica una mostra personale. Nel 2013 è pubblicato un volume edito da Skira che raccoglie i lavori più significativi dal 1992 al 2012, il libro è presentato in occasione della mostra personale “Percorso in tre atti” negli spazi di Milano al Centro d’arte contemporanea Luigi Pecci. In questi anni inizia il percorso d’insegnamento come docente del Corso di Scultura e del Corso di Plastica Ornamentale nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Palermo e poi Brera e Torino. Nel 2017 Casa Fiat de Cultura di Belo Horizonte gli dedica una mostra personale con la curatela di Alessandro Demma e il Consolato Italiano. Le sue opere entrano nella collezione del The Parkview Museum di Beijing e Singapore. Nel 2019 realizza una grande mostra personale nelle sale storiche di Palazzo Saluzzo Paesana di Torino, esposizione che raccoglie molte opere che hanno tracciato la ricerca dell’artista in 30 anni di attività. Nello stesso anno partecipa alla mostra tematica “Disturbing Narrative” nelle sale del Parkview Museum di Singapore. Nel 2021 prende parte alla mostra itinerante “La via della seta. Arte e artisti contemporanei dall’Italia” organizzata dalla Farnesina con tappe nei musei di Kiev, Ankara, Tbilisi,Tashkent, Beijing, Xi’an. Nel 2023 viene invitato dalla città di Pinerolo alla Terza Biennale Diffusa e realizza una mostra personale dal titolo ”Incursioni” con la curatela di Franco Fanelli nella storica Cavallerizza Caprilli e nei luoghi più significativi della città.
Il Pastis: Un Luogo di Incontro tra Arte e Cultura
Situato nel cuore del Quadrilatero Romano, il Pastis è da anni un punto di riferimento per l’incontro tra diverse generazioni e culture. Gestito da Antonino Minniti e Andrea Tortorella, il locale combina l’atmosfera di un bistrot con una programmazione artistica e culturale, offrendo anche una ristorazione curata a prezzi accessibili. Nel corso degli anni, il Pastis ha collaborato con importanti artisti della scena torinese, tra cui Sergio Cascavilla, Alessandro Sciaraffa, Daniele Galliano, consolidando il suo ruolo di promotore dell’arte contemporanea in città.
Verbo Natura
Di Maria Chiara Pernici e Nicole Boffa
Inaugurazione giovedì 21 maggio 2026
dalle ore 18.30
Conserveria pastis, piazza E. Filiberto 11a, Torino
Telefono: +39 011 089 7370 Pastis Torino
Sito web: www.pastistorino.com

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