sabato 2 maggio 2026

L’infermiere del futuro è già realtà. All’Ospedale Mauriziano di Torino il modello FOC migliora sicurezza, esiti e qualità delle cure


Più sicurezza per i pazienti, ricoveri più brevi e un numero crescente di persone che non hanno più necessità di nuovo ricovero dopo le dimissioni, in particolare tra gli anziani. Il modello FOC, Fundamentals of Care (Fondamenti dell’assistenza) ridisegna l’organizzazione infermieristica dell’ospedale: presa in carico personalizzata, continuità tra ricovero e domicilio, maggiore coinvolgimento delle famiglie e ruolo centrale dell’infermiere come riferimento stabile del paziente lungo tutto il percorso.

In questo contesto prende forma l’infermiere del futuro: garante della sicurezza, regista del percorso assistenziale e figura chiave per gli esiti di salute. È quanto emerge dai risultati dello studio Conform, che saranno presentati ufficialmente lunedì 4 maggio all’Ospedale Mauriziano di Torino, dove il modello FOC è già applicato nella quotidianità e rappresenta uno dei primi esempi concreti al mondo di utilizzo nella pratica clinica.
Al Mauriziano si possono infatti già considerare “reparti Foc” le strutture di: medicina interna, pneumologia, subintensiva di area medica, ematologia, cardiologia, Utic (Unità di terapia intensiva coronarica), rianimazione generale, rianimazione cardiovascolare,chirurgia generale e oncologica, subintensiva di area chirurgica, ortopedia e traumatologia, Rapid recovery unit, cardiochirurgia, chirurgia vascolare, chirurgia toracopolmonare.

Le conclusioni dello studio, condotto dall’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova, saranno illustrate nel corso del convegno Fundamentals of Care, organizzato al Mauriziano, occasione di confronto tra professionisti, ricercatori, volontari e istituzioni. I dati evidenziano un miglioramento complessivo della sicurezza e degli esiti: diminuiscono le cadute e le infezioni correlate ai dispositivi, si accorcia la durata del ricovero e aumenta in modo significativo la possibilità di dimissione al domicilio. Si tratta di risultati ottenuti su un campione di 900 pazienti, con una popolazione caratterizzata da un’elevata presenza di anziani, oltre la metà dei quali con più di 75 anni, a conferma del valore del modello proprio nei pazienti più fragili.

Dati che dimostrano come il rafforzamento delle cure fondamentali – alimentazione, igiene personale, attenzione alla dignità della persona, mobilità, educazione terapeutica e centralità della relazione con la persona assistita – favorisca la sicurezza del paziente e la qualità dell’assistenza.

“Il modello FOC dimostra che la sicurezza del paziente è influenzata dall’assistenza infermieristica” afferma Graziella Costamagna, Direttore del DiPSa del Mauriziano. “Quando i bisogni fondamentali vengono presi in carico in modo sistematico, si riducono le complicanze e migliorano gli esiti, soprattutto nei pazienti anziani, diventa evidente il contributo degli infermieri nel percorso di cura e migliora il benessere organizzativo”.

“Questo studio conferma quanto già evidenziato dalla letteratura internazionale: le Fundamentals of Care non sono un complemento, ma il cuore della qualità dell’assistenza”, sottolinea Annamaria Bagnasco, coordinatrice dello Studio Conform per il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Genova. “Portare questo modello nella pratica clinica significa migliorare sicurezza, esiti e sostenibilità del sistema sanitario”.

“Le Fundamentals of Care non sono solo un progetto assistenziale, ma un dispositivo strategico di governo clinico e organizzativo” afferma Loredana Sasso, già professoressa ordinaria dell’Università di Genova e promotrice delle FOC a livello nazionale.

“Il nostro ospedale ha scelto di investire su un modello che mette al centro il paziente e il ruolo dell’infermiere” conclude Franca Dall’Occo, Direttore Generale del Mauriziano. “I risultati dimostrano che questa scelta produce benefici concreti, sia in termini di qualità sia di efficienza, con conseguenze dirette sulla fiducia dei cittadini nei confronti dell’assistenza sanitaria”.

«Il modello Fundamentals of Care rappresenta un’evoluzione importante nel modo di concepire l’assistenza sanitaria, perché mette al centro la persona e valorizza il ruolo fondamentale degli infermieri lungo tutto il percorso di cura. I risultati ottenuti al Mauriziano dimostrano come investire sulla qualità dell’assistenza, sulla continuità tra ospedale e territorio e sulla presa in carico personalizzata produca benefici concreti in termini di sicurezza, esiti e sostenibilità del sistema. È anche attraverso esperienze come questa che si costruisce la sanità del futuro: più attenta ai bisogni dei pazienti, più integrata e capace di valorizzare tutte le professionalità coinvolte», dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.

Il percorso avviato al Mauriziano proseguirà nei prossimi anni con l’estensione del modello a tutto l’ospedale, con l’obiettivo di un riconoscimento internazionale entro il 2027. Una trasformazione già in atto, che parte da un principio chiaro: la qualità della sanità si misura, prima di tutto, con la qualità dell’assistenza.

Il risultati dello Studio Conform sono in linea con la letteratura internazionale sviluppata da autori come Alison Kitson, Vicepresidente e Presidente Esecutivo del College of Nursing and Health Sciences, Flinders University (Australia), e fondatrice dell’International Learning Collaborative sulle Fundamentals of Care; Rosalie Feo, Senior Research Fellow presso lo stesso College, ricercatrice di riferimento internazionale sul modello Fundamentals of Care.

 

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