Nato nel 2018 dalla precedente esperienza del format “La Notte degli Archivi” – ideato nel 2016 da Promemoria Group con l’intento di restituire pubblicamente ai cittadini la ricchezza informativa e narrativa contenuta nei patrimoni degli archivi storici di enti, istituzioni, grandi aziende – il Festival celebrerà nel 2026 il decennale del suo format di punta, accogliendo l’undicesima edizione della Notte (venerdì 5 giugno). Main Partner di Archivissima è Intesa Sanpaolo con Gallerie d’Italia – Torino.
Il programma cittadino di Archivissima si svolgerà principalmente nella straordinaria cornice della sede torinese delle Gallerie d’Italia (Piazza San Carlo 156), polo museale di Intesa Sanpaolo che il pubblico di Archivissima presente agli eventi potrà visitare gratuitamente negli orari di apertura. Alcuni degli incontri ospitati nel palinsesto, in continuità con la vocazione sinergica della manifestazione, si svolgeranno in collaborazione con altre realtà culturali torinesi e non tra cui: il Circolo dei lettori, la Pinacoteca Agnelli, la Collezione Maramotti, la Mediateca Rai, La Stampa, Museimpresa, il Museo Nazionale del Cinema, il Polo del ‘900, il Museo del Risorgimento, le OGR Torino, Camera – Centro italiano per la fotografia, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Open House Torino. Tutti gli appuntamenti, come di consueto, saranno ad accesso gratuito.
Tema di questa nuova edizione è Quello che non c’è: un’espressione ampia per indicare l’immenso patrimonio culturale sommerso, sia quello conservato ma ancora da esplorare sia quello in cui l’essenza delle cose è ancora da svelare, ma anche, al contempo, il patrimonio d’archivio che non è stato conservato, perché negato, censurato o rimosso, o perché trascurato o ancora perché ineffabile come la natura non materica che spesso assumono gli oggetti culturali. Un mondo intero di relazioni e di documenti da ricostruire, raccontare o reinventare da capo, come succede ogni volta in cui si aggiunge un tassello nuovo alla nostra conoscenza.
A seguire, alle 17.30, nel talk d’artista con la fotografa italo-togolese Silvia Rosi si rifletterà su come la pratica archivistica sia uno dei motori della ricerca artistica. Rosi ci parlerà in particolare del suo lavoro di indagine sfociato nella mostra Disintegrata – realizzata per la Collezione Maramotti nel 2024 – un viaggio nella sua storia personale, che attinge al retaggio togolese della sua famiglia, giunta in Italia negli anni Novanta. L’esposizione, attraverso l’attivazione di una rete italiana di cittadini provenienti dall’Africa, è stata il punto di partenza per la creazione di un archivio familiare, tuttora in divenire, delle diaspore afrodiscendenti in Italia. Il gesto di riesumazione compiuto dall’artista, nell’intento di colmare una lacuna storica, è diventato un’occasione per rielaborare esperienze familiari inscenando ricordi condivisi che, attraverso la riattivazione delle memorie di un singolo, si trasformano in messaggi collettivi. Rosi dialogherà con Antonio Carloni, Vicedirettore delle Gallerie d’Italia - Torino. L’evento è in collaborazione con Collezione Maramotti.
In occasione dell’inaugurazione di Archivissima – dalle 20.30 alle 22.30 le OGR Torino, hub della Fondazione CRT ospitano OGR Listening Session x Archivissima, un appuntamento speciale curato da Recall che intreccia musica, archivio e memoria sonora accompagnate dalla mixology di Snodo, trasformando l’ascolto in un’esperienza condivisa e immersiva. In dialogo con i temi del Festival, questa sessione di ascolto all’aperto prende ispirazione dal cortometraggio The Archive (2009) di Sean Dunne, che racconta la creazione di “The Archive”, la più grande collezione di vinili al mondo, di proprietà di Paul Mawhinney. A partire da questo immaginario, Recall costruisce una selezione inedita che intreccia campionamenti, tracce d’archivio, registrazioni speciali ed edizioni limitate da collezione, provenienti dagli archivi personali degli artisti coinvolti. Una riflessione sonora sulla memoria musicale e discografica, sulla trasformazione del rapporto con il supporto fisico e sul passaggio dalla cultura del disco – oggetto, design, possesso – alla smaterializzazione della musica digitale: sempre accessibile, ma mai davvero nostra. Un archivio effimero che interroga il presente, tra ciò che resta e ciò che rischia di scomparire.
Venerdì 5 giugno alle 9 presso la Pinacoteca Agnelli si terrà la colazione d’artista accompagnata dall’incontro Sottopelle: recenti scoperte sui capolavori della Pinacoteca Agnelli, una conversazione tra Pietro Rigolo e Beatrice Zanelli, curatori della mostra Modigliani sottopelle. Quattro capolavori alla Pinacoteca Agnelli (30.04–13.09.2026), dialogano con Nicola Ludwig, professore di Metodologie Fisiche per i Beni Culturali presso l’Università Statale di Milano. Nella conversazione verranno presentati nuovi dati invisibili agli occhi, raccolti attraverso ricerca d’archivio e analisi scientifiche, che ci consentono di comprendere meglio la tecnica utilizzata nella realizzazione de L’Hétaire di Pablo Picasso e di Nu Couché di Amedeo Modigliani – focus della mostra in corso alla Pinacoteca, nonché la loro storia collezionistica. In collaborazione con Pinacoteca Agnelli.
Alle 11.30, alle Gallerie d’Italia, la giornata si aprirà con Germano Maifreda autore del libro La memoria restituita in cui si ricostruisce la persecuzione economica subita dagli ebrei italiani a partire dal 1938. L’autore riconsegna queste testimonianze alla memoria collettiva e propone una rilettura storica delle peculiarità del caso italiano nel contesto europeo, fino al processo di restituzione e riparazione, mai del tutto compiuto. Dialogheranno con lui David Bidussa, autore della prefazione, e Barbara Costa, responsabile dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, che arricchirà la discussione attingendo alle carte conservate nel patrimonio del gruppo. L’evento è in collaborazione con Il Sole 24 Ore e l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.
Alle 18 sarà la volta di Marianna Aprile presso le Gallerie d’Italia che, a partire dal suo libro La promessa, dedicato alla rivoluzione incompleta che ha portato la prima donna a Palazzo Chigi dopo 80 anni dal suffragio femminile, ci parlerà di quanto la storia delle donne riveli con forza quello che non c’è, a cominciare da ciò che nessuno si era preoccupato di cercare, fino a oggi: le parole mancanti, i numeri mai verificati, i dati incompleti, la memoria perduta o mai documentata. In dialogo con l’autrice ci sarà Francesca Mancini. L’evento è in collaborazione con InQuiete, Festival di scrittrici a Roma.Gli incontri di sabato 6 giugno alle Gallerie d’Italia inizieranno alle 16 con Geografie immaginarie: l’archivio diffuso di Hugo Pratt e i luoghi di Corto a cui parteciperanno Marco Steiner e Patrizia Zanotti, che guideranno il pubblico alla scoperta dell’immaginario collettivo legato a fumettista e scrittore. La biblioteca di Hugo Pratt rappresenta infatti qualcosa di unico per capire le fonti d’ispirazione che hanno dato vita alle sue indimenticabili storie. E quello che questo labirinto di pagine comunica è un invito a un nuovo modo di viaggiare e raccontare: Pratt non collezionava libri preziosi o prime edizioni; lui i libri li leggeva, li annotava, ci inseriva appunti, foto e in mezzo alle pagine, cercava spunti e visioni per creare nuove avventure. Oggetti viventi, i libri stessi mettevano in moto connessioni, incontri, dialoghi per storie che poi la sua mano avrebbe disegnato. Da quei libri, e dalle avventure di Corto Maltese, sono nati quindici anni di viaggi di Marco Steiner sulle tracce dell’iconico marinaio in cerca di suggestioni che invitano al movimento, al sogno. A loro volta ispiratori di ulteriori viaggi, fisici e mentali.
Si proseguirà alle 17.30 con un appuntamento dedicato alla trasformazione di una città speciale, che vive nell’immaginario di tutti come cerniera tra mondi: Istanbul. E lo faremo assieme a una sua cittadina speciale, l’amatissima attrice turca Serra Yılmaz. Con lei assisteremo alla proiezione di "Komşu Komşu! Huu!" / Hey Neighbour! di Bingöl Elmas (Turchia, 2015), un documentario che testimonia il processo di cementificazione forzata a cui la città è stata sottoposta negli ultimi decenni cambiandone per sempre il volto. In collaborazione con Festival CinemAmbiente-Museo Nazionale del Cinema di Torino. E a seguire, ripercorrendo i ricordi dell’attrice, affidati al volume Cara Istanbul, in dialogo con la direttrice del festival Manuela Iannetti. Una sorta di «autobiografia attraverso persone, case e quartieri», in cui trovano posto le tappe della sua educazione sentimentale, aneddoti picareschi, le partenze e i ritorni e una certa superstizione levantina contro il malocchio; a fare da sfondo, le immagini d’archivio di una città che non c'è più ma che rivive evocata magicamente.
L’ultimo evento della giornata, dal titolo Sound and Vision. Archiviare la leggenda: David Bowie a dieci anni dalla morte. Nel decennale dalla morte di David Bowie, un viaggio nell’immaginario e nelle collezioni, tra i ricordi di chi lo ha conosciuto e le note che ci ha lasciato per tenerci compagnia. Iniziando dalla fine, l’ultima casa che raccoglie le memorabilia del suo archivio privato: la mostra permanente presso il V&A EAST di Londra. Una delle esperienze più all’avanguardia in tema di allestimenti museali, che celebra i depositi aperti come nuova esperienza di fruizione. Quasi una coreografia, come ci racconterà uno dei museografi che ne ha curato la progettazione. L’incontro sarà alle 21 e a chiacchierare saranno Adrien Gardère, Carlo Massarini e Marco Zatterin, con la partecipazione di Annie Barbazza.
Presso GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino nella mattina di sabato, alle 10.30, si terrà invece l’incontro I depositi della meraviglia con il museografo francese Adrian Gardère e la direttrice del museo Chiara Bertola moderati da Mariachiara Guerra. L’occasione fornita dal tema del 2026 servirà per raccontare come, nel museo contemporaneo, il deposito sia il luogo in cui la relazione tra collezione e pubblico assume una dimensione inedita, intima e mutevole, capace di generarsi in forme nuove, a ogni sguardo. Lo spazio più nascosto diventa dunque quello della maggiore apertura e la macchina museale si rivela, nella sua continua trasformazione, come organismo vivo. Al centro del dibattito, l’emersione dei giacimenti nascosti della collezione della GAM, e le nuove logiche al servizio della narrazione e della relazione tra opere e pubblico, reinventate nell’esperienza internazionale del museografo in diverse realtà museali, dal Louvre-Lens al V&A East.
Presso il Circolo dei lettori sempre nella mattina di sabato, alle 11.30, si parlerà di verità ritrovate sulle stragi nazifasciste nell’incontro L’armadio della vergogna con il procuratore militare Marco De Paolis e la storica Michela Ponzani. L’incontro prende le mosse dal libro “Caccia ai nazisti” in cui l’autore ripercorre i 15 anni, che tra il 2002 e il 2018 hanno portato a oltre 500 procedimenti giudiziari contro i criminali di guerra nazisti e fascisti per le stragi compiute da Marzabotto a Sant’Anna di Stazzema, da Civitella in Val di Chiana a molti altri casi italiani e internazionali. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la riapertura dei 695 fascicoli impropriamente secretati nel cosiddetto “Armadio della vergogna”, quello in cui sono state cioè nascoste alla fine della Seconda guerra mondiale le stragi impunite da parte di chi aveva scelto di non proseguire con le indagini. Una caccia ai colpevoli condotta tra archivi e fonti conservate tra Italia, Germania e Austria condotta per interrogare gli ex SS ancora in vita, assodare responsabilità e comminare finalmente le condanne.
Evento in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori.
Nell’ultima giornata del Festival – presso le Gallerie d’Italia – alle 11 si terrà l’incontro Le notizie che non ci sono più. Una rassegna stampa d’archivio nel passato dimenticato, con Marco Zatterin. Chi fine ha fatto Gladio? E Occupy Wall Street? Cos’è successo dopo le rivelazioni di Edward Snowden? Perché è caduto il volo Malaysia Airlines MH370? È finita la crisi dei rifiuti di Napoli? Queste e altre storie per illuminare il lato oscuro del giornalismo: iper-esposizione iniziale (spesso emotiva e polarizzata), personalizzazione (volti, colpevoli, vittime) e rapido disinteresse quando la storia diventa complessa o lenta (processi, ricostruzioni, diplomazia). È la stampa, ragazzi, verrebbe da dire. O forse no. Durante l'incontro verrà servita al pubblico presente una bevanda al caffè, By Caffè San Carlo.
Si riprenderà alle 16 con L’inviato culturale. Storia di un mestiere quasi scomparso, un incontro dedicato ai reportage inediti di Carlo Fruttero, inviato culturale per le pagine dell’Avanti, messe a disposizione dall’archivio della famiglia nel centenario della sua nascita. Un’occasione per ripercorrere con Carlotta Fruttero, Paolo Verri e Niccolò Zancan la stagione di un giornalismo profondamente mutato. Evento in collaborazione con Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
Alle 17 ascolteremo assieme all’astrofisico e divulgatore scientifico Amedeo Balbi, il Silenzio dell’universo. Chiedendoci se l’assenza di tracce sia assimilabile all’assenza di vita nell’universo profondo, o se qualcosa invece si muove. Del resto, a dirla poeticamente, l’universo che “vediamo” oggi è in qualche modo assimilabile all’archivio della nostra storia cosmica, una sorta di racconto in differita dal big bang in poi. Una storia piena di vuoti da colmare, e di cose che non si vedono, ma che le stelle ci dicono. Ad aiutarci, le immagini tratte da diversi archivi, che raccontano la nostra storia di esploratori e ricercatori dell’incommensurabile meraviglia che ci comprende.
Alle 18.15 sarà invece la volta di Maria Luisa Frisa ed Elena Stancanelli nell’incontro Elegia del corpo. Il desiderio trova la sua risoluzione nel piacere? Cosa accade se trasformiamo la celebre frase di Bataille in una domanda? Partiremo da lì, dalla messa in discussione dell'assunto che il desiderio si muova in un’unica direzione, cioè verso la risoluzione di se stesso. Frisa e Stancanelli condurranno il pubblico attraverso una conversazione sui mandala che, anno dopo anno, il piacere disegna e cancella sui nostri corpi. Su tutto quello che utilizziamo per scomparire e comparire e poi raccontarlo. Compresi gli abiti.
In chiusura – domenica alle 19.30 – lo spettacolo di e con Luca Scarlini, L'eredità negata. Ritratto di Riccardo Gualino tra Torino e il mondo ispirato alla figura di uno degli imprenditori principali nell’Italia del Novecento. Discusso, controverso, ostacolato, inviato al confino da Mussolini. A Torino creò una collezione celebre, poi dispersa e ricomposta; aprì un teatro famoso, poi distrutto e poco ricordato. Poi cambiò città, luoghi, obiettivi e si occupò di cinema, ai massimi livelli. Per Archivissima 26, ecco dunque il ritratto di un uomo fascinoso e complesso, celebrato qualche anno fa da una bella mostra a Palazzo Reale a Torino ma il cui archivio, ancora, non c'è.
Sabato, presso le Gallerie d’Italia, si terrà il Pranzo d’Archivio – dalle 13.30 alle 14.30 – dal titolo Ravioli, forse. La storia della pasta col ripieno da Boccaccio al tortellino senza il buco. Un dissing culinario per ripercorrere la storia della pasta ripiena, tra falsi miti e disciplinari depositati, mancanze eclatanti e lacune da colmare. Un viaggio lungo tre piatti, per approdare al tortellino del futuro. In collaborazione con il ristorante Scatto, con lo chef Christian Costardi e il giornalista Marco Zatterin.
Sono due i laboratori firmati Archivissima che si svolgono nella sede di Promemoria Group (Corso Vittorio Emanuele II, 44). Il primo, Non scrivi mai come stai davvero, a cura di Enea Brigatti, si terrà sabato dalle 9.30 alle 12.30. Durante la mattinata si userà la tecnica del collage per dare vita a delle cartoline da luoghi che non esistono per davvero: le immagini d’archivio verranno risignificate attraverso l’accostamento di fotografie, forme, colori, parole. Obiettivo, realizzare con tutte le cartoline dei partecipanti un leporello, oggetto d’affetto che ci ricorda tanto gli anni sessanta.
Il secondo, A forma di natura, è rivolto ai bambini dai 4 anni e si terrà domenica mattina, dalle 11 alle 12. A condurlo sarà Anna Benotto, che a partire dall’albo Karl e le forme della natura (Lupoguido) guiderà i bambini alla scoperta delle piante che il botanico Karl Blossfeldt ha fotografato come nessun altro: ingrandite, precise, sorprendenti. I suoi scatti diventano il punto di partenza per un viaggio creativo in cui ogni bambino sceglierà una forma botanica per trasformarla in un progetto tutto suo — un edificio impossibile, un gioiello ispirato a un germoglio, un abito che ricorda una felce, un oggetto quotidiano nato da un seme. Con materiali di recupero, carta e tanta immaginazione, si progetta, si disegna e si racconta quello che non c’è.Durante il Festival, il sabato dalle 10 alle 14, si potrà visitare la sede di Archivissima, ospitata presso i locali di Promemoria Group all’interno della storica Palazzina di Porta Bava, progettata da Gaetano Lombardi nel 1825, successivamente modificata da Antonelli e divenuta sede, nel 1887, della ditta Martini & Rossi. L’edificio oggi è noto come Palazzo Rossi di Montelera: qui infatti visse per tutta la vita Carlo Teofilo Rossi, giurista, politico e imprenditore, sindaco di Torino dal 1909 al 1914. La visita è resa possibile grazie alla collaborazione con Open House Torino, che si estende quest’anno anche ad alcune realtà archivistiche cittadine, che apriranno le proprie sedi al pubblico in modo congiunto in occasione della Notte degli Archivi: l’Archivio storico dell’Università di Torino, visitabile durante la Notte dalle 18 alle 23 e sabato 6 giugno dalle 10 alle 14; Archivorum, aperto per la Notte e anche sabato 6 giugno e l’Archivio dell’Accademia di Agricoltura di Torino, visitabile durante la Notte dalle 17 alle 22.
Tra le novità di questa edizione del Festival ci sono i Premi di Archivissima, saranno nove i premi assegnati, suddivisi tra riconoscimenti dedicati ai contenuti, premi legati alla tipologia di archivio e due premi speciali. I Premi di contenuto mettono al centro i diversi linguaggi espressivi con cui gli archivi interpretano il tema annuale del festival.
La Notte degli Archivi, appuntamento clou del Festival, compie 10 anni e si svolgerà venerdì 5 giugno. Realizzata dall’associazione culturale Archivissima, dal 2020 coinvolge gli archivi di tutte le regioni italiane, evolvendo in un format nazionale.
Già forte del successo delle scorse edizioni, La Notte degli Archivi si conferma appuntamento irrinunciabile per gli enti del settore. Le adesioni hanno infatti segnato un nuovo record: sono oltre 500 le realtà, con sedi in tutte e 20 le regioni italiane, che parteciperanno singolarmente o organizzate nelle 20 reti territoriali o tematiche. Tra gli enti impegnati in questa edizione figurano 46 Archivi di Stato, oltre 100 enti locali, 35 archivi aziendali, una ventina tra università e scuole, e ancora enti religiosi e centinaia di enti no-profit e anche privati cittadini depositari di patrimoni archivistici meno conosciuti. Ne risulta una vasta ed eterogenea comunità professionale, impegnata nell'organizzare e nel mettere a valore lo straordinario patrimonio storico del nostro Paese, in tutte le sue varie espressioni, che ogni anno rende disponibile sul sito web del festival una grande quantità di informazioni relative agli enti coinvolti, consultabili per temi, tipologie di materiali, epoche e luoghi.
Segnalo
inoltre che circa
il 25% degli
archivi partecipanti a questa edizione non avevano mai partecipato
prima, il che testimonia l'importante lavoro di scoperta e di
supporto all’emersione di realtà meno note condotto
da Archivissima e
dai suoi partner. Ad oggi gli archivi che hanno partecipato ad almeno
a un’edizione sono circa 1.150.
Il
tema quello
che non c’è sarà
declinato attraverso oggetti digitali inediti, tra cui podcast, video
e racconti realizzati dagli archivi, che verranno pubblicati sul
sito archivissima.it dalle
18.30 del 5 giugno,
in apertura de La Notte
degli Archivi.
Una serata che si preannuncia ricchissima, con ben 250
eventi ad
ingresso gratuito nelle sedi degli archivi su tutto il territorio
nazionale.
Per festeggiare il decennale de La Notte degli Archivi è stato realizzato un sito web by archivio.com, la piattaforma di Promemoria Group, su cui è possibile rivedere tutti gli eventi, gli archivi, i volti e i contenuti digitali che hanno animato Archivissima dalla prima edizione ad oggi. Un ricchissimo “archivio degli archivi” finalmente ad accesso pubblico, con migliaia di contenuti navigabili per temi, luoghi e categorie; un atlante dell'Italia che si valorizza, esprimendo il suo straordinario potenziale culturale, formativo e creativo. Per saperne di più: archivissima.it/archivio
Uno spazio particolare è quello riservato ai ragazzi, attraverso il contest “La scuola racconta un archivio”. Dopo un percorso di scoperta in archivio con la classe, studenti di ogni età di ogni età e provenienza si cimenteranno con il mestiere dello scrittore, provando a riempire con la fantasia i vuoti lasciati da ciò che, in archivio, non si può trovare. Dal 5 giugno il pubblico potrà leggere gli scritti sul sito di Archivissima e votare i suoi preferiti. Esito finale del contest – realizzato con il supporto della Fondazione Dalmine – sarà la pubblicazione di un’antologia dei migliori racconti selezionati da una giuria di qualità, per i prestigiosi tipi di Editrice Bibliografica.
Nella sede principale del Festival, le Gallerie d’Italia - Torino di Intesa Sanpaolo, sarà inoltre visibile al pubblico la mostra immersiva “Aprendo il libro delle ombre” a cura di Collezione Maramotti con visite guidate condotte da Chiara Tonelli e Fosca Ugoletti (venerdì 5 giugno ore 17.00-17.30; sabato 6 giugno ore 20.00-20.30; domenica 7 giugno ore 15.00-15.30). La Storia è un collage di presenze e omissioni. In questo spazio, il vuoto non è un errore o una mancanza, ma un catalizzatore per una nuova forma di memoria. La mostra multimediale alle Gallerie d’Italia interrogherà questo vuoto: un invito ad attraversare le ombre, per riscoprire la forza generativa della memoria, in un percorso di senso che rende l’archivio non solo luogo di custodia ma spazio di immaginazione e futuro. Dalla selezione dei numerosi materiali giunti dai vari archivi nazionali i per la realizzazione della mostra, si delineano alcuni temi cardinali di stringente attualità come i disastri naturali o di mano umana. Tuttavia, tra le ombre della storia e della guerra c'è chi si muove, chi continua ad agire, a svolgere il proprio mestiere, in una parola: a vivere. È dunque l'altra faccia dell'ombra che s'intende raccontare, quella presenza silenziosa, che procede tra le difficoltà e che raccoglie la luce della speranza. La mostra valorizzerà materiali provenienti da diversi archivi selezionati, avvalendosi del contributo e della collaborazione dei seguenti 30 enti: APICE Università degli Studi di Milano, Archivi Storici del Politecnico di Milano, Archivi storici Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Archivio del porto di Genova, Archivio della vita quotidiana, Archivio ex ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, Archivio Fondazione Corrente, Archivio IREN Storia, Archivio Italgas Heritage Lab, Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, Archivio storico - Sapienza Università di Roma, Archivio della biblioteca del Dipartimento di Fisica di Sapienza Università di Roma, Archivio storico dell'Università di Torino, Archivio Storico Digitale del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Archivio Storico e Museo Lavazza, Archivio storico Fondazione Corriere della Sera, Archivio Storico Sisal, Biblioteca Museo Teatrale SIAE, Biblioteca Père Frumenzio Ghetta – Istituto Culturale Ladino, Centro di Documentazione "Flavia Madaschi" Cassero LGBTQIA+ Center, Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell'Università di Pavia, Centro Studi Teatro Ragazzi Gian Renzo Morteo, ERC CoG 2023 Project REDMIX "Unpacking Mixedness for an Inclusive History of the Red Sea, 1800s-2000s | L'Archivio Consolare di Jeddah, Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, Fondazione Maria Corti, Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro Onlus - Candiolo, M.House - museo multimediale della danza a cura di Cro.me - Cronaca e Memoria dello Spettacolo, Museo Archivio Reale Mutua, Museo Nazionale del Cinema di Torino | Collezioni Manifesti e Memorabilia del Cinema e Opere di Silvia Rosi.
In occasione della Notte degli Archivi presso le Gallerie d’Italia si terrà l’incontro Dirige l’orchestra, un omaggio al Maestro Peppe Vessicchio. La Notte degli Archivi del palinsesto 2026 è dedicata dunque a una stella speciale che ha smesso di brillare troppo precocemente. E dato che un archivio su Vessicchio ancora non c’è, Archivissima lo costruirà alla sua maniera: attraverso le parole e il ricordo della figlia, Alessia Vessicchio accompagnate da Barbara Costa, che ci racconterà il mestiere dell’archivista valorizzando il fondo d’archivio di Publifoto relativo a una stagione particolare di Sanremo, quella tra il 1951 e il 1976, vista tramite gli scatti che raccontano il dietro le quinte, quello che non si vede ma che fa da contorno a un evento collettivo diventato cifra del Paese, e in cui il Maestro è entrato a pieno titolo come tassello inscindibile della memoria di tutti noi. A cucire questo gioco di rimandi, tra aneddoti, storie, immagini d’archivio sarà Paola Italiano, custode giornalistica e appassionata della storia della manifestazione.
In occasione de La Notte degli Archivi, Antonella Lattanzi leggerà il suo racconto originale “Il posto”, nato dall’incontro con il Museo Archivio Reale Mutua. La storia segue due donne nello stesso luogo di lavoro, a distanza di una generazione: la prima donna assunta in Reale Mutua negli anni Venti e una sua erede negli anni Sessanta. È lo stesso posto: lo stesso gesto – inserire il foglio, allinearlo, battere – che si ripete nel tempo. Cosa significa, per una donna, avere un posto? Al lavoro, dentro una casa, nel mondo. Cos’era (cos’è) un posto per una donna? Un posto di lavoro può essere una scelta di libertà. Un posto nella casa può essere una prigione. E un posto nel mondo, per le donne, esiste, o è quello che non c’è? Appuntamento alle ore 19 presso il cortile storico del Museo Archivio Reale Mutua.
Anche quest’anno, Lavazza riconferma la partecipazione ad Archivissima: promuove il proprio Museo e Archivio storico attraverso una mostra, “Serialità di un rituale”, presso la Triennale di Milano. L’esposizione presso lo spazio Cuore mette in dialogo i materiali delle collezioni Lavazza con quelle di Triennale, evidenziando che “quello che manca” a volte si ritrova, in modo complementare, altrove. La mostra, aperta fino al 28 giugno, sarà visitabile il 5 giugno dalle 18, celebrando così sia la Notte degli Archivi sia la nascita di The Heritage Club, un network internazionale di valorizzazione degli archivi in ambito aziendale. La mostra è curata da Promemoria Group.
L’Archivio Iren Storia ha collaborato alla realizzazione della mostra immersiva Aprendo il libro delle ombre. Le fotografie provenienti dal patrimonio documentale esplorano il tema delle reti infrastrutturali come elementi fondamentali ma invisibili della vita quotidiana. Attraverso immagini di scavi, giunzioni, linee interrate e lavori in quota della rete elettrica di Torino, viene mostrato ciò che di solito resta nascosto: il lavoro tecnico e umano che permette il funzionamento continuo dei servizi. La rete diventa così simbolo del “non esserci”: non visibile, ma essenziale per sostenere la città e il suo sviluppo. Le immagini rendono visibile questo sistema silenzioso, fatto di competenze e interventi che, pur restando nell’ombra, tengono insieme la vita urbana: una scoperta che Iren amplia, in collaborazione con ATTS, per la Notte degli Archivi, con un viaggio in tram storico alla scoperta delle origini e dello sviluppo della rete elettrica cittadina.
Venerdì 5 giugno alle ore 19, la sede Italgas di Largo Regio Parco, 9 ospiterà un incontro con il giornalista Stefano Nazzi che accompagnerà il pubblico in un racconto intenso e inedito a partire da uno straordinario documento conservato nell’Heritage Lab Italgas. Al centro del suo intervento, il diario di Cafiero Bilancioni, dipendente dell’officina del gas di Fano, che nel 1944 annotò con straordinaria lucidità e coraggio la vita quotidiana durante le ultime fasi della Seconda guerra mondiale. Sfuggendo al coprifuoco imposto dalle truppe tedesche, Bilancioni verificava lo stato dell’impianto colpito dai bombardamenti, restituendo nelle sue pagine una testimonianza unica che intreccia memoria storica, senso del dovere e attaccamento al lavoro e al territorio. Un racconto che, in linea con il tema dell’edizione, porta alla luce ciò che spesso resta invisibile: le storie individuali che attraversano e illuminano la grande storia.Il Circolo dei Lettori alle 18 ospiterà Con gli occhi di Anna, la presentazione del podcast d’archivio dedicato alla vita e alle battaglie di Anna Kuliscioff, scritto e raccontato per Chora Media da Sara Poma che ne parlerà con Carola Messina. La narrazione prende le mosse da una targa nel cuore di Milano, l’unico segno di una casa che non esiste più: quella in cui, quasi un secolo fa, ha vissuto Anna Kuliscioff, che aveva scelto Milano come la sua città. In quelle stanze accoglieva politici e intellettuali, ma soprattutto donne: operaie, sartine, lavoratrici che cercavano ascolto, diritti, dignità. Saranno le loro voci a guidare il suo impegno e le disuguaglianze di genere e di classe ad orientare il suo sguardo. Le vite che Anna vivrà, da allora in poi, saranno tante in una: di volta in volta medica, rivoluzionaria, riformista e soprattutto militante socialista che lotta per il suffragio femminile, convinta che senza il voto non ci potrà mai essere alcuna emancipazione. L’evento è in collaborazione con Chora Media e La Fondazione Circolo dei lettori.
A seguire, sempre presso il Circolo dei lettori, alle 21, si terrà l’incontro 1949: Una leggenda per tre Toro, River e Benfica: tre squadre, tre archivi, tre prospettive e la storia romantica di un'eterna amicizia. Archivissima ospita un incontro d’affetto, tra memorabilia, filmati e documenti d’archivio, dedicato al Grande Torino, la cui leggenda vive nel ricordo di milioni di sportivi in tutto il mondo. La prospettiva in questa occasione è speciale: quella delle squadre sodali che dalla tragedia del 4 maggio ’49 hanno unito le loro storie in un vincolo di eterna fratellanza, perpetuando la divulgazione del mito a cavallo dei tempi. Si può parlare di un futuro che non c’è stato? Come viene raccontata la leggenda granata nei musei del Benfica e del River Plate? La serata ricostruisce il telaio degli eventi che hanno legato i destini delle tre compagini, a partire da un simbolo di grande impatto emotivo: un pezzo dell’aereo caduto a Superga, diviso e custodito in tre parti uguali, una per ciascun museo. L’incontro, in collaborazione con il Museo del Grande Torino e della Leggenda granata, la Fondazione Circolo dei Lettori e La Stampa, vedrà in dialogo tra loro Giuseppe Culicchia, Domenico Beccaria, Herman Bovo, Susanna Egri, Andrea Ragusa; modera il giornalista Federico Monga.
Durante la Notte degli Archivi, Rai Teche Mediateca festeggerà i dieci anni della rassegna Archive Alive! ospitando un doppio appuntamento. Alle 18, presso la sede dello Studio TV8, Peppino Ortoleva introdurrà l’incontro Rivoluzione Teche: i telegiornali dalla pellicola al digitale, una carrellata di momenti dei telegiornali dal 1952 al 1985, un piccolo assaggio del monumentale progetto di digitalizzazione delle pellicole dei servizi TG in corso d’opera (circa 320.000 bobine, equivalenti a circa 8.000 ore di trasmesso, oggi conservati su pellicola 16mm) per raccontare trent’anni e più di storia del Paese, dalle prime cronache della ricostruzione postbellica agli anni Ottanta: decenni durante i quali la RAI era l’unico broadcaster nazionale e la televisione pubblica rappresentava l’unica testimone della cronaca della nostra storia. Alle 19.30 sarà il turno di Clara Allasia, che introdurrà L’inedito “Orlando Furioso” di Edoardo Sanguineti, vale a dire la presentazione del copione originale dell’opera finora ritenuto disperso e attualmente conservato presso il Centro interuniversitario dedicato al poeta genovese e che rivivrà attraverso le voci degli attori della Scuola del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale.
Il Museo Nazionale del Risorgimento italiano, alle 18 di venerdì 5 giugno, ospiterà la scrittrice e autrice Vanessa Roghi in dialogo con la presidente del Museo, Luisa Papotti e l’archivista Daniela Orta, nel talk Voci e silenzi nell’album di Olimpia Savio. Il restauro del prezioso album sarà infatti lo spunto per un’ampia riflessione sulla rappresentazione della figura femminile nell’Ottocento. Figure complesse, colte e attive nella costruzione di reti culturali e politiche sono state molto spesso ricondotte a ruoli semplificati di madri, muse, compagne o simboli affettivi. Il salotto di Olimpia Savio, luogo di socialità e sociabilità per eccellenza, verrà rappresentato dunque come uno spazio vuoto, evocativo, ma anche di riconoscimento storico. Storia e archivi sono infatti spesso disseminati di mancanze, assenze e riduzioni che disegnano ruoli parziali, lacunosi o frammentari. Per una sera, il salotto vuoto tornerà a essere uno spazio pieno, luogo di confronto e scambio.
Anche CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia partecipa a La Notte degli Archivi con un incontro online per raccontare il progetto della Summer School di Oropa che quest’anno si focalizza sulla cartolina postale: non solo un souvenir, ma oggetto culturale e fotografico. I partecipanti lavoreranno presso l’Archivio del Santuario di Oropa per catalogare questi materiali con l’obiettivo di sperimentare nuove strategie di valorizzazione digitale sulla piattaforma RAB (Rete Archivi Biellesi). La Summer School di Oropa si inserisce all’interno delle numerose attività di ricerca e studio che il dipartimento Archivi di CAMERA, curato da Barbara Bergaglio, sviluppa durante tutto l’anno.
Il Museo Egizio apre eccezionalmente le porte della propria fototeca storica per raccontare un paesaggio scomparso: la Nubia e i suoi templi prima della costruzione della diga di Assuan, negli anni '60. Attraverso immagini e resoconti delle ricognizioni sul campo, i visitatori potranno ripercorrere una delle più grandi operazioni di salvataggio del patrimonio archeologico, nell'ambito del ciclo di visite Quello che non c'è (più): Frammenti di Nubia negli archivi del Museo Egizio. Le visite guidate alla fototeca si svolgono alle: 19 - 19.30 - 20. Per l’occasione, sarà accessibile la Cappella rupestre di Ellesiya (dalle 19 alle 21) dono dell’Egitto all'Italia in segno di gratitudine per il contributo al salvataggio dei templi nubiani, all'epoca della costruzione della diga di Assuan.
Quest’anno, per la prima volta, gli archivi partecipanti sono stati coinvolti in un percorso di avvicinamento al Festival articolato in quattro incontri online, in compagnia di grandi ospiti, per approfondire i diversi mezzi espressivi utilizzabili per la valorizzazione d’archivio. Si è parlato della narrativa ispirata alla realtà storica con Giancarlo De Cataldo, del podcast e del suo linguaggio con la storica e autrice Vanessa Roghi, di cinema e audiovisivo con la cineasta Alina Marazzi, mentre Movement Entertainment ha svelato alcuni dei segreti per l’organizzazione di un evento dal vivo di successo, a partire dall’esperienza del Kappa FuturFestival. Il ciclo, intitolato iCantieri di Archivissima, è stato realizzato grazie al sostegno di Colloco e di Makros, aziende leader nei servizi dedicati ad archivi e beni culturali, e alla collaborazione di Fondazione Dalmine e del Festival CinemAmbiente.
Il sostegno della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura ha consentito di estendere capillarmente l’invito alla partecipazione degli Archivi di Stato.
Un supporto prezioso per rafforzare il coinvolgimento capillare degli archivi italiani si deve alle associazioni partner di Archivissima, che hanno generosamente mobilitato i loro associati. Tra queste MuseImpresa, la rete di archivi e musei che si occupa di promuovere e valorizzare la cultura d’impresa, L’Associazione Italiana Archivi d’Artista (AitArt) presente con dieci realtà di assoluto interesse, e l’Associazione Museocity, organizzatrice dell’iniziativa che per oltre un mese anima Milano e la Lombardia con eventi site specific, aperture straordinarie, incontri e conferenze.
La Notte degli Archivi è patrocinata da ANAI Associazione nazionale Archivistica Italiana.
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