La Fondazione CRT apre le porte al pubblico nei giorni 6 e 7 giugno 2026. Cittadini, turisti e appassionati avranno l’opportunità di scoprire Palazzo Perrone di San Martino, gioiello storico-architettonico della città e sede della Fondazione, insieme ad alcune prestigiose opere della collezione Arte CRT, nell’ambito del progetto espositivo Museo Immaginario.
Il percorso di visita – con ingresso da via XX Settembre 31 –
accompagnerà i visitatori attraverso le sale auliche del palazzo, di
origine tardo seicentesca e rinnovato nel XVIII secolo: dallo Scalone al
Salone d’Onore, dalla Sala del Consiglio di Indirizzo
alla balconata, ornata dai simboli della città, della laboriosità e del
risparmio, fino alla Sala Presidenti e alla Sala del Consiglio di
Amministrazione.
La visita sarà arricchita dalla possibilità di scoprire una selezione di opere della
collezione Arte CRT, che esce dagli spazi della GAM e del Castello di Rivoli e approda negli spazi della Fondazione. Il progetto espositivo
Museo Immaginario, curato da Clemente Miccichè e ispirato al Musée Imaginaire
di André Malraux, mette in dialogo artisti di epoche e linguaggi
diversi con la storia barocca di Palazzo Perrone di San Martino, creando
suggestive connessioni tra passato e presente.
Tra i punti salienti del percorso espositivo figurano opere di alcuni dei più
importanti protagonisti dell’arte e della fotografia del Novecento e contemporanea. Le
immagini di Gianni Berengo Gardin raccontano con straordinaria
sensibilità l’Italia e l’Europa del secondo dopoguerra, trasformando la
quotidianità in memoria collettiva,
mentre gli scatti di Ugo Mulas, Uliano Lucas, Ferdinando Scianna e
Luigi Ghirri restituiscono uno sguardo poetico e insieme critico sul
paesaggio culturale italiano del Novecento. Centrale anche il dialogo
con le pratiche performative e concettuali internazionali,
rappresentate dalle opere di Vito Acconci, che indagano il corpo, lo
spazio e la percezione come strumenti di relazione con il pubblico. Il
percorso attraversa inoltre le ricerche pittoriche del secondo Novecento
con lavori di Mimmo Paladino, Afro Basaldella,
Asger Jorn, Karel Appel e Mario Nigro, fino alle riflessioni
contemporanee di Luca Bertolo, Flavio Favelli e Paola Pivi, che
affrontano temi legati alla memoria, alla sovrabbondanza delle immagini e
alla fragilità del presente. Completa il percorso una selezione
di opere che mettono in dialogo arte, fotografia e gesto performativo,
tra cui lavori di Ketty La Rocca, Anna Maria Maiolino, Claudio Abate e
Aurelio Amendola.
L’ingresso è gratuito, previa prenotazione obbligatoria al seguente link:
https://shop.midaticket.com/it/crt


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