Attraverso opere inedite o raramente esposte in Europa, la mostra affronta alcune delle questioni più urgenti del presente: le diseguaglianze sociali, le trasformazioni economiche nei Paesi del Global South, le eredità del postcolonialismo, i processi migratori, la crisi ecologica, la tutela delle comunità indigene, le discriminazioni di genere e la persistenza di modelli patriarcali.
Before it Happens racconta una condizione condivisa di impermanenza e destabilizzazione, ma anche la capacità di costruire forme di resistenza individuale e collettiva.
Le opere di Sheelasha Rajbhandari, sviluppate anche attraverso il dialogo con il collettivo nepalese Artree, ricostruiscono memorie familiari e traumi privati per interrogare le aspettative eteropatriarcali imposte alle donne. Il cuscino, supporto ricorrente nei suoi lavori, diventa insieme simbolo dello stereotipo domestico e testimonianza materiale del trauma.
Con The Revolutionary Dreams, Hit Man Gurung mette in scena i paradossi della società nepalese contemporanea, intrecciando memoria personale e trasformazioni collettive. Fotografie ambientate su un wallpaper composto da annunci di lavoro all’estero evocano la migrazione forzata che svuota i villaggi nepalesi e ridefinisce il rapporto tra identità e sopravvivenza.
L’installazione Stick no Bills di Uzma Mohsin raccoglie manifesti elettorali deturpati dai cittadini, trasformandoli in una foresta di volti sospesi che riflette la crescente sfiducia nei confronti del sistema democratico indiano.
I due lavori di Ishan Tankha affrontano i conflitti legati alla gestione del territorio e delle risorse naturali in India. In Submerged e A Peal of Spring Thunder, la fotografia diventa pratica di testimonianza e militanza politica, capace di dare voce alle comunità marginalizzate.
Con Behula, Those Days…, Ashfika Rahman costruisce un archivio poetico di storie femminili raccolte lungo i fiumi tra Bangladesh e India. Il filo d’oro che attraversa immagini e ricami diventa metafora di connessione, memoria e trasmissione intergenerazionale.
Nel progetto in progress Geographies of Water, Musuk Nolte osserva il cambiamento climatico in Amazzonia e nelle Ande attraverso l’acqua, intesa come elemento capace di connettere catastrofi ambientali e resistenze locali in una geografia transnazionale del mutamento.
Infine, i due video di Alia Farid esplorano territori attraversati da tensioni ambientali e culturali: le paludi di Chibayish, tra Tigri ed Eufrate, minacciate dall’industria petrolifera, e l’isola iraniana di Qeshm, dove ritualità collettive e modernità convivono in fragile equilibrio.
Attraverso
linguaggi visivi diversi ma profondamente interconnessi, Before
it Happens propone una riflessione sul presente come
spazio di tensione tra perdita e trasformazione, memoria e futuro,
denuncia e possibilità.
Sempre il 13 giugno, dopo
l’inaugurazione della mostra Before it Happens, alle ore
19, al Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo di Guarene, avrà
luogo lo svelamento di altre due opere permanenti: Lightning
Room di Mario Airò e There Is Nothing Left Here di
Susan Philipsz.
L'iniziativa fa parte del progetto SNODI - Colline co-creative di Langhe Monferrato Roero, finanziato dall’Unione Europea NeXtGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura. Finanziato tramite Avviso pubblico per la presentazione di Proposte di intervento per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 1 "Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura", Componente 3 "Turismo e Cultura 4.0" (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, finanziato dall’Unione europea - NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura.
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Before it Happens
Artisti:
Alia
Farid, Hit Man Gurung, Vinit Gupta, Uzma Mohsin, Musuk
Nolte, Ashfika Rahman, Sheelasha Rajbhandari, Ishan Tankha
A cura di Filippo Maggia
Palazzo
Re Rebaudengo, Piazza Roma, Guarene (CN)
Inaugurazione:
13
giugno 2026, ore 18
Alle ore 19, svelamento delle opere di Mario
Airò e Susan Philipsz al Parco d’arte a Guarene
Periodo: 13
giugno - 26 luglio 2026
Orari
della mostra: sabato
e domenica, h 12–19
Ingresso
gratuito




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