mercoledì 16 settembre 2026

E' ufficiale: la nuova Biblioteca Centrale a Torino Esposizioni aprirà le porte al pubblico l'11 dicembre 2026. Scoprite tutti gli appuntamenti di VALE, il polo culturale che coinvolgerà l’intera area del Valentino

E' ufficiale: la nuova Biblioteca Centrale a Torino Esposizioni aprirà le porte al pubblico l'11 dicembre 2026. Parola di Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, che ha comunicato la data questa mattina durante una partecipatissima conferenza stampa.
Ovviamente non è tutto, perchè per l'occasione, con i primi appuntamenti calendarizzati già a novembre, sorgerà un polo culturale che coinvolgerà l’intera area del Valentino: il Parco, il Teatro Nuovo, il Borgo, il nuovo Campus del Politecnico (che troverà spazio sempre nei padiglioni dell’ex Torino Esposizioni), l’Orto Botanico e gli spazi su corso Massimo d’Azeglio dell’Università. Si chiamerà VALE, abbreviazione di Valentino, ma anche esortazione a non dimenticare il valore della cultura e racchiuderà un ricco palinsesto di appuntamenti pensati per un pubblico più ampio possibile.
Sul sito www.valetorino.it saranno on line già da questo pomeriggio i primi appuntamenti, in programma a partire da novembre, che si svolgeranno in altri luoghi simbolo della cultura in città, in un calendario di avvicinamento che, all’inizio del prossimo anno, vedrà il via alla programmazione vera e propria del VALE, pensato come un nuovo polo culturale inclusivo e aperto a tutte e tutti.

"Quello che sta prendendo forma al Valentino – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo - è uno dei più grandi progetti urbani della storia recente di Torino. Un progetto che tiene insieme cultura, università, ricerca, formazione, natura e spazio pubblico e che dà una nuova dimensione a uno dei luoghi più identitari e amati della città.
La nuova Biblioteca Centrale, il Borgo, il Teatro Nuovo, il nuovo Campus del Politecnico, l’Università, l’Orto Botanico, il Parco e il sistema del Po compongono un grande polo culturale integrato che già oggi colloca il Valentino tra le esperienze più rilevanti a livello europeo. Proprio la forza e la ricchezza di questo sistema ci hanno portato, insieme a tutti i partner, a scegliere un’identità e una narrazione unitarie. VALE racconta questa visione: luoghi diversi, funzioni diverse e comunità diverse che diventano parte di un unico grande progetto urbano, aperto, accessibile e vivo durante tutto l’anno.
La partnership è uno degli elementi qualificanti di questa trasformazione. Comune di Torino, università, fondazioni bancarie, istituzioni culturali e partner privati mettono insieme risorse, competenze, capacità progettuale e investimenti, costruendo un modello di collaborazione capace di dare forza e continuità a una trasformazione di questa scala.
Il Valentino rafforza così la propria vocazione come grande luogo della conoscenza, della creatività e dell’incontro, capace di collegare il patrimonio storico e ambientale della città con le sue funzioni più contemporanee e innovative. VALE è anche una dichiarazione su Torino: una città che sceglie la cultura, la conoscenza e la qualità dello spazio pubblico come leve strategiche del proprio sviluppo e mette in rete i suoi luoghi, le sue istituzioni e le sue energie per rafforzare la propria capacità di attrarre persone, idee e investimenti".
In prima fila nel contribuire allo sviluppo del nuovo polo ci sono le fondazioni bancarie: la Fondazione CRT è intervenuta con un investimento di 7 milioni per finalizzare alcuni interventi collegati alla trasformazione del parco del Valentino e alla realizzazione della nuova sede della Biblioteca Centrale mentre la Fondazione Compagnia di San Paolo sarà impegnata in un progetto di valorizzazione e gestione del Borgo rinnovato, grazie ad un accordo di partenariato speciale pubblico privato, in cui la società XKE SI figurerà come partner speciale, che prevede un investimento di 24 milioni di euro, cui si aggiungeranno filantropicamente circa 2 milioni/anno per la gestione.
"VALE rappresenta per la Fondazione CRT un investimento sulla conoscenza, sull’accessibilità e sul futuro della città – dichiara Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT –. Abbiamo scelto di sostenere la nascita della Nuova Biblioteca Centrale, mettendo a disposizione risorse, competenze e capacità organizzative. Una biblioteca pubblica, aperta e accessibile è una delle infrastrutture più democratiche che una città possa offrire: un luogo in cui cultura, studio e incontro diventano realmente patrimonio di tutti e che, allo stesso tempo, contribuisce a far rivivere una parte della città. I 7 milioni di euro destinati a questo progetto si aggiungono ai 32 milioni di euro già destinati alla città per interventi di rigenerazione urbana, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere gli spazi più accessibili, inclusivi e aperti alla partecipazione".
"Il Borgo – spiega Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo - è parte di una visione più ampia per il futuro di Torino: non un semplice intervento di restauro, ma la rifunzionalizzazione di un luogo identitario, restituito alla comunità attraverso nuove attività e opportunità. L’investimento complessivo di 24 milioni di euro, cui si aggiungerà un impegno filantropico di oltre 2 milioni di euro all’anno per la gestione, testimonia la portata e l’orizzonte di lungo periodo del progetto. Attraverso il nuovo ente strumentale metteremo a valore l’esperienza maturata con Xké? Il laboratorio della curiosità e Spazio ZeroSei, dando vita a uno spazio ibrido rivolto a bambini, scuole, famiglie, turisti e giovani creativi. Il Borgo sarà al tempo stesso un’infrastruttura educativa e culturale, un luogo di incontro tra generazioni e un punto di connessione tra la città, il Parco del Valentino e il Po. L’ambizione è aprirne una prima parte nella primavera del 2027, restituendo a Torino un patrimonio vivo, accessibile e capace di generare conoscenza, partecipazione e attrattività".
Il “nuovo” Valentino sarà un luogo di cultura, formazione e ricerca avanzata, sicuramente un punto di riferimento per i tanti studenti degli atenei torinesi che sono tra i principali partner del progetto.
Per il Politecnico è un progetto strategico per l’ampliamento del Campus di architettura, design e pianificazione urbana e si concretizza un moderno polo che nascerà dalla riqualificazione dei padiglioni storici 1, 3A e 3B dell’ex Torino Esposizioni, estendendo gli spazi già oggi disponibili al Castello del Valentino e all’Istituto “Galileo Ferraris”. Il progetto porterà nel cuore del Parco del Valentino aule, luoghi di studio e di vita universitaria aperti alla città, con un investimento in corso da parte dell'Ateneo di circa 50 milioni di euro. Un approccio progettuale orientato alla sostenibilità: più verde, corti riqualificate, superfici de-impermeabilizzate, i più alti standard energetici e ambientali. Il disegno complessivo unirà in un unico grande asse verde le due sedi dell'Ateneo, quella storica e la nuova, valorizzando sia gli spazi barocchi e ottocenteschi del Castello del Valentino (iscritto alla World Heritage List Unesco dal 1997, nel quadro delle Residenze Sabaude), sia lo straordinario monumento architettonico del complesso dell’ex Torino Esposizioni: un unico vasto “living lab” di sperimentazione negli ambiti del progetto dell’ambiente costruito. Tale visione restituisce al Valentino il suo naturale ruolo di luogo di cultura, formazione e incontro per tutta la città, in piena sintonia con gli altri soggetti del Polo.
"Il progetto del Campus dell’Architettura, del Design e della Pianificazione Urbana all’interno del Valentino è un tassello importante del programma di mandato PoliTo2030, un investimento che porterà gli spazi dell’Ateneo a oltre 300mila metri quadrati entro il 2030 – commenta il rettore Stefano Corgnati – In questo disegno, il Polo Culturale del Valentino rappresenta un contesto naturale e strategico, nel quale ricerca, alta formazione e rapporto con la città possono incontrarsi. Con questo progetto non solo si rafforza il legame del Politecnico con il territorio, con le sue istituzioni e con il sistema produttivo, ma anche si attribuisce piena vitalità a uno dei luoghi simbolo della trasformazione urbana di Torino. In questi spazi, aperti alla città, a ridosso del fiume e all’interno di uno dei suoi parchi più importanti, studenti e ricercatori potranno lavorare e formarsi in un ambiente di grande qualità e di respiro internazionale. Il Valentino sarà così anche un laboratorio di sperimentazione, capace di alimentare il dibattito e l’innovazione sui temi dell’architettura, del design e della pianificazione urbana".

L’Università degli Studi di Torino (UniTo) conta più di 120 sedi nel territorio regionale, metropolitano e torinese ma l’area del Valentino costituisce, da oltre 300 anni, un luogo chiave del suo sviluppo.  Qui dal 1729 ha sede l’Orto Botanico che, localizzato in un’area di circa 3 ettari, rappresenta un patrimonio universitario e cittadino di straordinario valore, con migliaia di entità botaniche da tutto il mondo, visitate lo scorso anno da quasi 50mila persone. Proprio di fronte al Valentino, inoltre, su corso Massimo D’Azeglio, nell’800 nacquero quattro palazzi universitari a forte vocazione scientifica che, negli anni, hanno ospitato scoperte di rilievo mondiale e grandi scienziati, tra i quali 3 vincitori di premi Nobel. Oggi qui trovano casa anche collezioni scientifiche e musei di grande rilievo, come il Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso; il Museo di Anatomia Umana "Luigi Rolando", il Museo della Frutta "Francesco Garnier Valletti”, il Museo di Fisica e le biblioteche storiche. Proprio sul complesso di questi spazi UniTo interverrà con un progetto di rinnovamento delle palazzine storiche destinato sia ad adeguarle al continuo mutamento delle esigenze scientifiche che a rafforzare la dimensione museale. Con il trasferimento del dipartimento di Chimica nel nuovo Campus delle Scienze e dell’Ambiente di Grugliasco, poi, si aprirà la possibilità di realizzare nuovi spazi dedicati allo studio, alla socializzazione di studenti, docenti e del personale tecnico amministrativo.
"VALE dà forma a un’idea precisa di Torino, una città in cui cultura, università e spazio pubblico diventano parte di un unico progetto di sviluppo - dichiara la rettrice Cristina Prandi -. L’area del Valentino ne è già una dimostrazione concreta. Intorno alla nuova Biblioteca si estende una presenza diffusa dell’Università di Torino che comprende l’Orto Botanico, i musei e le collezioni scientifiche, i Dipartimenti di Fisica, Chimica, Scienze della Terra, Farmacia, Medicina e Neuroscienze, fino al polo di via Marenco. Un asse che prosegue lungo via Nizza con le Biotecnologie e si collega agli ospedali, unendo ricerca, formazione, cura e cultura. Il rinnovamento delle sedi storiche e la creazione di nuovi spazi per lo studio e la socialità rafforzeranno ulteriormente questo sistema. Torino sta diventando sempre più una città universitaria e questa identità rappresenta ormai una leva concreta per la sua crescita, per la sua attrattività e per la qualità della vita di chi la abita".

Il calendario culturale. La biblioteca immaginaria e Il bosco civico
La programmazione culturale, che prenderà il via con alcuni eventi off già nel mese di novembre, è curata da Fondazione per la Cultura Torino con la direzione di Maurizia Rebola ed è sostenuta da Reale Mutua, partner del nuovo polo per il triennio 2026/2027/2028.

Mentre la nuova biblioteca si riempie di volumi, alcuni autori celebri rileggeranno un grande classico della letteratura per “La biblioteca immaginaria”. Il primo appuntamento è in programma domenica 5 novembre alle 18 alle Gallerie d’Italia con “E poi è anche un giallo” quando l’autrice Chiara Valerio, a quasi mezzo secolo dalla sua pubblicazione, rifletterà sull’attualità de “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Martedì 10 novembre alle 21 nella sala Fucine delle OGR Boosta e Matteo Caccia daranno vita a “Le città inudibili” facendo riscoprire al pubblico il fascino de “Le città invisibili” di Italo Calvino mentre giovedì 12 novembre alle 18.30 l’auditorium di Reale Mutua ospiterà la riflessione dell’autore Paolo Giordano che ne “La biblioteca infinita” rileggerà “La Biblioteca di Babele” di Jorge Luis Borges.
Nel 2027 la programmazione di VALE entrerà nel vivo con “Bosco Civico”, il ciclo di incontri che mette in dialogo natura, scienza e letteratura negli spazi della nuova Biblioteca Centrale e del Parco del Valentino. Tra radici, alberi e storie gli autori ospiti del programma esploreranno il legame tra natura, persone e società. Venerdì 12 febbraio alle 18.30 la sala Nervi della Biblioteca ospiterà “Sui rami, senza toccare terra”, incontro con la scrittrice Dacia Maraini. Una lezione che prenderà avvio dalle sue poesie dedicate ai boschi, dove la natura si fa voce e memoria, per poi raggiungere il “Barone rampante” di Italo Calvino, il ragazzo che scelse di non scendere più a terra. Un percorso che unisce versi e romanzo per raccontare come la letteratura trovi da sempre, nei boschi e sui rami, un luogo dove pensare, resistere, immaginare un mondo diverso. Martedì 16 febbraio alle 18.30 sarà la volta di “Radici e rami: l’evoluzione tra restare e migrare” con il filosofo Telmo Pievani dove l’albero della vita sarà la metafora per comprendere l’evoluzione e le migrazioni come esplorazione di possibilità. I rami nascono spesso per migrazione, perché una popolazione si separa e prende la sua strada. L’evoluzione umana deve tutto al migrare, allo spostamento, per inseguire gli habitat più congeniali e l’autore rifletterà su come libertà di migrare e diritto di restare nella terra in cui si è nati siano due valori, complementari, da difendere. Il 25 febbraio alle 18.30 infine arriverà lo scienziato e saggista Stefano Mancuso per una riflessione su “Le radici della comunità”.
Nei mesi seguenti, il nuovo polo culturale ospiterà alcune delle principali manifestazioni cittadine: da mercoledì 7 a domenica 11 aprile sarà il quartier generale della decima edizione di Biennale Democrazia 2027, seguita da appuntamenti ed eventi, tra gli altri, del Torino Jazz Festival, del Salone Internazionale del Libro di Torino, di MITO SettembreMusica e MITO per la Città e delle Giornate della Legalità. Un calendario che si inserisce nell’ambito delle azioni del percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 e che vede Fondazione per la Cultura Torino protagonista nella costruzione e nella valorizzazione del nuovo palinsesto culturale del VALE.
"VALE – spiega la direttrice della programmazione culturale Maurizia Rebola - non è una vetrina, è un laboratorio permanente di cittadinanza e cultura: nasce per rendere la cultura un servizio pubblico sempre più accessibile a tutte e tutti. Mettiamo in rete i luoghi storici del Valentino e le energie di università, fondazioni bancarie e istituzioni cittadine attorno a un unico obiettivo: una programmazione permanente, aperta e capace di crescere insieme alla città che la abita. Non veniamo a mostrarvi cosa abbiamo costruito: vi invitiamo a costruire con noi quello che ancora manca".

La nuova Biblioteca Centrale
Sarà la biblioteca con la sala di lettura più grande d’Europa. Affacciata sul fiume Po, frutto dell’imponente cantiere di trasformazione dell’ex Torino Esposizioni con un investimento oltre 100 milioni di fondi complementari al Pnrr da parte dell’amministrazione comunale, la nuova Biblioteca Centrale sarà il cuore delle biblioteche civiche torinesi: aperta, gratuita e accogliente, luogo per leggere, studiare, informarsi, incontrarsi, sviluppare talenti, esercitare il pensiero critico, sperimentare e condividere. I due ingressi la collegheranno alla città e al parco del Valentino facendone un luogo accogliente, da vivere ogni giorno e in cui tornare.
Custodirà il patrimonio documentario della Città, comprese le collezioni storiche e speciali. Offrirà iscrizione, consultazione, prestito, restituzione e prenotazione, consulenza bibliografica e riproduzione digitale. Wi-Fi, postazioni informatiche, banche dati e collezioni online faciliteranno l’accesso alla conoscenza. Libri in formati diversi, risorse per persone cieche, ipovedenti e con dislessia e tecnologie assistive amplieranno le possibilità di lettura e apprendimento. Al suo interno troverà spazio anche il Più, Punto Informativo Unificato della Città, dove sarà possibile ricevere informazioni sui servizi comunali e circoscrizionali, informazioni turistiche e sul trasporto pubblico locale, effettuare segnalazioni o reclami, ricevere supporto su servizi digitali.
Gli spazi sono pensati per accogliere età, interessi e modi diversi di vivere la biblioteca. Il padiglione Sottsass ospiterà l’ingresso, la caffetteria, il bookshop e una sala da 100 posti. La Piazza del padiglione Nervi, dedicata a bambini e famiglie, riunirà accoglienza, saggistica, attualità, punto informazioni e “Crescere insieme”. Le Teche offriranno ambienti raccolti per consultazione, studio, lavoro in gruppo e formazione mentre le Gallerie ospiteranno narrativa, poesia, fumetti, manga, cinema, musica e audiolibri. Nell’Ipogeo troveranno spazio collezioni storiche e speciali, esposizioni, documenti dei depositi, Virtual Library e narrazioni digitali mentre il Giardino accoglierà laboratori, makerspace e spazi per la produzione audio e musicale.
La Sala Nervi, con oltre 300 posti, sarà la sala lettura più grande d’Europa ampliando le occasioni di incontro e partecipazione e nel complesso ben 1400 sedute formali e informali offriranno ai visitatori la possibilità di scegliere tra concentrazione, lavoro condiviso, conversazione e sosta. Percorsi intuitivi, arredi, segnaletica, tecnologie, comfort acustico e verde favoriranno accessibilità, autonomia e benessere.
Eventi, gruppi di lettura, mostre, laboratori e attività per le scuole, realizzati con le università, istituzioni culturali, associazioni e comunità, ne faranno un’infrastruttura di welfare culturale. Esistono in Europa altri importanti esempi di recupero e rifunzionalizzazione, ma questo intervento assume un rilievo particolare per la sua scala, per l’ampiezza del progetto bibliotecario e per il valore storico e architettonico legato all’opera di Ettore Sottsass e Pier Luigi Nervi che furono gli storici progettisti dell’edificio.
Le collezioni, gli spazi e le tecnologie saranno messi in relazione attraverso una proposta culturale capace di connettere lettura, cittadinanza, memoria, creatività, scienza, ambiente, benessere e competenze digitali. La nuova Centrale rafforzerà così il proprio ruolo di riferimento per l’intera rete delle Biblioteche civiche di recente rigenerate di infrastruttura culturale al servizio della città e delle sue comunità.

La programmazione della Biblioteca
Anche il Servizio Biblioteche offrirà, così come per le altre biblioteche cittadine, una sua programmazione, costruita a partire dalle attività progettate direttamente dalle biblioteche civiche e dalle collaborazioni attivabili attraverso l’avviso pubblico per la programmazione culturale 2026-2027.
La proposta si articola in tre componenti: l’offerta per le scuole, inserita nel catalogo Crescere in Città 2026-2027; le attività rivolte alle famiglie e agli adulti curate dal gruppo NBC-Rag; i progetti presentati dalle associazioni attraverso l’avviso pubblico e individuati per la Nuova Biblioteca Centrale.
La proposta per bambine, bambini e famiglie non si esaurirà nell’offerta per le scuole inserita nel catalogo Crescere in Città, ma costituirà una linea permanente della programmazione della Biblioteca. Letture, laboratori, attività creative, occasioni di gioco e scoperta e momenti di incontro accompagneranno le diverse fasce d’età e valorizzeranno gli spazi di ‘Crescere insieme’, il Giardino e le altre aree della Biblioteca dedicate ai più giovani e alle famiglie. L’obiettivo è predisporre una programmazione continuativa, capace di attivare i diversi spazi della Biblioteca durante l’intera settimana e di alternare attività per le scuole, appuntamenti per famiglie e adulti e iniziative realizzate con soggetti esterni.
Per la Nuova Biblioteca Centrale sono state presentate nel catalogo Crescere in Città 2026-2027 sette attività. Complessivamente le proposte consentono di utilizzare lo spazio ragazzi, le balconate, l’Ipogeo e l’area di consultazione dei fondi storici e speciali, lo spazio famiglie e lettura immersiva, l’abside 4-6, l’emeroteca e il Parco del Valentino. Alcuni dei progetti prevedono anche una declinazione per le famiglie e per gli adulti come “Non “sole” mamme”, spazio settimanale di incontro e confronto destinato alle mamme con bambine e bambini da zero a dodici mesi. Accanto agli eventi troveranno spazio attività continuative: gruppi di lettura, laboratori, visite alla scoperta della Biblioteca, percorsi dedicati alle collezioni e iniziative per lo sviluppo delle competenze informative e digitali. Particolare attenzione sarà rivolta ai diversi pubblici della Biblioteca, comprese famiglie, adolescenti e giovani, persone anziane, nuovi cittadini e persone con disabilità.
Il prospetto relativo all’avviso pubblico individua ulteriori proposte, che ampliano e diversificano la programmazione curata direttamente dalle biblioteche civiche. Un primo filone riguarda la promozione della lettura e della narrazione, attraverso incontri tematici, laboratori sul linguaggio, percorsi di scrittura e drammaturgia, progettazione di libri per immagini e attività narrative rivolte anche alle scuole. Alcune proposte prevedono cicli strutturati e forme di partecipazione attiva, come la costruzione collettiva di storie. Un secondo ambito comprende musica, teatro e cinema, con rassegne musicali, lezioni-concerto, prove aperte, attività teatrali e proiezioni cinematografiche. Sono inoltre presenti progetti dedicati alla memoria e alla cultura locale, con particolare riferimento alla storia di Torino e iniziative connesse al rapporto tra la Biblioteca, il Parco del Valentino e le realtà culturali presenti nell’area. Spazio anche all’intercultura, l’inclusione e la pluralità dei linguaggi, attraverso attività di insegnamento dell’italiano, narrazioni provenienti da differenti contesti culturali e percorsi che utilizzano immagini, simboli, video e dimensione tattile come strumenti complementari alla scrittura. Gli aderenti al Patto per la Lettura, le associazioni, le istituzioni culturali e le comunità del territorio potranno contribuire non soltanto alla realizzazione delle iniziative, ma anche alla progressiva costruzione della proposta culturale della Biblioteca.
Le proposte, il cui calendario è ancora in costruzione e partirà agli inizi del prossimo anno, presenteranno formati differenti: singoli appuntamenti, cicli di incontri, laboratori, attività per le scuole, rassegne ed esperienze continuative e saranno inserite nel calendario complessivo delle attività.

 

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