Dal 22 giugno il Museomontagna ospita la mostra WALTER BONATTI Stati di grazia. Un'avventura ai confini dell'uomo. L'obiettivo è quello di mettere in luce avventura ed emozioni proprie dei viaggi di Bonatti, dalle Alpi alle molteplici e irripetibili esperienze nelle regioni più selvagge della Terra, in un percorso che non utilizza solo le immagini, le parole e gli oggetti conservati nell’Archivio dell’alpinista-esploratore, ma propone al visitatore un’esperienza di immersione nei suoi ambienti. A partire dai racconti di Bonatti e da alcune considerazioni raccolte nel corso degli anni, direttamente dalla sua voce, si indaga la sua relazione con l’ambiente naturale.
Per tutta la vita, dalle prime esperienze sulla roccia della Grignetta agli ultimi viaggi di esplorazione, Walter Bonatti andò alla scoperta del mondo e di se stesso. Lo attirava l’avventura, ma non solo: a poco a poco, le sue esperienze nella natura sfociarono in una ricerca che divenne un vero e proprio esperimento condotto su di sé, senza pretese scientifiche ma non per questo meno profondo e stimolante. Bonatti si immerse nella natura selvaggia fino a fondersi con essa e in alcune circostanze visse quelli che chiamava “stati di grazia”, momenti eccezionali, capaci di risvegliare in lui forze sconosciute e di spingerlo oltre i limiti. Le stesse convinzioni che in montagna lo avevano portato a rinunciare alle innovazioni tecniche per riprendere la tradizione alpinistica d’anteguerra, lo incoraggiarono ad accostarsi senza armi agli animali “feroci”, a condividere esperienze di vita quotidiana con le popolazioni indigene e a confrontarsi, nei luoghi più remoti, con la memoria di un mondo primordiale. Lungo il percorso espositivo, il visitatore incontrerà alcuni oggetti che i racconti del protagonista e la sua storia hanno trasformato in vere e proprie icone: l’attrezzatura alpinistica dei primi anni di attività di Walter; la pagaia del primo viaggio compiuto per “Epoca” nello Yukon; alcuni dei machete usati nel corso delle avventure nella giungla e nelle foreste; i libri d’avventura che gli ispirarono progetti di reportage; lettere e pagine tratti dai diari e dai quaderni. Ci si potrà poi immergere in alcuni ambienti esplorati da Bonatti: la montagna, con una grande installazione multimediale dedicata al Grand Capucin. Ma ricordiamo anche i ghiacci, le foreste e i vulcani a cui sono dedicate tre sale “immersive” che, tramite allestimenti scenografici, restituiscono alcune suggestioni. Infine troveremo la ricostruzione di un angolo dello studio di Walter a Dubino, in Valtellina, con la sua macchina da scrivere e i suoi libri. Si potranno vedere alcuni contenuti video, in parte già conservati nella Cineteca Storica del Museo e in parte arrivati con l’Archivio Bonatti, come gli interessanti video di viaggio realizzati per una collaborazione con la Giuliani a fine anni Sessanta. E ancora, con tecnologia QR code, si potrà ascoltare la voce di Bonatti in alcuni estratti audio da un’intervista realizzata nel 1987 da Silvia Metzeltin per la RSI – Radiotelevisione svizzera
La mostra è il punto di arrivo di un lungo lavoro di riordino, studio, catalogazione e digitalizzazione dei materiali dell’Archivio Bonatti, donato al Museo dalla famiglia Vicario, erede dell’alpinista-esploratore all’inizio di agosto del 2016. Una vera miniera di memorie: 63 metri lineari di documenti cartacei, 150.000 fototipi (stampe, diapositive, negativi e provini a contatto), attrezzi e materiali impiegati nell’attività alpinistica e nei viaggi di esplorazione, oggetti etnici raccolti durante i reportage realizzati per il settimanale “Epoca” nelle regioni più selvagge della Terra, libri, pubblicazioni varie, audio e video, dattiloscritti, relazioni tecniche, appunti, corrispondenza, ecc.). Il complesso intervento sull’Archivio è stato progettato dal Museo con il fine di garantire adeguati standard di trattamento dal punto di vista della conservazione e della fruizione.
Condotto tra il 2017 e il 2020, nella prima fase di mappatura il lavoro è stato svolto con il sostegno del CAI, della Regione Piemonte e della Fondazione CRT, poi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, nell’ambito del progetto Interreg-Alcotra iAlp, per la catalogazione, il riordino e la parziale digitalizzazione che ha portato all'acquisizione di più di 40.000 file di materiale cartaceo, fotografico e audiovisivo, e all’intera riproduzione – in alcuni casi con tecnologia 360° – dell’attrezzatura alpinistica e fotogiornalistica. I lavori sono stati monitorati dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d'Aosta.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo riccamente illustrato, che raccoglie i contributi di Daniela Berta, Veronica Lisino, Leonardo Bizzaro, Luca Calzolari, Roberto Mantovani, Franco Michieli, Angelo Ponta, Angelica Sella.
Tra le preziosità del volume vanno segnalate: la prima foto scattata da Bonatti a 17 anni, gli scatti fotografici inediti realizzati da Mario De Biasi in occasione della straordinaria scalata di Bonatti sul Cervino, nel febbraio del 1965; le fotografie inedite della spedizione al K2 conservate alla Fondazione Sella di Biella; le fotografie inedite della spedizione del 1961 al Rondoy Norte, nelle Ande peruviane, provenienti dall’archivio di Giancarlo Frigieri; numerose fotografie realizzate da Bonatti nel corso delle sue scalate e durante i viaggi di esplorazione; libri e giornali dell’epoca. E ancora: 30 pagine di citazioni di Bonatti, la riproduzione fotografica di parte delle sue attrezzature, la cronologia completa della sua vita e delle sue avventure, e una serie di QR code per ascoltare dal proprio smartphone la voce di Bonatti che commenta le proprie avventure.WALTER BONATTI
Stati di grazia - Un'avventura ai confini dell'uomo
A cura di Angelo Ponta e Roberto Mantovani
Orari di apertura:
martedì, mercoledì, giovedì, sabato, domenica dalle 10.00 alle 18.00
venerdì dalle 12.00 alle 20.00





Nessun commento:
Posta un commento