Dal
16 ottobre 2019 al 23 gennaio 2020 il MAUTO – Museo Nazionale
dell’Automobile di Torino dedica una mostra inedita a Giorgio
Bellia, fotografo principalmente dedito al mondo delle quattro
ruote e collaboratore con le più importanti testate giornalistiche e
riviste italiane e internazionali.
Nello
spazio al primo piano del museo, dedicato alle esposizioni
temporanee, sono esposti 55 suoi scatti affiancati da 4 vetture,
protagoniste di alcune delle opere presenti. Nei suoi lavori Bellia
era solito affiancare alle auto modelle e celebrità, del calibro di
Mastroianni e Steve McQueen, piuttosto che grandi protagonisti
dell’industria automobilistica italiana, a ricreare composizioni
capaci di esaltare ogni particolare dei soggetti, attraverso uno
sguardo poetico e personalissimo. Attentissimo ai paesaggi naturali,
Bellia si è avvicinato alla fotografia all'improvviso, iniziando le
sue sperimentazioni a poco a poco, dando molto spazio a spontaneità
ed improvvisazione. Nell'arco di tre decenni è stato capace di
rimanere fedele a se stesso, ma allo stesso tempo di rinnovarsi,
esplorando nuove strade ed arrivando a lavorare a stretto contatto
con grandi protagonisti dell’industria dell’automobile, tra i
quali Enzo Ferrari e Giovanni Battista Pininfarina.
“Ho
sempre avuto idee che lasciavano la gente sbalordita” - racconta
Giorgio Bellia, giustamente fiero del suo lavoro - “Sono
sempre state di forte impatto. Per esempio riempire un’auto di
palloncini, poi aprirla e farli volare via. Oltre che scenografico,
l’effetto dava anche la dimensione di spaziosità dell’auto”.
Le sue opere hanno infatti il pregio di saper sorprendere lo
spettatore, mai in maniera gratuita.
Oltre
alle stampe fotografiche e alle due gigantografie, la mostra presenta
quattro vetture d’eccezione, che sono state protagoniste
della produzione di Bellia: una Ferrari 308 GTB ritratta ai
piedi di un castello medievale piemontese, con lo scopo di dare
risalto alla carrozzeria; una Cadillac Allantè presso
l’aeroporto di Caselle nel 1987; una Alfa Romeo Giulia Spider
scovata durante una vacanza in Tunisia nel 1962 e arrivata
direttamente dall’Italia; una Dino 246 GT Coupè fotografata
a Villa d’Este sul Lago di Como.
Giorgio
Bellia è espressione dell’ambiente in cui è inserito –
torinese, italiano e internazionale – ma è riuscito a elaborare un
linguaggio peculiare e autonomo, chiaramente riconoscibile. Nel
dicembre 1962 la rivista newyorkese Automobile Quaterly
pubblica una lunga serie di sue fotografie. Il direttore Scott
Bailey descrive Bellia come una voce nuova nel mondo della
fotografia automobilistica. Nel 1969 lo scrittore torinese
Giacomo Gaspardo Moro crea la rivista Auto 70. Bellia
ne è redattore capo e fotografo.


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