mercoledì 16 ottobre 2019

Al Museo dell'Automobile di Torino 55 immagini dell'artista-fotografo Giorgio Bellia, affiancate da quattro vetture protagoniste delle sue opere


Dal 16 ottobre 2019 al 23 gennaio 2020 il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino dedica una mostra inedita a Giorgio Bellia, fotografo principalmente dedito al mondo delle quattro ruote e collaboratore con le più importanti testate giornalistiche e riviste italiane e internazionali.

Nello spazio al primo piano del museo, dedicato alle esposizioni temporanee, sono esposti 55 suoi scatti affiancati da 4 vetture, protagoniste di alcune delle opere presenti. Nei suoi lavori Bellia era solito affiancare alle auto modelle e celebrità, del calibro di Mastroianni e Steve McQueen, piuttosto che grandi protagonisti dell’industria automobilistica italiana, a ricreare composizioni capaci di esaltare ogni particolare dei soggetti, attraverso uno sguardo poetico e personalissimo. Attentissimo ai paesaggi naturali, Bellia si è avvicinato alla fotografia all'improvviso, iniziando le sue sperimentazioni a poco a poco, dando molto spazio a spontaneità ed improvvisazione. Nell'arco di tre decenni è stato capace di rimanere fedele a se stesso, ma allo stesso tempo di rinnovarsi, esplorando nuove strade ed arrivando a lavorare a stretto contatto con grandi protagonisti dell’industria dell’automobile, tra i quali Enzo Ferrari e Giovanni Battista Pininfarina.

Ho sempre avuto idee che lasciavano la gente sbalordita” - racconta Giorgio Bellia, giustamente fiero del suo lavoro - “Sono sempre state di forte impatto. Per esempio riempire un’auto di palloncini, poi aprirla e farli volare via. Oltre che scenografico, l’effetto dava anche la dimensione di spaziosità dell’auto”. Le sue opere hanno infatti il pregio di saper sorprendere lo spettatore, mai in maniera gratuita.

Oltre alle stampe fotografiche e alle due gigantografie, la mostra presenta quattro vetture d’eccezione, che sono state protagoniste della produzione di Bellia: una Ferrari 308 GTB ritratta ai piedi di un castello medievale piemontese, con lo scopo di dare risalto alla carrozzeria; una Cadillac Allantè presso l’aeroporto di Caselle nel 1987; una Alfa Romeo Giulia Spider scovata durante una vacanza in Tunisia nel 1962 e arrivata direttamente dall’Italia; una Dino 246 GT Coupè fotografata a Villa d’Este sul Lago di Como.

Giorgio Bellia è espressione dell’ambiente in cui è inserito – torinese, italiano e internazionale – ma è riuscito a elaborare un linguaggio peculiare e autonomo, chiaramente riconoscibile. Nel dicembre 1962 la rivista newyorkese Automobile Quaterly pubblica una lunga serie di sue fotografie. Il direttore Scott Bailey descrive Bellia come una voce nuova nel mondo della fotografia automobilistica. Nel 1969 lo scrittore torinese Giacomo Gaspardo Moro crea la rivista Auto 70. Bellia ne è redattore capo e fotografo. 




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