mercoledì 16 ottobre 2019

wo/MAN RAY. Le seduzioni della fotografia approdano a Camera attraverso 200 immagini del grande fotografo americano

Dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia ospita wo/MAN RAY. Le seduzioni della fotografia, una mostra a cura di Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola, che racchiude circa duecento fotografie realizzate dal fotografo a partire dagli anni Venti fino alla morte avvenuta nel 1976, tutte dedicate alla donna come fonte di ispirazione primaria. In mostra si trovano alcune delle immagini che hanno fatto la storia della fotografia del XX secolo e che sono entrate nell’immaginario collettivo grazie alla capacità di Man Ray di reinventare non solo il linguaggio fotografico, ma anche la rappresentazione del corpo e del volto, i generi stessi del nudo e del ritratto. Numerose le tecniche utilizzate: rayographs, solarizzazioni, doppie esposizioni. Il corpo femminile è sottoposto a una continua metamorfosi di forme e significati, divenendo di volta in volta forma astratta, oggetto di seduzione, memoria classica, ritratto realista.

Come è ormai prassi a CAMERA" - osserva il Direttore Walter Guadagnini - "abbiamo voluto raccontare un pezzo di storia dell’arte e della fotografia da una prospettiva sorprendente: tutti conoscono Man Ray, i suoi nudi dall’erotismo sensuale, provocatorio e giocoso, ma non altrettanto conosciuta è la storia delle donne che con lui hanno collaborato, vissuto, litigato, che da lui hanno imparato e a lui hanno insegnato, e che si sono rivelate come altrettante protagoniste dell’arte e della fotografia mondiale. In questa nuova prospettiva, ricreiamo un ambiente, raccontiamo una storia in parte inedita ed esponiamo dei capolavori”.

Tra le muse ispiratrici Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, ma soprattutto Juliet, la compagna di una vita a cui è dedicato lo strepitoso portfolio “The Fifty Faces of Juliet” (1943-1944) dove si assiste alla sua straordinaria trasformazione in tante figure diverse, in un gioco di affetti e seduzioni, citazioni e provocazioni. 

Queste donne sono state, a loro volta, grandi artiste e la mostra si concentra anche su questo aspetto, presentando un corpus di opere riferite in particolare agli anni Trenta e Quaranta, ossia quelli della loro più diretta frequentazione con Man Ray e con l’ambiente dell’avanguardia dada e surrealista parigina. Ecco allora gli splendidi ritratti di Berenice Abbott o le stranianti visioni della quotidianità di Lee Miller e di Dora Maar: figure che oggi ottengono i meritati riconoscimenti al loro lavoro artistico, all’interno di una generale revisione dei modi di narrazione della storia dell’arte del Novecento. A rappresentare l’opera di Berenice Abbott sono i ritratti scattati tra il 1926 e il 1938 a Parigi e a New York, capitali dell’arte di avanguardia della prima metà del XX secolo, come quello iconico a Eugene Atget o James Joyce. Dora Maar è presente con opere riconducibili ad un linguaggio di street photography e di paesaggio come in “Gaminaux Chaussures Dépareillés” (1933). L’indagine del corpo femminile è il fulcro del lavoro di Lee Miller, con numerosi autoritratti e nudi di modelle e modelli che lavoravano con lei sia in ambito di ricerca che di fotografia di moda. 

Emanuele Chieli, Presidente di CAMERA, sottolinea: “Questa mostra rappresenta un nuovo, importante passo nel percorso di ricerca e di presentazione al pubblico intrapreso da CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia ormai quattro anni orsono: si tratta infatti non solo della prima mostra di CAMERA dedicata a un grande maestro della storia della fotografia mondiale del XX secolo, ma anche dell’approccio nuovo a un tema così attuale come quello del ruolo della donna all’interno di ogni ambito della società, compreso quello artistico”.

Una mostra da non perdere, un grande repertorio di immagini a disposizione del pubblico reso possibile grazie alla collaborazione con numerose istituzionie gallerie nazionali e internazionali. dallo CSAC di Parma all’ASAC di Venezia; dal Lee Miller Archive del Sussex al Mast di Bologna alla Fondazione Marconi di Milano. Realtà che hanno contribuito, tanto con i prestiti quanto con le proprie competenze scientifiche, a rendere il più esaustiva possibile tale ricognizione su uno dei periodi più innovativi del Novecento, con autentici capolavori dell’arte fotografica come i portfoli “Electricitè” (1931)e il rarissimo “Lesmannequins. Résurrection des mannequins” (1938), testimonianza unica di uno degli eventi cruciali della storia del surrealismo e delle pratiche espositive del XX secolo, l’Exposition Internationale du Surréalisme di Parigi del 1938.

La mostra è accompagnata da un catalogo contenente la riproduzione delle opere esposte, i saggi dei curatori e di altri studiosi, nonché essenziali note bio-bibliografiche. 

CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18

Orari di apertura
Lunedì 11.00 - 19.00
Martedì Chiuso

Mercoledì 11.00 - 19.00
Giovedì 11.00 - 21.00
Venerdì 11.00 - 19.00
Sabato 11.00 - 19.00
Domenica 11.00 - 19.00

Biglietti Ingresso Intero € 10
Ingresso Ridotto € 6, fino a 26 anni, oltre 70 anni
Soci Touring Club Italiano, Amici della Fondazione per l’Architettura, iscritti all’Ordine degli Architetti, iscritti AIACE, iscritti Enjoy, soci Slow Food, soci Centro Congressi Unione Industriale Torino, possessori Card MenoUnoPiuSei.
Possessori del biglietto di ingresso di: Gallerie d’Italia (Milano, Napoli, Vicenza), Museo Nazionale del Cinema, MAO, Palazzo Madama, Borgo Medievale, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna, Forte di Bard, MEF - Museo Ettore Fico, FIAF.
Ingresso Gratuito
Bambini fino a 12 anni
Possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte, possessori Torino+Piemonte Card, possessori tessera ICOM.
Visitatori portatori di handicap e un loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria.
Servizio di biglietteria e prevendita a cura di Vivaticket.



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