martedì 26 novembre 2019

All'Accademia Albertina di Torino la presentazione del libro di Paola Stroppiana sui gioielli d'artista del XX e XXI secolo

Riparte martedì 26 novembre, alle ore 18, il ciclo “Le conversazioni dell’Albertina", che si svolge presso la Sala Azzurra dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Il primo appuntamento è dedicato alla presentazione del libro “Scultura Aurea. Gioielli d’artista per un nuovo Rinascimento” di Paola Stroppiana (Gli Ori, 2019), realizzato in occasione della mostra presentata presso il Palazzo Ducale di Urbino la scorsa estate.
  
Il volume prende in esame la produzione orafa di oltre 40 tra i più noti artisti internazionali del XX e del XXI secolo, da Salvador Dalí a Pablo Picasso, da De Chirico a Man Ray, dai fratelli Pomodoro ad Anish Kappoor, Enrico Castellani e Giulio Paolini, che parallelamente alla loro attività di pittori e scultori hanno declinato nel gioiello la loro ricerca, azzerando il divario creatosi tra arti maggiori e arti minori, così come nel Rinascimento.

"Il problema della committenza (e quella della fruizione) è il dramma del nostro tempo, come asseriva Gio’ Pomodoro" - spiega l'autrice Paola Stroppiana - "in mancanza di essa, forse il germe del rinnovamento è da rintracciare nei contesti determinati da particolari condizioni storico-economiche che influiscono sull’aspetto culturale, e quindi sul costume: nella forza della tradizione della Scuola delle Marche, che si perpetua in esiti di grande creatività; nelle cristalline intuizioni di imprenditori – mecenati del Secondo Dopoguerra, come Masenza e i fratelli Fumanti a Roma e Gian Carlo e Teresa Montebello a Milano, in grado di tracciare un solco nella storia del gioiello del XX secolo, modelli validi ancora oggi; nella intraprendenza di illuminati galleristi dei nostri giorni che con mostre di livello museale promuovono la conoscenza, la diffusione e la produzione di gioielli di artisti contemporanei presso nuovi pubblici e collezionisti che ne scoprono (o riscoprono) il valore intrinseco di opera d’arte, anche da un punto di vista dell’investimento".


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