Dall'1
al 7 dicembre 2019 la Ossimoro
Art Gallery
di via Carlo Ignazio Giulio 6 a Torino aderisce al progetto artistico
e sociale Rosso
Indelebile
dell’artista e curatrice Rosalba
Castelli,
in corso a partire dal 24 ottobre ed esteso tramite le associazioni
Artemixia
e Eikòn
a un collettivo di artisti che si pone come obiettivo quello della
sensibilizzazione attraverso l’Arte, dell’informazione sul tema
della violenza di genere e domestica e della prevenzione finalizzata
alla lotta del fenomeno stesso (maggiori info:
www.rossoindelebile.it).
Con
l'intento di contribuire a dar voce a chi non ne ha abbastanza,
domenica 1 dicembre dalle ore 17 alle 19 verrà presentato il
progetto artistico photo/video/painting "ROSSO INDELEBILE"
di Rosalba Castelli, Alessandra Ferrua e Anna Olmo
realizzato al Museo del Carcere "Le Nuove". Per
l'occasione verrà effettuata la performance MUTA LA PELLE: Le
Clannicros di Margaret Lanterman, Rosalba Castelli,
Cristina Schembari e Claudia Ap, su lettura del testo
"Rosso Indelebile" con voce narrante di Angela Vuolo
e musicata dalla violinista Cécile DelzAnt.
Rosso
Indelebile si articola in tre parti. Anna Olmo ha realizzato
un video che "diventa un'ossessione,
così forte da deformare la percezione di se stessi e del nostro
corpo. Un dolore
fisso che torna come un disturbo
continuo, in ogni momento, entra in ogni sguardo, in ogni movimento.
E non lascia più vivere, letteralmente.Torna quando non te lo
aspetti, come il segnale disturbato della tv che disallinea
le immagini... e le ricompone sempre
nella stessa ossessione.: la stanza con le pareti rosse da cui non si
esce, una trappola dove ogni tentativo è vano".
Rosalba
Castelli ha prodotto un’installazione in cui la tela si
trasforma in una delle pareti della ricostruzione in legno e sbarre
di ferro, di una delle piccole celle del Museo del Carcere “Le
Nuove”. In quella cella, l’artista e performer ha agito per un
giorno intero nell’interiorizzazione del senso di soffocamento e di
prigionia di una donna violata nella carne e nello spirito, deprivata
della propria libertà, soggiogata e schiacciata da una situazione
che è troppo grande per le proprie forze. Una situazione che è
solida e muta come le pareti della cella, fredda e deprimente come le
sbarre che incontra lo sguardo dell’osservatore prima di posarsi
sul dipinto. La violenza subita imprigiona l’anima come quella
stanza fa con il corpo. Sulle pareti i segni dei vani tentativi di
fuga e la scritta “indelebile” che è la cicatrice che rimane
sulla pelle di un sangue che non si riesce a levare, che non serve a
nulla cercare di lavare. Il corpo è spogliato di tutto perché ciò
che resta è solo più rassegnazione e silenzio che grida dentro.
Alessandra
Ferrua ha selezionato 21 fotografie tra gli scatti fatti durante
il lavoro al Carcere “Le Nuove”, con l'intento di suggerire
all’osservatore un percorso, il cui inizio è rappresentato
dall’ingresso nel carcere, metafora della violenza, e la fine
dall’uscita. Il percorso centrale è caratterizzato inizialmente da
toni scuri e cupi che si trasformano in immagini caleisdoscopiche
volte a rappresentare un’elaborazione che porta poi ad altre
immagini sempre più chiare fino ad arrivare alla liberazione dalla
condizione di violenza. La scelta del bianco e nero viene motivata da
Ferrua per mezzo di una citazione di Ted Grant: “Quando si
fotografano le persone a colori, si fotografano i loro vestiti, ma
quando si fotografano in bianco e nero, si fotografano le loro anime.
(Ted Grant)”.
Rosso
Indelebile vuole mostrare, raccontare, denunciare, gridare il
dolore e la paura provocate dalla violenza di genere e domestica
attraverso l'arte. Vuole dare coraggio e supporto a chi non ce la fa.
Vuole suggerire una speranza di giustizia, indicare una via di uscita
alla vergogna, una cura all’offesa.
La
mostra Rosso Indelebile è ad ingresso libero e visitabile dal
lunedì al sabato in orario 14 - 19.

Nessun commento:
Posta un commento