domenica 1 dicembre 2019

Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo le pelli senza corpo dell'artista Berlinde De Bruyckere che inducono il visitatore a riflettere sulla sua condizione esitenziale

Sono opere decisamente forti quelle esposte alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nella mostra ALETHEIA, la  monografica dedicata a Berlinde De Bruyckere (Gand, 1964) e curata di Irene Calderoni. Le sue sculture monumentali, che vanno ad occupare tutti gli spazi espositivi della Fondazione, si ispirano ad un luogo che l'artista ha visitato nel passato recente e che, da allora, ha influenzato tutta la sua pratica artistica: un laboratorio per la lavorazione delle pelli ad Anderlecht, in Belgio.

E' facile immaginare lo scenario di un luogo dove le pelli degli animali, appena strappate, vengono impilate su larghi bancali e ricoperte di sale, per preservarle in funzione di trattamenti successivi. L'estrema violenza che si è perpetrata è evidente, recente, ma sembra attutirsi in gesti rituali di cura partecipe. Per De Bruyckere si tratta di un ottimo spunto di riflessione sulla complessa relazione tra la vita e la morte, tra Eros e Thanatos, da tempo al centro della sua ricerca artistica.

In questo momento storico" - afferma l'artista - "in cui proliferano estremismo e razzismo, in cui compassione e solidarietà sono     inariditi, in cui vediamo troppe somiglianze con l'inquietudine degli anni trenta che ha preceduto le mostruosità innominabili dell'Olocausto e quella particolare diffamazione della civiltà è persino negata da persone con troppo potere politico, sento l'esigenza di proporre immagini audaci, forti. Voglio portare quella stanza al pubblico. Come una esperienza fisica, immersiva”.

Ecco allora apparire in mostra una serie di sculture monumentali che vanno a culminare in una grande installazione finale, realizzate partendo proprio dalle pelli, di cui l'artista effettua un calco in cera, per poi passare alla loro piegatura, drappeggiatura, costrizione e deformazione. L'intento è quello di rappresentare metaforicamente il tema della sofferenza degli esseri viventi, utilizzando le pelli animali come allusione al corpo tramite la sua assenza, Per poi alludere al dramma indicibile delle tragedie che caratterizzano il nostro tempo a una scala senza precedenti. 

La mostra sarà visibile fino al 15 marzo 2020.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
via Modane 16, Torino
www.fsrr.org





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