Fino
al 26 gennaio la GAM celebra il centenario
della nascita di Primo Levi ospitando negli spazi
della Wunderkammer, per la prima volta in Italia, una
selezione di opere in filo metallico realizzate dallo
scrittore.
La
mostra, in collaborazione con il Centro Internazionale di
Studi Primo Levi, è a cura di Fabio Levi e
Guido Vaglio, con il progetto di allestimento di Gianfranco
Cavaglià e con la collaborazione di Anna Rita Bertorello.
Gli oggetti in
filo di rame, che risalgono indicativamente al periodo
1955/1975, presentanoun forte carattere intimo e domestico e sono
stati realizzati ad uso personale o per essere regalati agli
amici più cari. Il materiale utilizzato è generalmente il filo di
rame, materiale di cui poteva disporre in
quantità grazie al suo lavoro di chimico.
L’approccio alla
mostra quindi non deve essere quello classico con cui
si osserva un’opera d’arte, ma un accostamento ad
oggetti frutto della fantasia e dell’abilità manuale di
Levi, una sorta di gioco. Ottima la qualità dei
manufatti, nei quali la precisione scientifica del particolare si
accompagna ad un’impronta artistica impressionista. Gli
animali sono la prima fonte di ispirazione, ma non mancano le
creature fantastiche e la figura umana.
Ne
emerge il ritratto di un uomo dalle molte competenze e
sensibilità, ben al di là dell’immagine univoca, a tratti
limitante, di testimone della persecuzione e della deportazione. La
formazione del chimico si affianca ad una solida cultura
letteraria classica, alla passione per le lingue, le etimologie
e i giochi di parole; senza trascurare il fantastico, l’ironia
e l’umorismo, una curiosità aperta per le più recenti espressioni
artistiche, un interesse vivo per la matematica, la fisica, le
scienze naturali.
Non
va poi dimenticata la grande importanza attribuita da Levi al
lavoro manuale in particolare, alla “mano artefice”, perché - ci
ricorda lo stesso Levi - imparare a fare una cosa è ben
diverso dall’imparare una cosa. Comprendere la materia è
comprendere il mondo, ricordando che la Materia è “la
grande antagonista dello Spirito”. Nel rivendicare la nobiltà
della tecnica si può leggere anche un rifiuto culturale e
politico dei fondamenti dell’educazione
fascista con l’imposizione del modello gentiliano in
ambito scolastico.
Al
posto delle didascalie sono proposte, con una certa
libertà, citazioni letterarie. Sono parole tratte per lo più
dall’opera di Levi e, in qualche caso, da alcuni dei suoi autori
prediletti. Con il rischio di qualche arbitrarietà, naturalmente, ma
con il conforto delle parole dello stesso Levi, quando afferma: “Non
conosco noia maggiore di un curriculum di letture ordinato, e credo
invece negli accostamenti impossibili”.
La
visione delle opere esposte, quindi, insieme con i documenti, le
immagini e gli oggetti presentati nella vetrina centrale, posono
consentire al visitatore di costruirsi un’immagine più
sfaccettata e completa di Primo Levi, di “entrare nel
varco e dare uno sguardo all’ecosistema che alberga insospettato
nelle mie viscere, saprofiti, uccelli diurni e notturni, rampicanti,
farfalle, grilli e muffe”.
Il Centro
Internazionale di Studi Primo Levi rivolge le sue attività
di ricerca a tutti i lettori e studiosi dello scrittore torinese,
presenti in ogni parte del mondo. Ha sede a Torino, la città dove
Levi ha vissuto, e raccoglie le edizioni delle sue opere, le numerose
traduzioni pubblicate in decine di lingue, la bibliografia critica e
ogni forma di documentazione sulla sua figura e sulla ricezione
dell’opera. Il Centro offre inoltre un sostegno alle ricerche degli
studiosi e realizza proprie iniziative. Il Centro è
un’associazione costituita nel 2008, i cui soci sono la Regione
Piemonte, il Comune e la Città metropolitana di Torino, la Compagnia
di San Paolo, la Comunità Ebraica di Torino, i figli di Primo Levi.
GAM
– GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Via
Magenta, 31
tel.
+39 011.4429518 – +39 011.4436907
email: gam@fondazionetorinomusei.it
Orari
di apertura:
da
martedì a domenica: 10.00 - 18.00, lunedì chiuso.
Biglietti:
Intero 10,00€ Ridotto 8,00€
Ingresso
gratuito Abbonamento Musei e Torino Card


Nessun commento:
Posta un commento