Avete
già visitato la mostra “Sulle sponde del Tigri. Suggestioni dalle
collezioni archeologiche del MAO da Seleucia e Coche”, in corso al
MAO Museo d’Arte Orientale (via San Domenico 11 a Torino) fino al
12 gennaio 2020? Approfittatene giovedì 5 dicembre, visto che alle
ore 18 potrete partecipare ad una conferenza di
approfondimento e riflessione sugli scavi delle due città
della Mesopotamia centrale, sul ruolo del Centro Ricerche
Archeologiche e Scavi di Torino e sull’utilizzo delle nuove
tecnologie in ambito archeologico e divulgativo.
Al
dibattito interverranno cinque studiosi che prenderanno in esame
diverse tematiche:
·
-
Enrico Foietta - Assegnista di Ricerca presso il
Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, Centro
Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e
l'Asia.
“Collezioni
(in)visibili. Un progetto per Torino”
Il
progetto Collezioni (in)visibili, nato grazie alla sinergia di
vari enti torinesi (MAO Museo di Arte Orientale, Centro Ricerche
Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia,
Università di Torino, Politecnico di Torino) e finanziato dalla
Fondazione CRT, ha un duplice ambizioso obiettivo, da un lato la
conclusione della schedatura iniziata vent’anni fa di 1566
importanti reperti della vita quotidiana provenienti dagli antichi
insediamenti di Seleucia e Coche/Veh Ardashir - città della
Mesopotamia centrale di epoca ellenistica, partica e sasanide - e
dall’altro la fruizione tramite database, piattaforme online e
mostre di questa collezione unica conservata a Torino.
·
- Jacopo Bruno - Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di
Torino per il Medio Oriente e l’Asia.
“Imperi
e Capitali. Seleucia e Coche tra Mediterraneo e Cina”
La
storia di due grandi capitali, Seleucia e Coche/Veh Ardashir, si
intreccia con quella degli Imperi che le hanno fondate, controllate o
conquistate nel corso dei secoli. All’interno dell’area
archeologica di Al-Madain - “le città” - si susseguirono gli
sforzi di Seleucidi, Parti e Sasanidi orientati da un lato verso
l’occidente mediterraneo e dall’altro verso l’oriente asiatico.
·
-
Ilaria Bucci - Dottoranda presso il Birkbeck
College (University of London), Centro Ricerche Archeologiche e Scavi
di Torino per il Medio Oriente e l’Asia.
“La
riscoperta di un mondo globale. Le ricerche torinesi nell'area di
al-Mada'in”
In
seguito agli accordi tra l’Iraq (State Organization of Antiquities
and Heritage) e il Centro Scavi di Torino, alla fine degli anni ‘60
del secolo scorso fu trasferita a Torino un’ingente quantità di
materiali archeologici portati alla luce nel corso delle campagne
d’indagine condotte nei siti di Seleucia e Coche/Veh Ardashir.
L’intervento si concentrerà sulla storia delle ricerche
archeologiche, con l’intento di fornire un inquadramento del
ricchissimo patrimonio delle collezioni torinesi, e sulle vicende
che, dal momento della loro scoperta, hanno condotto questi manufatti
nell’agosto del 2016 al MAO Museo d’Arte Orientale.
·
- Alessandra Cellerino - Docente a contratto di Archeologia e
Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico presso il Dipartimento
di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università
di Torino, borsista di ricerca presso il Dipartimento di Studi
Storici dell’Università di Torino, Centro Ricerche Archeologiche e
Scavi di Torino per il Medio Oriente e l'Asia.
“La
cultura materiale di Seleucia e Coche”
I
materiali dagli scavi archeologici di Seleucia e Coche/Veh Ardashir
trasferiti a Torino negli anni ’60 del secolo scorso annoverano
diverse tipologie di oggetti. Spiccano per abbondanza ceramiche e
terrecotte figurate, ma vi sono anche numerosi oggetti in metallo, in
osso e in pietra, vasellame in vetro, monete ed elementi
architettonici che offrono un quadro vivace della vita quotidiana dei
due grandi siti. La provenienza di questi reperti da un contesto
archeologico certo e ben documentato e la straordinaria varietà e
quantità dei manufatti rendono questa collezione un unicum
all’interno del panorama museale europeo e un punto di riferimento
imprescindibile per lo studio della cultura materiale e per la
ricostruzione delle vicende storiche dei periodi seleucide, partico e
sasanide.
·
-
Alessandro Fiori - Docente a contratto presso il
Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino
“Dall’argilla
al digitale. L’apporto dell’informatica alla divulgazione
archeologica”
Le
nuove tecnologie e le “collezioni (in)visibili” sono due mondi
lontani? Grazie ai protagonisti invisibili, i database, scopriremo
come queste due realtà possono incontrarsi con l'obiettivo di una
divulgazione della cultura sempre più alla portata di tutti.
L'ingresso
all'incontro è libero fino ad esaurimento posti disponibili.
Leggete della mostra a questo link

Nessun commento:
Posta un commento