Nelle
Sale Chiablese (Piazzetta Reale) fino all’8 marzo 2020 è
visitabile la mostra Konrad Mägi. La luce del Nord,
dedicata all’artista considerato il capostipite della pittura
estone moderna, spesso assimilato ad artisti come Vincent Van Gogh e
Alfred Sisley, con cui ha in
comune l’uso audace degli effetti luminosi.
La
mostra, curata dallo storico dell’arte Eero
Epner in collaborazione con la direzione dei Musei Reali, ricorda la ricorrenza dei 100 anni dalla visita di Konrad
Mägi in Italia e, con oltre cinquanta opere (paesaggi, ritratti e disegni),
è una delle personali più grandi mai
realizzate in Europa. Le opere provengono dal Museo Nazionale d’Arte
dell’Estonia e dal Museo d’Arte di Tartu, oltre che dalle collezioni private di
Enn Kunila e Peeter Värnik e da quelle della Società degli studenti estoni.
L’opera
di Konrad Mägi, realizzata attraverso una pittura di paesaggio tesa e talvolta onirica,
racconta al continente europeo il fascino della natura del Nord, i grandi cieli e i bagliori del tramonto, i
laghi, le campagne distese e le scogliere a picco sul mare. Mägi sfiora tutte
le correnti senza mai farne propria nessuna. Ama la natura e la dipinge come se stesse facendo un ritratto; al
contrario, i suoi pochi ritratti di persone sono realizzati come se stesse
dipingendo la natura, che percepisce come uno spazio metafisico e sacro.
Anarchico, eccentrico, sognatore e utopista, Mägi è un artista unico
nel panorama europeo del primo ventennio del Novecento, per il suo
approccio alla pittura e, più in generale, alla vita. Come scrisse egli stesso
nel 1906: “Prima o poi bisogna andare a vedere il mondo, anche a costo della
vita, perché non fa differenza come uno muore e dove muore”.
La
mostra Konrad Mägi. La luce del Nord per la direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella
è al contempo una scoperta e una sfida: “Sono certa che le opere di Konrad Mägi saranno per
il pubblico dei Musei Reali una scoperta e una sfida. La scoperta di un artista ancora poco noto e,
insieme, del suo mondo,
fatto di esperienze e di contatti che, partendo dall’Estonia, uniscono San Pietroburgo a Parigi e a Roma.
Una sfida, perché la poetica di Mägi, pur così diretta, incrocia segni di culture artistiche - Art
Nouveau, fauves, impressionismo,
espressionismo - che devono essere interpretati alla luce di un’ispirazione peculiare e
personale, come suggestioni che provengono da terre lontane dentro un solco di sapore quasi etnografico. Una
pittura che scrive, con i
suoi mezzi di forma, di colore e di luce, un pezzo di storia europea”.
Un
film-documentario su Konrad
Mägi, appositamente realizzato per la mostra dalla regista estone Marianne Kõrver, sarà proiettato
nell’ultima sala espositiva. Il documentario si concentra sulla personalità
contradditoria e in parte inesplicabile di Mägi, che si riflette in forme
diverse anche nelle sue opere. La storia appassionata e autodistruttiva delle
ricerche metafisiche dell’artista, unita a un certo mistero che circonda sia la
sua vita che la sua arte, offrono allo spettatore la possibilità di fare
esperienza della sua opera in modo molto personale e partecipato. Vari
scrittori, storici dell’arte e studiosi estoni (Tiina Abel, Tõnu Õnnepalu, Eha
Komissarov, Veiko Õunpuu, Hasso Krull, Lauri Sommer, Marek Tamm, Jaan Elken ja
Kristi Kongi) descrivono la personale relazione di Konrad Mägi con l’arte e
spiegano il contesto in cui essa si è sviluppata.
L’allestimento
della mostra è curato da Tõnis Saadoja e
il design grafico da Kätlin Tischler.
L’organizzazione della mostra è coordinata dal Museo Nazionale d’Arte dell’Estonia e supportata dalla Fondazione Konrad Mägi.
Al
termine dell’esposizione torinese, la mostra continuerà il suo viaggio facendo tappa
nell’autunno 2021 al museo EMMA di Espoo, in Finlandia.
Mägi
nasce in un ambiente rurale dell’Estonia meridionale nel 1878 e nel 1889 si
sposta con la famiglia a Tartu, dove comincia a lavorare come apprendista falegname.
Poco più che ventenne inizia la sua formazione artistica nella scuola di
arti industriali di San Pietroburgo ma, già inquieto, abbandona la città nel 1906
per trasferirsi in Finlandia, nelle isole Åland, dove realizza i suoi primi dipinti.
Nel 1907 approda a Parigi, dove vive per un anno, lottando con i disagicausati
dalla povertà e dalle difficoltà di inserimento nell’ambiente artistico della
metropoli. Nel 1908 è in Norvegia, dove dipinge intensamente, creando la base
per le prime esposizioni di Tartu e di Tallin (1910), che gli daranno grande
notorietà consentendogli un altro viaggio a Parigi. Ma già nel 1912 fa definitivamente
ritorno in Estonia, dove lavora come insegnante d’Arte. L’ultima
sua fase creativa coincide, nel 1921, con il viaggio in Italia, dove realizza
luminose vedute di Roma, di Capri e di Venezia. Tornato in patria egravemente
malato, si spegne nel 1925, all’età di quarantasette anni. “Sono
un figlio del Nord, e tutto ciò che sono è una parte del suo popolo
e della sua natura selvaggia. Ovunque mi trovi, il Nord sarà sempre
la mia patria (nel senso più ampio). Amo la natura aspra e malinconica
del Nord, e quei vividi lampi di luce che gli artisti nordici sanno
esprimere” (Konrad Mägi, dicembre 1907)



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