Il
fascino delle corti islamiche torna protagonista al MAO Museo
d’Arte Orientale (via San Domenico 11 a Torino) grazie agli
incontri con Sherif El Sebaie, fellow del Simposio
Internazionale di Arte Islamica Hamad Bin Khalifa dell’Università
della Virginia e consulente in fase di allestimento della Galleria
dei Paesi Islamici dell’Asia del museo torinese.
Si
passerà dal caffè, prodigiosa bevanda dagli effetti discussi
- tanto da essere vietata per un certo periodo dai religiosi - alla
giada, proveniente dalla lontana Cina ed esclusivamente
destinata alla realizzazione di preziosi recipienti da cui i Sultani
sorseggiavano il vino; dai riflessi delle incredibili pietre
incastonate dei gioielli dei sovrani Moghul a quelli delle
piastrelle che rivestono le principali moschee e palazzi del
mondo islamico e che tanto hanno ispirato l’arte decorativa
occidentale; dagli automi medievali, che destarono enorme
stupore alla corte di Carlo Magno, fino alle spettacolari feste
dei Sultani ottomani, che abbagliarono stuoli di ambasciatori
occidentali.
Eccovi
il programma:
Mercoledì
11 dicembre alle ore 18
Kahve.
Un caffè col Sultano.
Dalla
sua scoperta sugli altipiani etiopi, il caffè è approdato nello
Yemen, per poi toccare le coste del Mar Rosso, La Mecca e Medina e
arrivare al Cairo e ad Istanbul, da cui ha infine raggiunto l’Europa.
Dai palazzi del potere alle case da gioco, passando per i caffè
letterari, Sherif El Sebaie accompagnerà il pubblico in un percorso
che illustrerà come la passione per “il vino d’Arabia” abbia
attraversato paesi, culture, tradizioni e ceti sociali, adattandosi a
divieti e pratiche religiose, rituali e cerimonie di corte, con
particolare attenzione al consumo del caffè alla corte dei Sultani
di Istanbul ma anche nelle strade e nei locali dei paesi musulmani
contemporanei.
Splendori
dell’India Mughal: gioielli delle corti indiane.
Fin
dall’antichità l’India è stata patria di una tradizione orafa
di estrema raffinatezza e terra ricca di pietre preziose: gli
impareggiabili diamanti di Golconda, gli spettacolari zaffiri del
Kashmir, gli spinelli del Badakhshan, i rubini dello Sri Lanka e le
perle del Golfo Persico. Così quando i Moghul assursero al potere,
nel XVI secolo, i loro maestri gioiellieri elevarono l’oreficeria a
vera e propria forma d’arte e parte integrante dell’abbigliamento
e dello stile di vita quotidiano. Sherif El Sebaie condurrà i
partecipanti in un viaggio lungo cinque secoli di pura bellezza e
indiscussa maestria artigiana: dai discendenti di Gengis Khan e
Tamerlano ai grandi Maharaja e le loro committenze presso le celebri
maison europee.
Mercoledì
19 febbraio ore 18
Verde
immortale: la giada dagli Imperatori Euroasiatici a Cartier.
La
giada ha sempre goduto di ampia venerazione nel contesto delle
culture euroasiatiche. Largamente usata in Cina ma anche in Turchia,
Persia e India, per secoli il suo valore ha ampiamente superato
quello dell’oro e dell’argento, tanto da essere esclusivamente
destinata agli intagliatori che lavoravano per le corti più potenti
del mondo asiatico. Sherif El Sebaie illustrerà un’incredibile e
suggestiva varietà di oggetti di giada prodotti nell'Iran islamico,
nell’India Mughal e nella Turchia Ottomana come prova visiva e
tangibile del fertile scambio culturale e artistico tra l'Asia
orientale e il mondo islamico.
Mercoledì
11 marzo ore 18
Alla
luce del sole. Le piastrelle nell’arte islamica.
Una
delle forme decorative più spettacolari dell’arte islamica è
quella delle decorazioni parietali in piastrelle di ceramica. Per più
di mille anni, gli artigiani musulmani hanno mostrato un'abilità e
un ingegno che hanno del miracoloso, rivelando una straordinaria
padronanza di forma, funzione e design. Dal Marocco all'India, il
loro lavoro adorna moschee e minareti, palazzi e mausolei, ed ha
ispirato artisti e designer europei. Sherif El Sebaie ci porterà
alla scoperta di questo manufatto decorativo, insieme semplice e
sontuoso, mettendone in piena luce la ricchezza, la varietà di
motivi e disegni sempre in relazione con le strutture
architettoniche.
Macchine
meravigliose del Medioevo islamico.
Nel
Corano, l’acqua viene indicata quale “segno” su cui è chiamata
a riflettere gente “dotata d’intelletto”. Ma quando gli uomini
cominciarono a comprendere le leggi che reggono il mondo, lo stupore
non fu più religioso o magico, ma soltanto giocoso. L’acqua
divenne il mezzo per mettere in movimento ciò che per sua natura è
inanimato ed immobile: gli automi. Molti automi avevano precise
finalità pratiche ma altri erano semplicemente destinati a suscitare
meraviglia e stupore nelle corti musulmane e in quelle occidentali
dove gli automi giungevano come doni. Sherif El Sebaie racconterà,
illustrandoli nel dettaglio, la storia, i meccanismi e le
funzionalità di queste “macchine meravigliose”.
Mercoledì
20 maggio ore 18
40
giorni e 40 notti. Le feste dei sultani ottomani
Ai
sultani ottomani piacevano le feste ed ogni occasione era buona per
darne una: la circoncisione dei principi, la conquista di una città
nei balcani, la rottura del digiuno del Ramadan, la partenza della
carovana per il pellegrinaggio, l’investitura di un nuovo sovrano.
Fuochi d’artificio ed automi, danze e spettacoli teatrali,
giocolieri ed acrobati, artigiani e uomini d’armi, tutti davano un
loro contributo nell’omaggiare, con grandiosi spettacoli, il potere
della Sublime Porta. Sherif El Sebaie ci porterà alla scoperta delle
sfarzose atmosfere delle feste dell’Impero Ottomano, illustrate
attraverso gli incredibili dettagli contenuti nelle miniature dei
manoscritti dell’epoca.
Ritrovo
e inizio ore 18.
COSTO
5 € ad appuntamento.
Non
è necessaria la prenotazione. Ingresso fino ad esaurimento posti
disponibili.



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