La
Galleria Franco Noero, nella sede di Piazza Carignano 2 (mar-sab ore 12-20), ospita fino
all’11 gennaio 2020 A-A’, B-B’, sesta mostra personale di Simon
Starling a Torino. Il progetto si articola in due parti. La prima si è svolta presso il "The Modern Institute" di Glasgow fino alla
fine di ottobre 2019 ed è seguita dalla mostra a Torino. Il titolo, A-A’,
B-B’, fa riferimento a due cesure: una di circa duecento anni fa
riguarda il Mosè salvato dalle acque, opera di Giovanni Battista
Tiepolo; l’altra, ad opera dell’artista, su una Fiat 125 Special
di colore blu, una delle auto preferite di Giovanni Agnelli.
La
capacità di Starling nell’individuare punti di contatto in storie
a prima vista inconciliabili tra loro lega infatti il taglio del
dipinto all’iconica figura dell’imprenditore. Mosè salvato dalle
acque, realizzato tra il 1736 e il 1738 circa, trae ispirazione dal
racconto biblico, ma fu reinterpretato, come consuetudine all’epoca,
nel contesto mondano delle corti del XVII secolo. Agli inizi del XIX
secolo il dipinto fu tagliato in due parti di dimensioni diverse:
Mosè salvato dalle acque, parte più tradizionale, venne separata da
quella più anticonvenzionale dell’Alabardiere in un paesaggio. La
prima sezione, più grande, è conservata presso la Galleria
Nazionale di Scozia, mentre la seconda entra a far parte prima della
collezione privata degli Agnelli e successivamente si lega in
permanenza alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino.
L’affascinante storia del dipinto diviso di Tiepolo è la fonte di
ispirazione per Starling per la costruzione di un intreccio narrativo
al quale prende parte la figura di Giovanni Agnelli. Nonostante lo
stile di vita elegante e raffinato, Agnelli ha sempre dimostrato
empatia e solidarietà con la città e con i lavoratori della sua
fabbrica anche con la scelta delle automobili a lui appartenute.
Infatti, oltre a modelli fuoriserie, Agnelli possedeva una collezione
di auto di serie personalizzate con sobrietà discreta lontana da
clamorosi eccessi. Non a caso era spesso visto alla guida di una Fiat
125 Special, una berlina di serie destinata all’uso delle famiglie.
L’unicità della sua targa, tuttavia, A00000 TO, faceva riferimento
al titolo che lo accompagnava, L’Avvocato, e segnalava alle persone
la sua presenza in città.
La
capacità di Starling nell’individuare punti di contatto in storie
a prima vista inconciliabili tra loro lega infatti il taglio del
dipinto all’iconica figura dell’imprenditore. Mosè salvato dalle
acque, realizzato tra il 1736 e il 1738 circa, trae ispirazione dal
racconto biblico, ma fu reinterpretato, come consuetudine all’epoca,
nel contesto mondano delle corti del XVII secolo. Agli inizi del XIX
secolo il dipinto fu tagliato in due parti di dimensioni diverse:
Mosè salvato dalle acque, parte più tradizionale, venne separata da
quella più anticonvenzionale dell’Alabardiere in un paesaggio. La
prima sezione, più grande, è conservata presso la Galleria
Nazionale di Scozia, mentre la seconda entra a far parte prima della
collezione privata degli Agnelli e successivamente si lega in
permanenza alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino.
L’affascinante storia del dipinto diviso di Tiepolo è la fonte di
ispirazione per Starling per la costruzione di un intreccio narrativo
al quale prende parte la figura di Giovanni Agnelli. Nonostante lo
stile di vita elegante e raffinato, Agnelli ha sempre dimostrato
empatia e solidarietà con la città e con i lavoratori della sua
fabbrica anche con la scelta delle automobili a lui appartenute.
Infatti, oltre a modelli fuoriserie, Agnelli possedeva una collezione
di auto di serie personalizzate con sobrietà discreta lontana da
clamorosi eccessi. Non a caso era spesso visto alla guida di una Fiat
125 Special, una berlina di serie destinata all’uso delle famiglie.
L’unicità della sua targa, tuttavia, A00000 TO, faceva riferimento
al titolo che lo accompagnava, L’Avvocato, e segnalava alle persone
la sua presenza in città.
Il
progetto di Starling prevede che le due installazioni si fondano in
un processo di trasposizione e trasmutazione, sia geografica che
materiale. Mosè salvato dalle acque, conservato in Scozia, è stato
fotografato dall’artista e successivamente stampato in scala 1:1
per la mostra in Piazza Carignano a Torino, luogo in cui si
custodisce il suo corrispettivo di più contenute dimensioni. Di
contro la riproduzione fotografica del quadro torinese, l’Alabardiere
in un paesaggio, è attualmente esposta presso The Modern Institute di
Glasgow. La divisione del quadro in due parti troncate trova seguito
nel taglio materiale di uno dei modelli di auto preferite da Agnelli,
una fiat 125 Special blu. L’automobile è stata accuratamente
sezionata in due parti rispettando le proporzioni con le quali il
quadro di Tiepolo è stato diviso. Nella mostra di Glasgow è esposta
la parte più ampia dell’auto insieme alla riproduzione
dell’Alabardiere in un paesaggio di Torino, mentre quella
posteriore, più piccola, si giustappone alla riproduzione fotografia
del dipinto più grande conservato in Scozia.
Nella mostra
sono poi inclusi due autoritratti dell’artista sotto altre vesti:
due schematiche armature in ferro indossano maschere prodotte in
collaborazione con il maestro Yasuo Miichi, mascheraio del teatro
Noh. Una di esse prende le sembianze di Gianni Agnelli e l’altra
dell’alabardiere di Tiepolo. I calchi della mano destra
dell’artista rivestiti di pelle donano ulteriore definizione alle
figure stilizzate. Nell’opera in cui l’artista si ritrae come
Gianni Agnelli la mano sorregge la commedia nera Trumpets and
Raspberries di Dario Fo (Clacson, Trombette e Pernacchie), nella
quale si parla di uno scambio di identità tra Agnelli e un operaio
della Fiat. In unas econda scultura l’artista assume invece la
stess aposa della figura del dipinto di Tiepolo con in mano
un’alabarda e lo sguardo rivolto a destra.
Le mani appaiono
nuovamente in una serie di tre dagherrotipi dal titolo Hand of the
Artist’s Father, Hand of the Artist, Hand of the Artist’s Son
(Mano del Padre dell’Artista, Mano dell’Artista, Mano del Figlio
dell’Artista). Queste immagini fatte di ombre – realizzate su
fogli a specchio di rame placcato d’argento – riverberano una
sull’altra, al pari del tempo che trasforma e lascia segni su una
mano che sembra essere sempre la stessa. La qualità regale delle ambientazioni di Tiepolo viene associata alla produzione di auto della Fiat della fine degli anni Sessanta in un ulteriore gioco di intrecci: una serie di foto realizzate nello studio fotografico che si trova nel distretto della fabbrica di Mirafiori a Torino ritraggono levrieri di razza. Gli ambienti di grandi dimensioni dotati di fondali bianchi e ininterrotti, progettati per fotografare le automobili, diventano inaspettatamente il giusto contorno per ritrarre dei purosangue – di solito bianchi – allevati da secoli con l’intento di costante perfezionamento della loro estetica.
Simon Starling (Epsom, 1967) vive e lavora a Copenaghen. Starling ha vinto il Turner Prize nel 2005 ed è stato selezionato per il premio Hugo Boss nel 2004. Il suo lavoro è stato oggetto di esposizioni personali presso istituzioni pubbliche e private internazionali, tra le quali:Frac Ile-de-France, Le Plateau, Parigi (2019), Musée regional d'art contemporain, Sérignan, Francia (2017), Japan Society, New York, USA (2016), Museo Experimental El Eco, Città del Messico, Messico (2015), The Art Club of Chicago e Museum of Contemporary Art, Chicago, USA (2014), Monash University Museum of Art, Melbourne, Australia (2013),Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda, Germania (2013), Tate Britain, Londra (2013; 2009), Hiroshima City Museum of Contemporary Art, Hiroshima, Giappone (2011), Massachusetts Museum of Contemporary Art, North Adams, USA (2008), Power Plant, Toronto, Canada (2008), Musée d'art contemporain du Vel-de-Marne, Vitry-sur-Seine Francia e Temporäre Kunsthalle Berlin, Berlino, Germania (2009). Tra biennali e le mostre collettive internazionali ricordiamo la partecipazione a: 16° Biennale di Istanbul (2019), 12° Biennale di Shanghai (2018), Manifesta 12, Palermo (2018), 53° Biennale di Venezia, Padiglione Scozia (2009), Biennale di Lione (2007), 8° Biennale di Sharjah (2007), 26a Biennale di San Paolo (2004), 50° Biennale di Venezia (2003).

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