martedì 7 gennaio 2020

A-A', B-B'. Alla Galleria Franco Noero di piazza Carignano il progetto in due parti di Simon Starling che intreccia il Tiepolo con Giovanni Agnelli


La Galleria Franco Noero, nella sede di Piazza Carignano 2 (mar-sab ore 12-20), ospita fino all’11 gennaio 2020 A-A’, B-B’, sesta mostra personale di Simon Starling a Torino. Il progetto si articola in due parti. La prima si è svolta presso il "The Modern Institute" di Glasgow fino alla fine di ottobre 2019 ed è seguita dalla mostra a Torino. Il titolo, A-A’, B-B’, fa riferimento a due cesure: una di circa duecento anni fa riguarda il Mosè salvato dalle acque, opera di Giovanni Battista Tiepolo; l’altra, ad opera dell’artista, su una Fiat 125 Special di colore blu, una delle auto preferite di Giovanni Agnelli

La capacità di Starling nell’individuare punti di contatto in storie a prima vista inconciliabili tra loro lega infatti il taglio del dipinto all’iconica figura dell’imprenditore. Mosè salvato dalle acque, realizzato tra il 1736 e il 1738 circa, trae ispirazione dal racconto biblico, ma fu reinterpretato, come consuetudine all’epoca, nel contesto mondano delle corti del XVII secolo. Agli inizi del XIX secolo il dipinto fu tagliato in due parti di dimensioni diverse: Mosè salvato dalle acque, parte più tradizionale, venne separata da quella più anticonvenzionale dell’Alabardiere in un paesaggio. La prima sezione, più grande, è conservata presso la Galleria Nazionale di Scozia, mentre la seconda entra a far parte prima della collezione privata degli Agnelli e successivamente si lega in permanenza alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino. L’affascinante storia del dipinto diviso di Tiepolo è la fonte di ispirazione per Starling per la costruzione di un intreccio narrativo al quale prende parte la figura di Giovanni Agnelli. Nonostante lo stile di vita elegante e raffinato, Agnelli ha sempre dimostrato empatia e solidarietà con la città e con i lavoratori della sua fabbrica anche con la scelta delle automobili a lui appartenute. Infatti, oltre a modelli fuoriserie, Agnelli possedeva una collezione di auto di serie personalizzate con sobrietà discreta lontana da clamorosi eccessi. Non a caso era spesso visto alla guida di una Fiat 125 Special, una berlina di serie destinata all’uso delle famiglie. L’unicità della sua targa, tuttavia, A00000 TO, faceva riferimento al titolo che lo accompagnava, L’Avvocato, e segnalava alle persone la sua presenza in città.
Il progetto di Starling prevede che le due installazioni si fondano in un processo di trasposizione e trasmutazione, sia geografica che materiale. Mosè salvato dalle acque, conservato in Scozia, è stato fotografato dall’artista e successivamente stampato in scala 1:1 per la mostra in Piazza Carignano a Torino, luogo in cui si custodisce il suo corrispettivo di più contenute dimensioni. Di contro la riproduzione fotografica del quadro torinese, l’Alabardiere in un paesaggio, è attualmente esposta presso The Modern Institute di Glasgow. La divisione del quadro in due parti troncate trova seguito nel taglio materiale di uno dei modelli di auto preferite da Agnelli, una fiat 125 Special blu. L’automobile è stata accuratamente sezionata in due parti rispettando le proporzioni con le quali il quadro di Tiepolo è stato diviso. Nella mostra di Glasgow è esposta la parte più ampia dell’auto insieme alla riproduzione dell’Alabardiere in un paesaggio di Torino, mentre quella posteriore, più piccola, si giustappone alla riproduzione fotografia del dipinto più grande conservato in Scozia.
 

Nella mostra sono poi inclusi due autoritratti dell’artista sotto altre vesti: due schematiche armature in ferro indossano maschere prodotte in collaborazione con il maestro Yasuo Miichi, mascheraio del teatro Noh. Una di esse prende le sembianze di Gianni Agnelli e l’altra dell’alabardiere di Tiepolo. I calchi della mano destra dell’artista rivestiti di pelle donano ulteriore definizione alle figure stilizzate. Nell’opera in cui l’artista si ritrae come Gianni Agnelli la mano sorregge la commedia nera Trumpets and Raspberries di Dario Fo (Clacson, Trombette e Pernacchie), nella quale si parla di uno scambio di identità tra Agnelli e un operaio della Fiat. In unas econda scultura l’artista assume invece la stess aposa della figura del dipinto di Tiepolo con in mano un’alabarda e lo sguardo rivolto a destra. 

Le mani appaiono nuovamente in una serie di tre dagherrotipi dal titolo Hand of the Artist’s Father, Hand of the Artist, Hand of the Artist’s Son (Mano del Padre dell’Artista, Mano dell’Artista, Mano del Figlio dell’Artista). Queste immagini fatte di ombre – realizzate su fogli a specchio di rame placcato d’argento – riverberano una sull’altra, al pari del tempo che trasforma e lascia segni su una mano che sembra essere sempre la stessa.

La qualità regale delle ambientazioni di Tiepolo viene associata alla produzione di auto della Fiat della fine degli anni Sessanta in un ulteriore gioco di intrecci: una serie di foto realizzate nello studio fotografico che si trova nel distretto della fabbrica di Mirafiori a Torino ritraggono levrieri di razza. Gli ambienti di grandi dimensioni dotati di fondali bianchi e ininterrotti, progettati per fotografare le automobili, diventano inaspettatamente il giusto contorno per ritrarre dei purosangue – di solito bianchi – allevati da secoli con l’intento di costante perfezionamento della loro estetica.

Simon Starling (Epsom, 1967) vive e lavora a Copenaghen. Starling ha vinto il Turner Prize nel 2005 ed è stato selezionato per il premio Hugo Boss nel 2004. Il suo lavoro è stato oggetto di esposizioni personali presso istituzioni pubbliche e private internazionali, tra le quali:Frac Ile-de-France, Le Plateau, Parigi (2019), Musée regional d'art contemporain, Sérignan, Francia (2017), Japan Society, New York, USA (2016), Museo Experimental El Eco, Città del Messico, Messico (2015), The Art Club of Chicago e Museum of Contemporary Art, Chicago, USA (2014), Monash University Museum of Art, Melbourne, Australia (2013),Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda, Germania (2013), Tate Britain, Londra (2013; 2009), Hiroshima City Museum of Contemporary Art, Hiroshima, Giappone (2011), Massachusetts Museum of Contemporary Art, North Adams, USA (2008), Power Plant, Toronto, Canada (2008), Musée d'art contemporain du Vel-de-Marne, Vitry-sur-Seine Francia e Temporäre Kunsthalle Berlin, Berlino, Germania (2009). Tra biennali e le mostre collettive internazionali ricordiamo la partecipazione a: 16° Biennale di Istanbul (2019), 12° Biennale di Shanghai (2018), Manifesta 12, Palermo (2018), 53° Biennale di Venezia, Padiglione Scozia (2009), Biennale di Lione (2007), 8° Biennale di Sharjah (2007), 26a Biennale di San Paolo (2004), 50° Biennale di Venezia (2003).


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