mercoledì 25 marzo 2020

Coronavirus, nuovo decreto di Conte: multe fino a 3mila euro per i trasgressori, ma i positivi in giro rischiano fino a 5 anni di reclusione

Durante la conferenza stampa il premier Giuseppe Conte ha presentato i punti salienti del nuovo Decreto, che introduce sanzioni più dure per chi viola le norme anti contagio disposte per contrastare l’emergenza coronavirus. 

"Il nostro assetto non prevedeva un’emergenza di questo tipo" - ha spiegato Conte in diretta - "Abbiamo deliberato l’adozione di un decreto legge che riordina la disciplina anche dei provvedimenti che stiamo adottando in questa fase emergenziale”.

Mentre una prima bozza pubblicata, che non doveva in realtà esserlo, parlava di multe fino a 4 mila euro per i trasgressori e di un prolungamento dell'emergenza fino al 31 luglio 2020, il Premier ha spiegato che si tratta di un errore di interpretazione. In particolare il 31 luglio è certamente la data massima per ora prevista per mantenere le misure, ma si spera vivamente che il pericolo rientri assai prima. Le misure restrittive adottate dal governo nel decreto del 23 marzo restano quindi in vigore almeno fino al 3 aprile.

Per i trasgressori delle regole anti-contagio la multa sarà maggiore di prima, da 400 a 3.000 euro, ma non ci sarà il fermo amministrativo per i veicoli. Può  però essere punito da 1 a 5 anni di carcere chi, consapevole di essere positivo, esce intenzionalmente di casa.

Guardate qui il video della conferenza stampa di Conte:




Il Decreto del 25 marzo prevede le seguenti 29 regole e limitazioni, secondo quanto riportato dall’Ansa, che coprono tutte le materie già discusse dai precedenti Dpcm e le regolamentano:
  • Limitazione della circolazione delle persone, compresa la possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora, o di entrare o uscire dal territorio nazionale, se non per spostamenti individuali, limitati nel tempo e nello spazio e motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni.
  • Chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici.
  • Divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali.
  • Quarantena per chi ha avuto contatti stretti con contagiati
  • Divieto assoluto di uscire di casa per i positivi.
  • Limiti o stop a riunioni o assembramenti in luoghi pubblici.
  • Niente eventi e riunioni, anche culturali, ludiche, sportive, ricreative e religiose.
  • Sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell’ingresso nelle chiese.
  • Chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.
  • Sospensione di congressi e convegni, solo videoconferenze.
  • Limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati.
  • Limiti o stop ad attività ludiche o sportive all’aperto.
  • Possibilità di ridurre o sospendere i trasporti pubblici.
  • Sospensione o chiusura di tutte le scuole e le università, anche per gli anziani, i master e i corsi professionali, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.
  • Stop a gemellaggi e viaggi di istruzione
  • Limitazione o chiusura dei musei e luoghi culturali.
  • Limitazione della presenza fisica negli uffici pubblici, salve le attività indifferibili e i servizi essenziali, puntando prioritariamente sullo smart working.
  • Limitazione o sospensione dei concorsi, salvo a distanza.
  • Limitazione o sospensione per i negozi, ad eccezione di quelle che garantiscono beni alimentari e di prima necessità che devono comunque assicurare le distanze anti contagio.
  • Limitazione o sospensione per bar e ristoranti.
  • Limitazione o sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale.
  • Limitazione a fiere e mercati, salvo quelli alimentari.
  • Specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei pazienti al Pronto soccorso.
  • Limitazione dell’accesso di parenti in ospedali, hospice, residenze sanitarie e per gli anziani, nonché nelle carceri.
  • Obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale per chi è transitato o ha sostato in zone a rischio epidemiologico indicate da Oms o dal Ministero della Salute.
  • Disporre misure di informazione e di prevenzione.
  • Lavoro agile anche in deroga alle discipline vigenti.
  • Previsione che le attività consentite si svolgano evitando assembramenti e rispettando distanza e protocolli anti contagio;
  • Possibilità per il prefetto di autorizzare deroghe alle varie limitazioni.



Nessun commento:

Posta un commento