domenica 29 marzo 2020

Palazzo Falletti di Barolo aderisce su Facebook alla campagna Mibact #iorestoacasa pubblicando quotidianamente alcune chicche storiche dai vasti archivi dell'Opera Barolo

Anche Palazzo Falletti di Barolo, costretto alla chiusura forzata dei suoi appartamenti storici  per il contenimento dell’epidemia da Convid-19, non manca di elargire quotidianamente sulla sua pagina Facebook ( www.facebook.com/palazzobarolo/ ) alcune pillole di storia, aderendo così all'invito mosso del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali a partecipare alla campagna social #iorestoacasa

Con l'aggiunta dell'hashtag #laculturanontilasciasolo vengono così raccontati i segreti della sua casa, attraverso i documenti più curiosi e inediti dei suoi due archivi: l’Archivio Storico della famiglia Falletti di Barolo e famiglie collegate (1066-1906) e l’Archivio Storico dell’Opera Pia Barolo (1864-1992). 


In totale l'Opera Barolo custodisce oltre 20.000 unità archivistiche, migliaia di mappe e disegni, fotografie d’epoca per un totale di circa 250 metri lineari di documentazione, che offrono molteplici spunti di lettura e di indagine scientifica. Questo enorme e prezioso patrimonio documentarioè stato oggetto di recupero, riordino e inventariazionenegli anni dal 2008 al 2015, grazie al sostegno della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo, avvalendosi dellacollaborazione tecnico-professionale degli archivisti della Società Cooperativa Culturalpe.

Un pizzico di storia:

Palazzo Falletti di Barolo è uno dei più significativi e meglio conservati esempi di residenza
Gli ultimi proprietari furono Carlo Tancredi e Giulia Colbert di Maulévrier, sposati a Parigi nel 1806 che lo trasformarono nel più celebre salotto torinese del Risorgimento, ma anche un autentico centro di carità cristiana, di innovazione sociale. In quegli stessi anni i Marchesi, legati da un profondo senso di amicizia, accolsero Silvio Pellico, in qualità di segretario e bibliotecario.
Dalla morte di Giulia, nel 1864, il Palazzo è sede dell’Opera Barolo, l’Ente creato per disposizione testamentaria al coltivare il patrimonio di valori al servizio della Città.
Anche grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Regione Piemonte, il Palazzo è stato completamente restaurato. Gli appartamenti storici sono aperti al pubblico come casa museo. Il Palazzo è inoltre sede dell’Archivio Storico delle Famiglie che lo abitarono, del MUSLI-Museo del Libro e della Scuola dell’Infanzia che fa capo alla Fondazione Tancredi di Barolo e, in collaborazione con l’Assessorato alle politiche sociali della Città, del PARI-il Polo delle arti relazionali e irregolari.
nobiliare seicentesca. Alla fine del XVII secolo Ottavio Provana di Druent affidò a Gian Francesco Baroncelli la ristrutturazione del palazzo di famiglia e incaricò artisti lombardi, romani e genovesi per la decorazione dei suoi interni. Alla morte del conte, il Palazzo passò ai Falletti di Barolo che commissionarono a Benedetto Alfieri l’aggiornamento decorativo di alcuni ambienti del primo piano.


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