Avete
mai pensato di realizzare una foto “imperfetta”? No, non intendo
sapere quante volte avete sbagliato nello scattare una fotografia...
Quello capita un po' a tutti... Alludo proprio a un'inquadratura realizzata appositamente con
qualche paramentro “fuori dai canoni estetici tradizionali".
Se
siete stati tra i fortunati ad aver visitato la mostra Helmut Newton. Works alla GAM prima dell'emergenza coronavirus o
comunque se rientrate tra gli estimatori del celebre fotografo tedesco,
probabilmente avrete notato che alcuni dei suoi scatti, in
particolare quelli di moda, presentano alcune irregolarità, come ad
esempio un’orizzonte che non è precisamente orizzontale.
Questo
fatto poco conosciuto è stato messo in luce durante la conferenza
stampa di presentazione della mostra dal critico della Fotografia
Denis
Curti
che,
tra l'altro, ne parla in un videoclip pubblicato sul canale
YouTube della GAM.
“Spesso cerco
di fare delle ‘brutte foto’ - sosteneva infatti Helmut Newton -
Certo non posso fare a meno di lavorare meticolosamente, ma mi piace
che le fotografie sembrino sbagliate... Preferisco i colori sparati,
che fanno pensare a un errore nello sviluppo… Mi capita di tenere
la macchina un po’ di traverso, quanto basta perché la foto non
sia troppo perfetta”.
Il motivo di tale
scelta, per nulla banale, deriva dal fatto che l’imperfezione
contribuisce a rendere più credibile la fotografia e ad inserire lo
scatto in una dimensione di maggiore realtà.
Detto questo, siete
tutti invitati a pubblicare anche voi su Instagram una vostra “foto
sbagliata”, magari realizzata proprio in questi giorni tra le
pareti domestiche, con l’hashtag #fotoimperfetteGAM.
Però mi raccomando: una foto imperfetta non significa una
foto brutta. L’errore deve
essere sempre funzionale al racconto, volto a donare maggiore forza e
carattere: un orizzonte storto può donare dinamicità a una scena,
così come un mosso creativo può renderla più drammatica. Quindi
l'errore deve essere chiaramente voluto, con l'intento di rendere più
vivo lo scatto secondo un scelta ragionata, che va motivata con una
spiegazione plausibile.
Le foto che
arriveranno saranno subito pubblicate nelle stories di
Instagram della GAM. Infine, non appena sarà possibile riaprire il
museo, saranno stampate grazie alla collaborazione di Nikon
Italia, con l’idea di realizzare un wall
dedicato all’interno degli spazi del Dipartimento Educazione,
che sarà inaugurato con una grande festa.

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