La
cultura ha urgente bisogno di ripartire e lo farà dal 2 giugno,
quando a Torino riapriranno tutti i musei senza prenotazione
obbligatoria. Ma anche con il progetto "Torino a cielo aperto" che
la Commissione Cultura del Comune sta elaborando da diverse
settimane.
Ne
ha parlato ieri in conferenza stampa l'assessora Francesca
Leon, ricordando che nei mesi di marzo e aprile le perdite del
settore cultura sul territorio regionale sono state davvero troppe,
tra eventi annullati, musei chiusi, spettacoli rimandati. Si parla di
una cifra intorno ai 12 milioni di euro, che è destinata secondo le
stime a crescere ancora di più entro fine anno, arrivando a toccare
i 45 milioni, di cui 30 solo sull'area torinese. Ad aggravare la
situazione dei lavoratori del settore il fatto che nell'area
metropolitana solo il 39% abbia avuto accesso agli
ammortizzatori sociali inseriti nel "Cura Italia”, il 33% se
si prende in considerazione l’intera regione. Di questi il 26% non
ha avuto accesso a strumenti di sostegno al reddito, il 24% se si
prende in considerazione l’intera regione; il 21% non è dato
saperlo.
"L'apertura
dei musei partirà probabilmente in sordina" - ha commentato
Francesca Leon - "e proprio per questa ragione abbiamo
deciso di non rendere obbligatorie le prenotazioni. Difficilmente i
musei saranno affollati di gente nei prossimi giorni, quindi più
che mai crediamo che sia necessario puntare sugli spettacoli dal vivo
all'aperto, coinvolgendo piazze, cortili condominiali, parchi, aree
mercatali e pedonali, per trasformarli in vere e proprie arene
cinematografiche o teatrali. Penso ad esempio all'area tennis
dello Sporting di Torino pensata per gli Atp Finals in programma nel
2021, che entro agosto verrà utilizzata per degli spettacoli. Mentre
come aree cinema sono in fase di valutazione la Piazzetta Reale, il
Castello del Valentino, Parco Dora, Parco Peccei e lo
Spazio 211".
‘Torino
a cielo aperto’ vorrebbe trasformare anche alcuni cortili in
teatro, grazie alla collaborazione dell'assessore Marco Giusta e
della Fondazione Contrada, che tiene solitamente i rapporti con i
condomini. Un modo tra l'altro per incentivare ancora di più la
comunanza degli spazi di prossimità.
Nel frattempo
riapriranno anche le biblioteche, pur con molte limitazioni.
All'inizio si potrà solo prenotare e restituire i libri. Tutte le
operazioni dovranno essere attuate in un regime di massima sicurezza:
oltre a mantenere le distanze tra gli utenti e provvedere alla
presenza di gel disinfettante, il deposito dei libri dovrà essere
effettuato solo in appositi contenitori, perchè dovranno restare in
quarantena per almeno tre giorni, visto che questo dovrebbe essere il
periodo necessario affinchè il virus perda la sua pericolosità.

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