venerdì 15 maggio 2020

I N T E R P L A Y 20/20. Il festival di danza contemporanea di Torino diventa Digital e propone sul web gli spettacoli programmati nei teatri, in attesa delle rassegne autunnali

INTERPLAY, il festival di danza contemporanea di Torino che proprio quest’anno compie 20 anni, data l’emergenza Coronavirus diventa INTERPLAY 20/20 digital e propone un programma ricco e articolato di spettacoli in streaming, video, recensioni, interviste e incontri virtuali: dal 20 al 30 maggio il format sarà digitale. Ma metà del festival sarà posticipato tra settembre e novembre, ospitato presso rassegne autunnali. In scena 10 compagnie a maggio e 13 da settembre; più di 100 artisti provenienti da 14 nazioni diverse.

Il team guidato da Natalia Casorati ha scelto di portare sul web, tramite streaming e dirette web in simultanea con i coreografi, la sezione degli spettacoli programmati nei teatri. Parallelamente vengono posticipati gli spettacoli che si sarebbero realizzati in site specific o in urbano, trovando ospitalità in altre manifestazioni. 
 
In una fase complessa come questa, un segnale di resilienza come quello che INTERPLAY vuole offrire ci da l’occasione per guardare avanti con fiducia e mettere al centro dell’attenzione il mondo dell’arte e della danza in particolare – dichiara Natalìa Casorati, direttore artistico del festival – mi auguro che INTERPLAY20/20 digital rappresenti uno stimolo positivo per tutti coloro che sentono fortissima la mancanza dello spettacolo dal vivo e magari una occasione di scoperta, da casa propria, per chi non aveva ancora approcciato il nostro mondo.

Il tema del festival 2020 è quello della sfida: scelto prima della pandemia di COVID19, diviene oggi ancora più urgente e attuale. La sfida, la competizione vista come gara per la supremazia, sta mettendo a nudo le debolezze e fragilità dei singoli rispetto alla natura, troppo maltrattata, e verso un sistema che lascia molti ai margini della società, che difficilmente accoglie e riconosce “gli altri” come parte di sé. 
 
La sfida verso il mondo e i sui sistemi che fanno della competizione un modus vivendi; la sfida tramite la rabbia drammatica e spettacolare di “Sopra di me il diluvio” di ENZO COSIMI, lavoro ispirato dal rapporto doloroso dell’uomo con la natura nella società contemporanea, ma anche la provocazione nell’ironica supremazia per un’impossibile bellezza in “Graces” di SILVIA GRIBAUDI
 
Oppure quella dirompente dei giovani protagonisti di “To da Bone”, undici danzatori da tutta Europa, selezionati dai coreografi della compagnia (LA)HORDE – alla guida del Ballet National de Marseille dal settembre del 2019 con il loro manifesto artistico potente e rivoluzionario - tra coloro che vivono e sperimentano ai margini della scena, per raccontarci della loro lotta per emergere e affermarsi nelle anonime periferie delle grandi città. La competizione nella danza ripetitiva e ipnotica del nordico ARNO SCHUITEMAKER o per la supremazia economica nel duetto della belga lituana VILMA PITRINAITE. E ancora la competizione nella performance del vietnamita TU HOANG, dove la dinamica della relazione innesca nei due personaggi una gara per la vittoria con la conseguente nascita di nuove barriere che dividono e non uniscono. Svelare e quindi sfidare il nostro sistema socioeconomico è sfrontatamente giudicato nell’ironico lavoro di CARLO MASSARI dei C&C. 
 
Affronta la sfida dei grandi classici la compagnia TARDITO/RENDINA, che porta in scena il loro spettacolo di culto: “Gonzago’s Rose (1999), una “classica” storia d’amore colorata con delicata ironia e tragicità, che compie 20 anni di repliche.

La sfida di INTERPLAY 20/20 continua anche in autunno, in collaborazione con i migliori organizzatori di manifestazioni di danza e performance contemporanea in Piemonte. In questa seconda parte del festival la sfida dei coreografi si sposta nelle piazze delle città, nelle gallerie d’arte, nei centri commerciali, per incontrare il pubblico e rinnovare, in questo contesto nuovo e da immaginare, il patto di valore con l’arte.

Per la sezione di danza in urbano, sempre in linea con i progetti di formazione del pubblico, si alterneranno nel contesto dei Blitz Metropolitani spettacoli di affermate compagnie internazionali e nazionalia performance con danzatori professionisti e non, diretti da coreografi di chiara fama, per un progetto di inclusione coreografica. Brevi performance, minipillole di danza site specific, esportabili in contesti urbani insoliti sono la ricetta ideale per i danzatori della NOD-Nuova Officina per la Danza, polo di riferimento in Europa per la diffusione della grande coreografia, guidati alla creazione dalle coreografe LUCIA MORETTI e dalla tedesca SITA OSTHEIMER, e i danzatori amatoriali che seguono il Laboratorio di Ricerca e Composizione Il Corpo Intuitivo, condotto da DANIELE NINARELLO.

Le battaglie virtuali per la supremazia fisica nel lavoro di MARIO COCCETTI, la lotta contro la solitudine per un mondo che ti vuole diverso da come sei del duo russo FARFORYO, competizione e sopravvivenza nel solo di SARA SGUOTTI, che sfida lo sguardo del pubblico creando danza a misura di spettatore e nella sfida di CHIARA BERSANI che, alta 98 cm, si autoproclama “carne, muscoli e ossa dell’Unicorno” e ci regala in scena un canto solitario dove lei, nella sua costante sfida alla vita da performerdiversamente abile, si dona al suo fragile e sradicato animale immaginario.Ma anche la sfida nell’affrontare il mare aperto per raggiungere un “posto ideale”, tema toccato dal coreografo spagnolo ASIER ZABALETA. O quella che affrontano i quattro giovani coreografi dello spettacolo “Who Cares? Ecologia del dialogo” per il Progetto Sedimenti, tutti provenienti da paesi diversi, qualcuno scappato dalla violenza della guerra, lavorano sul tema dell’ecologia, dei disastri ambientali e della forza positiva della comunità, argomento oggi sempre più attuale. L’ambiente la natura sono temi ricorrenti anche nel lavoro dei DEWEY DELL, live concert dove la musica potente è completamente al servizio del linguaggio coreografico. Come già la compagnia Tardito/Rendina anche IKER GOMEZ esplora i grandi classici portando in urbano un Lago dei Cigniin chiave molto contemporanea. “Manbuhsa di PABLO GIROLAMI sfida l’uomo esplorando il mondo animale. La performance multidisciplinare che segna la collaborazione tra l’artista visiva GOSIA TURZENIECKA (polacca, classe 1974, di adozione torinese, lavora in Italia e all’estero)e il danz’autore DANIELE NINARELLO renderà pittura la coreografia di Daniele attraverso la manualità e il segno grafico di Gosia: un’opera creata all’istante di cui rimarrà la rappresentazione finale sui muri esterni della Lavanderia a Vapore.

INTERPLAY 20/20digital
20 al 30 maggio 2020, a partire dalla ore 21



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