Tutto il
mondo della musica piange oggi la scomparsa a Bologna, dove
attualmente viveva, del musicista torinese Ezio Bosso, compositore,
pianista e direttore d'orchestra celebre a livello internazionale per
il suo talento e la trascinante energia che riusciva ad esprimere in
concerto.
Ezio Bosso
aveva solo 48 anni, essendo nato il 13 settembre 1971, ma nel 2011, a
seguito di un'operazione al cervello, gli era stata diagnosticata una
malattia neurodegenerativa che progressivamente ha preso il
sopravvento rendendogli il lavoro decisamente più difficoltoso.
Bosso amava
definirsi "pianista per caso" e non si era mai arreso alla
malattia, riproponendosi dal 2015 e salendo alla guida dell’Orchestra
Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia, dell’Orchestra del
Teatro Comunale di Bologna, dell’Orchestra dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia e dell’Orchestra da Camera Lituana.
Aveva acquisito notevole popolarità quando, nel 2016, venne invitato
da Carlo Conti come ospite d’onore al Festival di Sanremo. Proprio
all'Ariston aveva eseguito “Following a Bird”, composizione
contenuta nell’album “The 12th Room”, che era uscito qualche
mese rima senza enormi clamori, ma finì in classifica subito dopo
l’esibizione, e da quel momento il suo nome e la sua arte sono
diventate note al grande pubblico che ha continuato a seguirlo negli
anni a venire. Il musicista si esibiva sul palco senza spartiti,
suonando o dirigendo tutto a memoria. “Quando dirigo è come se
avessi tutti i suoni scritti, […], io li ho davanti, per me è un
contatto visivo. Dirigo con gli occhi, con il sorriso, mando anche
baci quando qualcuno ha fatto bene”.
Bosso aveva
deciso di ritirarsi dalla scena pubblica nel settembre del 2019 ed è
quindi mancato per la degenerarsi delle patologie che lo affliggevano
da anni. Il funerale si svolgerà in forma strettamente privata.

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