E' mancato ieri pomeriggio alle Molinette, dopo una breve, ma terribile malattia, Alberto Vanelli, 76 anni, grande protagonista della cultura piemontese e considerato oggi il padre della Reggia di Venaria.
Di origini friulane, Alberto Vanelli si laureò in Sociologia a Trento nel 1971. Nel 1977 vinse un concorso da funzionario della Regione Piemonte. Tre anni dopo, con un nuovo concorso, divenne dirigente dell'Assessorato alla Cultura e all'Istruzione del medesimo ente. Presso la Regione Piemonte, nel corso degli anni '80 e '90, occupò la posizione di coordinatore dell'Assessorato alla cultura e di direttore regionale della direzione Beni culturali e Università.
Tra le sue numerose imprese di successo nell'ambito culturale è particolarmente ricordato per la rinascita della Reggia di Venaria, essendo stato dal 2008 al 2015 direttore del Consorzio La Venaria Reale. Fu essenzialmente grazie a lui se la splendida residenza sabauda, dopo anni di completo abbandono, è rinata fino a divenire quello che oggi può essere definito come uno dei maggiori luoghi turistici del nostro Piemonte.
Ma i successi di Vanelli furono davvero molteplici. Fu lui ad esempio a curare il restauro del Castello di Rivoli e della Sacra di San Michele. Collaborò attivamente all'istituzione del Museo del Cinema e del Salone del Libro. Promosse l'apertura dell'Università del Piemonte Orientale e la realizzazione dei circuiti regionali “Piemonte in musica” e di “Piemonte a teatro”, oggi “Piemonte dal vivo”. Ed è stato membro del Comitato scientifico dei Musei Reali di Torino a titolo gratuito. Il suo ultimo incarico, portato avanti con l'impegno e l'entusiasmo di sempre, fu quello di Presidente della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani dal 2016 al 2022, che fu costretto a lasciare per motivi di salute.
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