La piccola opera d'arte era stata trafugata proprio dalla GAM nel lontano 1982, insieme ad altre sei ancora mancanti. A seguito di un controllo incrociato con il loro database, i Carabinieri hanno verificato l'origine dell'opera di Delleani consegnata da un'ignara signora ad una casa d'aste bresciana. La donna l'aveva ricevuta da suo padre, il quale a sua volta l'aveva ottenuta a seguito di uno scambio di lavoro per l'installazione di un impianto d'antifurto in una nota galleria d'arte torinese, attualmente non più operante in città. Visto gli anni intercorsi dal fatto, non ci sono ovviamente indagati in questa vicenda.
Lorenzo Delleani (Pollone 1840 - Torino 1908) fu allievo di C. Arienti e A. Gastaldi all'Accademia Albertina di Torino e cominciò col dipingere quadri storici e di genere. A partire dal 1880 si dedicò al paesaggio, annotando con facile prontezza impressioni dal vero. Su questo mutamento influì non poco l'esempio di A. Fontanesi, e forse la presenza di alcuni dipinti di F. De Nittis all'esposizione di Torino del 1880; un viaggio in Olanda (1883) confermò l'artista nel suo nuovo indirizzo. In non pochi dei moltissimi quadri del D. l'impressione è resa con grande intensità nella pennellata rapida e succosa, e nella brillante giustezza dei toni.



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