Il prestito sarà decennale e rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee. Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata, che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.
"E’ un prestito che conferma la forza delle relazioni scientifiche e culturali che il Museo Egizio ha costruito nel tempo con le più prestigiose istituzioni europee – ha dichiarato Christian Greco, Direttore del Museo Egizio – La statua di Amon arricchisce la collezione e il nostro percorso sulla regalità divina e si inserisce perfettamente nel dialogo con le sculture monumentali della Galleria dei Re".
La statua arriva a Torino in occasione della grande ristrutturazione del Palazzo di Karlsruhe in Germania, chiuso al pubblico. Realizzata in calcare e alta 111 centimetri, l'opera è datata tra il 1353 e il 1334 a.C. e rappresenta una significativa testimonianza della scultura egizia di epoca postamarniana. Acquisita dal museo tedesco all'inizio del 1965, la statua raffigura il dio Amon seduto su un trono, con la schiena sostenuta da un pilastro dorsale che arriva fino alla testa. Il dio indossa un gonnellino, un collare e bracciali. Sul capo porta un copricapo su cui originariamente poggiavano le due alte piume caratteristiche di Amon, oggi mancanti. Ciò che rende eccezionale questa scultura è la somiglianza dei lineamenti del volto con quelli di Tutankhamon, in particolare con la celebre maschera funeraria d'oro: gli occhi a mandorla, le guance piene e arrotondate, la bocca chiusa con gli angoli leggermente abbassati e la mascella sporgente restituiscono un'espressione che richiama inequivocabilmente il giovane faraone. La rappresentazione del dio con i lineamenti del sovrano aveva un preciso significato politico e religioso: sanciva il ritorno al culto di Amon dopo la rivoluzione religiosa di Akhenaton e faceva di Tutankhamon l'immagine vivente e il rappresentante di Amon sulla terra. La statua si distingue per il suo stile raffinato, che segna il passaggio dall'arte amarniana – caratterizzata da naturalismo e dolcezza – alla monumentalità tradizionale egizia. Sebbene priva di iscrizioni, l'attribuzione stilistica e la stretta somiglianza con una statua gemella conservata alla Cranbrook Academy (rinvenuta a Deir el-Bahari nel 1858) suggeriscono che l'opera provenga da un'officina tebana e fosse destinata come dono reale ai templi di Karnak o Luxor. La statua celebrava il ritorno del potere del clero di Amon e la rilegittimazione religiosa dopo la persecuzione. Definita "Glanzstück" (pezzo di punta) della collezione tedesca, la statua ha già viaggiato in prestigiose esposizioni internazionali, negli Stati Uniti a Boston nel 1999. In dialogo con la Galleria dei Re La statua sarà collocata nella Galleria dei Re del Museo Egizio, recentemente riallestita in occasione del bicentenario dell'istituzione torinese. Questo inserimento crea un dialogo particolarmente significativo con le altre sculture monumentali della collezione, arricchendo il percorso espositivo dedicato alla statuaria regale e divina dell'antico Egitto. L'opera rimarrà esposta a Torino per dieci anni, offrendo ai visitatori un'opportunità eccezionale di ammirare nel lungo periodo questo raro esempio di statuaria del periodo di transizione postamarniano, prima del suo ritorno a Karlsruhe per la nuova esposizione permanente del museo tedesco.

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