E' nato a Sant’Ambrogio (TO) il Museo Mario Giansone: 750 mq e 7
sale, per 263 opere tra marmi, graniti, legni, bronzi, stencil,
dipinti, xilografie, litografie, incisioni, stencil e arazzi per
restituire a cittadini, appassionati e curiosi l’eredità artistica
e culturale di Mario Giansone (1915-1997), artista torinese tra i
protagonisti più originali dell’arte italiana del Novecento.
Uno
spazio di incontro tra arte, memoria e sperimentazione estetica, che
custodisce e valorizza l’opera di Mario Giansone
con
un allestimento che unisce rigore critico e fruibilità per tutti. Il
museo offre un viaggio immersivo nel mondo creativo dell’artista
torinese, attraverso dipinti, disegni, materiali d’archivio e
installazioni site-specific.

Progettato
come spazio dinamico di cultura, il Museo Giansone non è solo
custode di un patrimonio artistico unico, ma anche centro di ricerca,
dialogo e programmazione culturale. Con circa 170 sculture, 30
quadri, 23 xilografie, 20 disegni, 12 incisioni, 6 litografie, 4
stencil e un arazzo, il Museo si propone come luogo aperto e
accessibile, dove riscoprire il valore della sperimentazione visiva e
riflettere sulle declinazioni contemporanee del fare arte. Un invito
al pubblico a un’esperienza che celebra il genio di Mario Giansone,
la sua visione poetica e il suo contributo duraturo alla storia
dell’arte italiana. Cornice del museo è l’ex Maglificio Fratelli
Bosio.

“Il
ferro, le pietre, i legni più duri, i marmi, le lamiere non sono
bastati a Giansone per placare la sua ansia di dare forma e volume
alla sua anima, alle sue emozioni, alla sua visione dell’umanità,
dell’universo e dell’ultraterreno. Ha disegnato, dipinto, inciso,
imprigionato la luce nei fili del retro degli arazzi, dato forma ed
espressione alle ombre, dato movimento alle pietre per esprimere
concetti o creare sensazioni visive. Il Museo a lui dedicato”
spiega
Giuseppe
Floridia,
Presidente della Fondazione Giansone “si
propone di testimoniare l’impatto emozionale delle sue opere e di
consentire la riscoperta di un importantissimo artista del
Novecento”.
LE
SALE E LE OPERE
“Il
mondo dell'arte tende a storicizzare ogni opera ma le vere opere
d'arte restano sempre contemporanee”
Mario
Giansone, 1915-1997.

L’opera
di Mario Giansone attraversa materiali, tecniche e linguaggi diversi,
dagli arazzi tessuti a mano alle sculture in legno, bronzo e
materiali eterogenei, fino ai dipinti, ai disegni e alle grafiche. Il
percorso si sviluppa su 7 sale, attraverso le quali indaga l'armonia
nascosta delle opere e dei temi dell'artista: il jazz come
espressione del dinamismo del suono e del ballo, la brutalità
della guerra, il fascino delle innovazioni tecnologiche del
'900, i gatti, colti nell’eleganza delle forme, le donne,
espressione di delicato intimismo. Un intimismo, quello di
Giansone, che non di rado cede il passo ad un percorso verso la
spiritualità e la trascendenza. Ogni nucleo di
opere racconta una fase della sua ricerca, documentando l’evoluzione
di un pensiero artistico che si sviluppa dal gesto scultoreo alla
dimensione grafica e pittorica, fino alla sintesi estrema dell’Opera
Omnia, con cui si conclude il percorso di visita.
L'ARTISTA
E LA SUA FILOSOFIA
Le
opere di Mario Giansone sono state esposte alle Quadriennali di
Torino e Roma con un successo crescente, fino alla commessa per
l’Auditorium RAI di Torino e alle opere per la GAM di Torino.
Non
c’è lavoro di Giansone che non sia permeato da uno dei grandi temi
che hanno informato di sé tutta la sua vita e determinato l’unicità
e l’eccezionalità della sua opera e della sua persona.
Mario
Giansone porta con sé cinque grandi temi che possiamo
definire vere e proprie ossessioni artistiche che hanno intriso
profondamente tutte le sue opere.
La
guerra:
la brutalità della guerra resa nelle scene di battaglia così come
nella rappresentazione di carri armati, fucilazioni e deportazione.
La
tecnologia:
l’ammirazione per le meraviglie tecnologiche che hanno
caratterizzato il suo secolo, evidente tanto nelle raffigurazioni di
una pista automobilistica, di un sorpasso o di un aeroporto di notte
quanto nella rappresentazione di elicotteri e aerei, di navi, di
strade invase dalle auto, di cantieri navali e di crogioli di
fonderia.
L'intimismo:
espressione di un delicato intimismo sono, invece, le opere
riconducibili al bisogno di affetti (Leitmotiv della vita
dell’artista), quali: il bacio, le grandi madri, le figure di
donna, gli amanti e i gatti.
La
musica:
i concerti per pianoforte, gli ideogrammi grafici, le ballerine e i
plastici del jazz.
La
trascendenza:
un intimismo che non di rado cede il passo a un percorso verso la
spiritualità e la trascendenza (indotta, quest’ultima, dai
colloqui con Witruna, suo spirito guida), che danno origine a
straordinarie opere, quali: la sala di anatomia, la fecondazione,
l’ombra e l’ascesa dello spirito.
Il
principale strumento di espressione della sua arte è stata la
materia come il granito, il marmo, il legno, il bronzo e il ferro ma
anche fili di rame e di bronzo con lastre di acciaio, alla quale ha
saputo trasfondere potenza espressiva.
È
però nei disegni, di ballerini o di orchestre o di anatomia, oppure
nella raffigurazione appena accennata di figure femminili, che
Giansone inconsciamente rivela la poesia e la dolcezza annidate
dentro il bozzolo che lo separava dal mondo delle relazioni
opportunistiche, proprio quelle che normalmente costituiscono l’humus
sul quale nasce e si sviluppa il successo degli artisti.
Fondazione
Mario Giansone ETS
Museo:
Via Sestriere, 1 – Sant’Ambrogio – 10061
Torino
www.fondazionegiansone.com
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comunicazione@fondazionegiansone.com
+39
3475077292
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