Il Festival si inaugurerà mercoledì 3 giugno con una serata dedicata alla Groenlandia e alla sua storia presentando la versione restaurata di Den store Grønlandsfilm (Il grande film della Groenlandia, 1922), sonorizzata dal vivo dalla band inuit Inuk: un omaggio al territorio-simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali, e un prologo a uno degli argomenti centrali della 29^ edizione – lo scioglimento dei ghiacciai – che ispira anche l’immagine-guida firmata dal regista e disegnatore Roberto Catani.
Il Festival si chiuderà domenica 7 giugno con l’anteprima italiana di Groundswell, ultimo capitolo della trilogia dedicata all’agricoltura rigenerativa dai registi statunitensi Josh e Rebecca Tickell.
I FILM E LE SEZIONI.
L’edizione 2026 presenta 69 film, in arrivo da 30 nazioni, suddivisi in sezioni competitive e proiezioni speciali.
Il Concorso cortometraggi comprende 17 titoli, provenienti da 15 Paesi, tutti presentati in anteprima nazionale, che, nella consueta varietà di temi, stili e tecniche di realizzazione, ritrovano in quest’edizione un denominatore comune nel superamento della rigidità del genere tradizionalmente “ambientale”, con l’abbandono dell’allarmismo e degli aspetti più militanti a favore di storie più personali. La crisi climatica è ormai data per scontata e diventa quindi un dato di partenza, non un oggetto specifico di indagine: sempre in anticipo sui tempi, il cinema “breve”, come la realtà, la integra in molteplici aspetti di una quotidianità condivisa da tutto il Pianeta.
La sezione dedicata alla più recente produzione documentaria nazionale, Made in Italy, presenta 23 opere, tra lungometraggi e cortometraggi, che attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati, memorie sommerse e comunità in trasformazione, raccontando un tempo storico in cui la crisi ambientale modifica i paesaggi interiori ed esteriori e ridefinisce il modo stesso in cui immaginiamo il futuro. Quattro i lungometraggi presentati dal Festival in anteprima nazionale: I nemici del popolo, di Andrea Marinelli, Anguane, le voci dell’acqua, di Giovanni Pellegrini, Ma Prière à la mer - La mia preghiera al mare, di Davide Marino, e Ci sarà l’acqua, di Elena Valsania.
Il secondo focus, Scienza e (in)coscienza, esplora la discrasia tra la consapevolezza della gravità della crisi ambientale che pesa sulle spalle degli scienziati e la frustrante indifferenza irresponsabile con cui i dati delle loro ricerche vengono accolti da istituzioni e policy makers; i film The Weight of the World (Das Gewicht der Welt), di Florian Heinzen-Ziob, Jason’s Box, di Michael Strassburger, e Elements of(f) Balance, di Othmar Schmiderer daranno spunti diversi di discussione all’incontro collaterale con i registi e con esperti in varie discipline.
CINEMAMBIENTE VR.
La sezione dedicata quest’anno alla realtà virtuale vede protagonista la fotografa, regista e artista multimediale Lena Herzog, ospite del Festival con il dittico formato dai suoi più recenti lavori: Last Whispers, opera dedicata alle lingue estinte e in via d’estinzione, e Any War Any Enemy, poema immersivo contro la guerra.
PROIEZIONI ED EVENTI SPECIALI.
Negli eventi speciali rientrano il consueto appuntamento con il meteorologo Luca Mercalli, che farà il punto sullo stato annuale del clima e introdurrà il film Lessons in Fire di John Webster; i festeggiamenti per il sessantennale del WWF Italia con la proiezione, in anteprima in sala, del documentario Fulco Pratesi. Nel nome della Natura e con un panel che ripercorrerà la storia del pioniere nazionale dell’ambientalismo e le battaglie, le conquiste e le trasformazioni di un movimento che ha contribuito a cambiare il rapporto degli italiani con la natura, la fauna e il paesaggio; il film Generation Trust: A Global Climate Story in the Making, presentato in collaborazione con il Green Team del Politecnico di Torino nell’ambito di “PoliTo Cinema”, che segue cinque vincitori del programma Youth4Climate – iniziativa promossa dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – mentre affrontano la crisi climatica nelle loro comunità.
GLI ECOVENTI.
Molti, anche quest’anno, gli ecoeventi collaterali, organizzati dal Festival con i suoi numerosi partner.
Il 5 giugno Giornata mondiale dell’Ambiente verrà celebrato con un’iniziativa speciale in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino, in cui gli studenti e le studentesse dei due Atenei presenteranno i loro progetti e trasformeranno un angolo della città in un laboratorio diffuso con giochi divulgativi, talk, quiz e dimostrazioni pensati per avvicinare pubblici diversi e di tutte le età ai temi della sostenibilità ambientale. Un altro evento open air coinvolgerà tutti i Parchi naturali del Piemonte, che incontreranno il pubblico del Festival in un villaggio appositamente allestito, dove, in una successione di stand, proporranno attività di educazione ambientale, giochi, intrattenimento e materiale divulgativo.
Sempre tra gli ecoeventi, il Festival presenta al Castelletto di San Mauro Torinese la mostra fotografica Blue Thread, di Anne de Carbuccia, frutto di uno studio artistico sulla copertura anti-scioglimento che per cinque mesi all’anno viene stesa sul ghiacciaio Presena, e, al Parco Arte Vivente, le proiezioni di Ecokids, una serie di sette cortometraggi di animazione, tutti senza dialoghi, per i più piccoli e le loro famiglie.
Due spazi speciali sono riservati ai giovani e ai lavori di restituzione di altrettanti percorsi formativi. Nel primo vengono presentate le opere multidisciplinari realizzate nell’ambito di Wunderkamera – Residenza nell’Archivio delle meraviglie, progetto sperimentale di alta formazione e produzione artistica promosso da Superottimisti - Archivio regionale di film di famiglia. Nel secondo appuntamento vengono presentati i cortometraggi, prodotti nel corso del progetto Fi(na)lmente, che hanno vinto il premio nazionale “Aldo Fasolo” per la divulgazione scientifica in neuroscienze, promosso dal Dottorato in Neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino in collaborazione con l’Associazione InToBrain. Altro incontro di restituzione è, infine, “Il cinema è sostenibile?”, che fa capo al progetto Innovazione e formazione per una transizione green nel settore culturale e cinematografico, finanziato dal Ministero della Cultura con fondi del PNRR e realizzato con il supporto del Green Team del Politecnico di Torino.
INFO.
Il Festival si svolge a Torino, dal 3 al 7 giugno 2026.
L’ingresso a tutte le proiezioni e a tutti gli eventi del Festival è gratuito fino a esaurimento posti.
La sede principale delle proiezioni è il Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema (via Giuseppe Verdi 18, Torino, tel. 011 8138574).
A partire dal giorno successivo alla proiezione in sala, una selezione di film sarà visibile online tramite il sito del Festival, www.festivalcinemambiente.it, fino al 14 giugno, sulla piattaforma OpenDDB, che avrà una capienza di 300 accessi per ciascun titolo. Altre sedi delle iniziative a Torino: Mole Antonelliana, via Montebello 20; Museo Regionale di Scienze Naturali, via Accademia Albertina 15; Binaria Centro Commensale, via Sestriere, 34; Accademia delle Scienze, via Accademia delle Scienze 6; Politecnico di Torino – Aula Magna, corso Duca degli Abruzzi 24; Casa Luft, via Monginevro 262/interno 8; PAV - Parco Arte Vivente, via Giordano Bruno 31.
Fuori città: Castelletto di San Mauro Torinese, via Torino 28, San Mauro Torinese. MODALITA’ DI INGRESSO E ACCESSO.
I biglietti gratuiti per le proiezioni nelle sale del Massimo possono essere ritirati giornalmente, anche in anticipo, in qualsiasi orario di apertura del Cinema.
Le proiezioni CinemAmbiente VR sono accessibili ai visitatori del Museo Nazionale del Cinema (ingresso € 18, ridotto € 16; gratuito per i giornalisti in possesso della tessera rilasciata dall’Ordine e in regola con i pagamenti dell’iscrizione).





Nessun commento:
Posta un commento