Tra i più rilevanti progetti a livello internazionale in questo ambito, ME-Scripta è reso possibile grazie ad un investimento di circa 3 milioni di euro da parte della Fondazione CRT, principale sostenitore delliniziativa. La Fondazione CRT, socio fondatore della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, accompagna da oltre vent'anni lo sviluppo del Museo Egizio contribuendo alla sua valorizzazione e trasformazione.
ME-Scripta nasce come progetto interno al Museo, con una propria struttura scientifica e operativa. Diretto da Susanne Töpfer, curatrice responsabile della collezione papirologica del Museo Egizio, il centro impiega 2 Curatori, 3 collaboratori, un apprendista e un Data Manager.
Istituzione di riferimento internazionale per l’egittologia, il Museo Egizio da anni è impegnato sul fronte della ricerca. Con ME-Scripta, questa vocazione si arricchisce di un nuovo capitolo: un programma sistematico e di lungo periodo interamente dedicato a una delle più significative collezioni di papiri al mondo, composta da circa 1.000 manoscritti, interi o riassemblati, e oltre 30.000 frammenti, che documentano più di 3.000 anni di cultura materiale scritta, in 7 scritture e 8 lingue. Un patrimonio di straordinaria ricchezza, ancora in parte da studiare, valorizzare e restituire al pubblico e alla comunità scientifica.
Il programma scientifico si articola in tre macro-progetti complementari, ciascuno dedicato a una diversa categoria di materiale scritto, con interlocutori e partner scientifici che vanno dall’Università di Torino all’IFAO del Cairo.
Il secondo macro-progetto si concentra sugli ostraca, le schegge di pietra calcarea e i cocci di ceramica che costituivano i supporti su cui scrivevano e disegnavano gli antichi egizi. Gli ostraca demotici da Pathyris (Gebelein) restituiranno informazioni sulla mobilità sociale e sui sistemi fiscali del II secolo a.C., mentre i 560 frammenti ieratici provenienti da Deir el-Medina, il villaggio delle maestranze delle tombe reali nella Valle dei Re, saranno restaurati e pubblicati in un'edizione sistematica. Questo filone prevede anche un collegamento con l'Institut Français d'Archéologie Orientale (IFAO) del Cairo, per reperti frammentari in parte conservati a Torino e in parte al Cairo.
A coronamento del programma, ME-Scripta prevede entro il 2034 il lancio di una piattaforma digitale integrata, che estenderà l’attuale piattaforma digitale online TPOP, un database dedicato ai papiri, anche agli ostraca, alle pergamene e legature in un unico ambiente di ricerca online. Con immagini in formato IIIF, trascrizioni digitali e collegamenti alle principali banche dati internazionali, la piattaforma sarà la prima risorsa al mondo dedicata in modo sistematico alla scrittura egizia attraverso 3.000 anni di storia.
Ricadute per Torino e il Piemonte
ME-Scripta avrà effetti diretti e misurabili sul territorio. Si stima che in 9 anni oltre 150 professionisti accederanno a programmi di formazione, tra summer school internazionali, tirocini, workshop tecnici su imaging multispettrale, TEI-XML e restauro avanzato.
ME-Scripta non è solo un centro di ricerca: è anche uno strumento di trasmissione della conoscenza. Il programma prevede la produzione di contenuti didattici bilingui (italiano e inglese) destinati a scuole e università, insieme a percorsi educativi strutturati per gli istituti scolastici piemontesi. Laboratori aperti, workshop, giornate di studio e attività con docenti e studenti renderanno il centro un luogo vivo, capace di dialogare con il territorio.
La ricerca diventerà esperienza accessibile attraverso mostre digitali e fisiche concepite per un pubblico ampio. La piattaforma ME-Scripta con le sue immagini in formato IIIF e le trascrizioni ricercabili funzionerà come risorsa educativa globale, messa a disposizione di chiunque voglia avvicinarsi alla scrittura dell’Antico Egitto: studenti, insegnanti o semplici appassionati. ME-Scripta rafforzerà così la didattica museale del Museo Egizio, arricchendone l’offerta formativa.




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