lunedì 7 ottobre 2019

Il Museo Egizio di Torino chiude per due mesi le sale introduttive dell'ipogeo. Rinasceranno per meglio raccontare i 200 anni di vita del museo stesso


In vista delle celebrazioni per i suoi duecento anni di vita, che cadranno nel 2024, il Museo Egizio di Torino a partire dal 7 ottobre 2019 chiude per un paio di mesi le sale collocate all'inizio del percorso espositivo, nella zona dell'ipogeo, per ristrutturare completamente le esposizioni che narrano la storia del museo stesso, a partire dalla sua fondazione. 

Nell'ottica di una migliore fruibilità da parte del pubblico, il progetto intende consentire una miglior comprensione del motivo per cui a Torino si trova la più grande collezione egittologica al mondo dopo quella del Cairo. A partire dalla domanda “perché un museo egizio a Torino?” verrà approfondito il legame tra la storia dei reperti custoditi dal Museo e quella del territorio torinese, ma anche piemontese e nazionale, nonché il contributo che egittologi e archeologi, anche piemontesi, hanno dato alla disciplina e collezione del Museo.

La maggiore novità del nuovo allestimento,  sviluppato con la curatela scientifica di Beppe Moiso e Tommaso Montonati, sarà la ricostruzione di come doveva presentarsi ai visitatori una sala del Museo nel 1800: uno spazio che riprodurrà l’allestimento tipico di un museo antiquario, in cui sarà possibile osservare i reperti così come accadeva nel XIX secolo. Non mancheranno ovviamente le postazioni multimediali integrate nel percorso, che forniranno informazioni supplementari rispetto ai testi di sala e alle didascalie.

Nella prima sala si affronterà il legame tra la città di Torino e l’Egitto antico a partire dal XVI secolo, quando i duchi di Savoia spostarono la loro capitale da Chambery a Torino. Nella seconda sala si tratterà il tema dei primi grandi viaggi verso l’Egitto, compreso quello affrontato dal piemontese Vitaliano Donati su incarico del re Carlo Emanuele III. La terza sala si concentrerà su alcuni momenti salienti che hanno segnato la nascita dell’Egittologia, a partire dalla campagna Napoleonica del 1798 e dalla decifrazione dei geroglifici, con un focus particolare dedicato alla figura di Bernardino Drovetti
e al suo ruolo nella nascita della collezione del Museo. L’ultima sala celebrerà infine la M.A.I. (Missione Archeologica Italiana) ed Ernesto Schiaparelli, direttore del Museo dal 1894 al 1928. 
 
Il riallestimento delle sale storiche rientra a pieno nelle linee guida del progetto scientifico del Museo" spiega Christian Greco, direttore del Museo Egizio - "Crediamo che la musealizzazione passi dalla ricerca, e quindi dal rinnovamento degli spazi che ospitano la collezione permanente dichiara  -. Nei cinque anni trascorsi dall’inaugurazione del nuovo allestimento, in particolare, dalle ricerche condotte sugli archivi storico e fotografico sono emersi nuovi elementi, che rendono necessario un adeguamento del percorso museale e dei contenuti. Con questo intervento intendiamo dunque affermare il Museo come uno spazio in continua evoluzione, non solo sotto il profilo della ricerca, ma capace di fare di quest’ultima un motore di trasformazione e di rinnovamento dei suoi spazi.
 

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