lunedì 14 ottobre 2019

Vivian Maier – In her own hands. Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi 100 scatti inediti della celebre fotografa americana

Fino al 12 gennaio 2020 la Palazzina di Caccia di Stupinigi ospita “Vivian Maier – In her own hands, mostra fotografica che raccoglie scatti inediti, scoperti solo dopo la morte della fotografa statunitense. La mostra, organizzata dalla Associazione culturale Dreams, con il coordinamento operativo di Next Exhibition, illustra quanto scoperto solo di recente, nel 2007, da John Maloof, giovane americano figlio di un rigattiere. Maloof, volendo fare una ricerca sulla città di Chicago, comprò all’asta per pochi soldi un box colmo di oggetti vari. Al suo interno trovò numerosi negativi e rullini ancora da sviluppare: erano le foto scattate da Vivian Maier
   
Circa 100 di questi scatti inediti, selezionati dalla curatrice Anne Morin, accompagneranno il visitatore nel viaggio che lo porterà a conoscere un’esponente di spicco della street photography. Durante le sue giornate libere e le vacanze, la Maier amava scattare foto nelle strade di grandi città come New York, Chicago e Los Angeles.
Uno sguardo sottile e un punto di vista acuto per ritrarre la strada, le persone, gli oggetti, tutto ciò che la sorprende, cercando di rappresentare al meglio l’emozione fuggevole di un momento. Quando i protagonisti dei ritratti sono poveri, lascia loro una legittima distanza; quando invece appartengono all’alta società, mette in atto azioni di disturbo facendo in modo che nello scatto risultino infastiditi. Ritrae dalle persone comuni alle stelle del cinema. La sua opera è quindi essenzialmente un lavoro di “street photos” ante litteram e Vivian Maier può essere considerata a tutti gli effetti come una delle antesignane di questo genere fotografico. Oltre alle opere in bianco e nero in mostra spiccano anche 22 fotografie a colori. La Maier si avvicina al colore all’inizio degli anni Settanta, con il supporto di una Leica, decisamente più facile da usare e leggera rispetto alla Rolleiflex utilizzata prima. L’approccio con il colore è giocoso e libero.

La mostra è divisa in cinque aree: Self-portrait, Ritratti, Dettagli, Città e Filmati Super 8
1. SELF-PORTRAIT
La Maier ha decisamente anticipato i tempi, come precorritrice dello scatto volto ad immortalare se stessi. Vivian si posiziona davanti alle vetrine dei negozi o davanti allo specchio e scatta, mostrando il suo sguardo impenetrabile, ma dagli occhi sempre attenti. Gioca con il suo riflesso, con la sua ombra e con i contorni della sua figura, a manifestare la sua presenza in un preciso luogo ed in un preciso momento.
In quest’area saranno presenti in mostra due postazioni per autoritratto in cui potersi fare un selfie “alla Maier” scegliendo lo scenario preferito. 
 
2. RITRATTI
Una donna di colore seduta alla fermata del tram, un eccentrico anziano con bombetta e cravatta vistosa, un bimbo che mangia un gelato o due ragazzine che si scambiano uno sguardo di complicità con uno stile che tradisce l’influenza dei numerosi viaggi. Si è recata in Canada nel 1951 e nel 1955, in Sud America nel 1957, in Europa, in Medio Oriente e in Asia nel 1959, in Florida nel 1960 e nelle Isole dei Caraibi nel 1965.

3. DETTAGLI
Delle scarpe laccate col tacco, due mani di amanti che si intrecciano, un’acconciatura particolare: lo sguardo attento della Maier si posa intuitivamente su un soggetto, lo segue e ne cattura i dettagli.

4. CITTA’
Gli scorci di città: dai cantieri in costruzione ai grattacieli, dalle vie con i negozi e con le insegne dei ristoranti al quartiere dei teatri.

5. FILMATI SUPER 8
I bauli trovati da Maloof sono pieni, oltre che di pellicole ancora da stampare, dei cosiddetti filmati super 8 che consentono di seguire il movimento dell’occhio dell’artista. Anche in questo caso l’approccio al mondo che la circonda è discreto e silenzioso: la macchina non si muove, ma sta fissa su un soggetto che invece si muove e quindi narra se stesso. Il film contempla, come nel caso delle pecore che procedono lente verso i mattatoi di Chicago oppure documenta, come nel caso dell’arresto di un uomo da parte della polizia.
Un’area didattica completerà il percorso espositivo dando la possibilità di approfondire molte tematiche relative al mondo della fotografia, della composizione dell’immagine e soprattutto della componente artistica dell’atto fotografico creativo. Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi sarà presente lo stesso modello di macchina fotografica utilizzata dalla Maier e la riproduzione di una camera oscura. 

VIVIAN MAIER, padre austriaco e madre francese, nasce a New York nel quartiere del Bronx il 1 febbraio del 1926. Mentre il padre abbandona ben presto la famiglia, Vivian trascorre gran parte della sua giovinezza in Francia con la madre Marie e l’amica Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice affermata. Torna dagli Stati Uniti nel 1951 ed intraprende la carriera di bambinaia, mestiere che farà per tutta la vita. Ma Vivian ha un grande passatempo: la fotografia! Una passione bruciante che, in cinque decadi, le fa scattare oltre 100.000 foto, molte delle quali tra Chicago e New York. Negativi, filmati, registrazioni audio, scorci di vita quotidiana, che rappresentano una delle più affascinanti finestre sulla vita americana nella seconda metà del ventesimo secolo. Vivian, uno spirito libero e curioso, una donna indipendente che decide di rimanere sola e senza particolari amicizie per tutta l’esistenza; dedita ai Gensburgs, ricca famiglia di Chicago di cui alleva i tre figli, trovandosi poi in povertà quando i ragazzi crescono. Non potendo più pagare l’affitto di casa, è costretta a cedere i propri bagagli di ricordi: scatole contenenti tantissime cianfrusaglie collezionate negli anni, da cappelli a vestiti, da scontrini ad assegni, fino alle fotografie. John Maloof, giovane americano immobiliarista, li compra nel 2007 ad un’asta, per soli 380 dollari, trovando centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare. Così, mentre nel 2008 Vivian batte la testa scivolando su una lastra di ghiaccio nella downtown Chicago, si aggrava rapidamente e muore nell’aprile del 2009, il mondo viene a conoscenza del suo immenso lavoro e della sua arte, di quel “teatro di vita”, recitato davanti ai suoi occhi, che ha saputo catturare in momenti diventati epici.
La mostra sarà aperta: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 17; sabato e domenica dalle 10 alle 18.
Ponti e festività: 1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre e 1 gennaio: dalle 10 alle 18.30; 9 dicembre, 16 dicembre e 30 dicembre: dalle 10 alle 17.30; 31 dicembre: dalle 10 alle 14; 25 dicembre: chiuso.
PREZZO BIGLIETTI : Intero: 12 euro + prevendita; Ridotto generico (valido per over 65, under 12, cral convenzionati, media partner, disabili*): 10 euro + prevendita; Ridotto gruppi (per un minimo di 25 persone): 8 euro + prevendita; Ridotto scuole (per un minimo di 15 alunni): 6 euro + prevendita. I bambini al di sotto dei 6 anni e i possessori di Abbonamento Musei non pagano. Open (per visitare la mostra in un giorno di apertura, senza decidere la data precisa al momento dell’acquisto; ideale nel caso si regali il biglietto per la mostra): 15 euro.
I biglietti sono acquistabili in prevendita presso il circuito TicketOne (on-line su www.ticketone.it ed in tutti i punti vendita affiliati). Il costo di prevendita è di base di 1.50 euro, ma cambia a seconda della modalità di acquisto scelta (ritiro presso il luogo dell’evento o spedizione a casa con corriere).
Durante i giorni e gli orari di apertura della mostra sarà possibile acquistare i biglietti anche direttamene al botteghino , senza costo di prevendita, presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, in Piazza Principe Amedeo 7 a Nichelino (TO).
Info e Prenotazioni : per ulteriori informazioni è possibile contattare la biglietteria di Next Exhibition srl al numero 011/19214730 o al numero 375/5364140.​
Per le prenotazioni scuole il numero Ticketone dedicato ai gruppi è 011/0881178


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