E'
partita questa settimana una nuova rubrica sulla pagina Facebook
della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, dedicata
alla tutela del proprio patrimono librario e collezionistico.
Malgrado
sia passato ben oltre un secolo da quell'indimenticabile incendio
che, nel 1904, mandò in fumo gran parte dei contenuti dell'antica
sede di via Po, il ricordo della tragedia è ancora visibile
attraverso un buon numero di testi antichi, sapientemente restaurati
già a partire dal 1018, anno in cui la biblioteca si dotò di un
laboratorio di restauro interno.
Oggi la tradizione continua, per fortuna puntando soprattutto su interventi conservativi, grazie anche alla collaborazione di restauratori esterni coordinati dal proprio personale.
Un
argomento di cui tutto sommato si parla sempre troppo poco, ma che
meriterebbe di certo maggiore attenzione, visto che la maggior parte
delle magnifiche opere d'arte che ammiriamo nei musei non sarebbero
tali senza una costante opera di restauro praticata dagli esperti del
settore, che spesso rimangono nell'ombra.
Ecco
allora l'importanza della serie di approfondimenti che la Biblioteca
Nazionale Universitaria intende dedicare agli interventi
conservativi effettuati negli ultimi anni, resi possibili grazie alla
collaborazione dell’Associazione Amici della Biblioteca e al
generoso contributo di privati.A raccontarli la dott.ssa Franca Porticelli, già responsabile dell’Ufficio Fondi Antichi e Collezioni Speciali, Tutela, Conservazione e Restauro della Biblioteca.
Lunedì 25 maggio è stato proposto il restauro conservativo del “globo terrestre” (diametro 550 mm), mappamondo metallico in acciaio ageminato, già presente nella Grande Galleria di Carlo Emanuele I e realizzato nel 1570 dall’armaiolo milanese Giovan Francesco Pellizzoni, detto «il Basso». L'approfondimento continuerà giovedì 28 maggio, sempre su Facebook.

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