venerdì 6 marzo 2026

EXPOSED Torino Foto Festival tornerà per la terza volta dal 9 aprile al 2 giugno 2026 con mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse sul tema "Mettersi a nudo"


Dal 9 aprile al 2 giugno 2026 Torino ospita la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival. Il tema scelto per il 2026 è Mettersi a nudo: un invito a guardare dentro di sé e oltre le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile. 

Questo sguardo attraversa l’intero programma del Festival — mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse — che coinvolge artisti e istituzioni nazionali e internazionali, animando sia alcune delle principali sedi culturali torinesi sia diversi spazi che si trovano nell’intero perimetro della città. Mettersi a nudo diventa così non solo svelamento fisico, ma gesto simbolico di autenticità: liberarsi dalle sovrastrutture, mostrarsi per ciò che si è, osservare sé stessi e gli altri senza filtri. Una tensione che la fotografia, più di ogni altro linguaggio, sa rendere concreta nella verità di un volto, di un paesaggio, di un corpo, e nella pluralità degli sguardi che li attraversano.

Promossa dalla Cabina di Regia della quale fanno parte Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT in sinergia con Fondazione Arte CRT e Intesa Sanpaolo, e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione di EXPOSED, curata e realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, intende evidenziare e rafforzare la vocazione di Torino come città della fotografia.

Giunto alla sua terza edizione, il Festival segna un passaggio di fase e definisce con maggiore chiarezza la propria identità, con la direzione artistica di Walter Guadagnini, tra le voci più autorevoli della fotografia contemporanea italiana e internazionale. Non soltanto una piattaforma espositiva, ma un dispositivo curatoriale strutturato, capace di orientare contenuti, linguaggi e relazioni, con un progetto per Torino che unisce qualità curatoriale e partecipazione diffusa, in un dialogo costante tra luoghi, autori e pubblico.

Il programma della terza edizione di EXPOSED propone 18 mostre temporanee indoor e outdoor, incontri, proiezioni e altri eventi, realizzati grazie al coinvolgimento delle principali istituzioni torinesi, delle realtà indipendenti e dei protagonisti della scena artistica cittadina.

Il programma delle mostre indoor si articola in un percorso diffuso che attraversa alcune tra le principali istituzioni culturali della città, in quello che si può definire come un vero e proprio “miglio della fotografia”, all’interno del quale sarà possibile passeggiare incontrando la fotografia nelle sue più differenti forme. Il percorso costruisce una trama espositiva capace di mettere in relazione autori affermati e pratiche contemporanee, sguardi storicizzati e ricerche emergenti. Un insieme eterogeneo ma coerente, in cui ogni progetto contribuisce a declinare il tema Mettersi a nudo attraverso linguaggi, contesti e prospettive differenti, muovendosi tra dimensione intima e rappresentazione pubblica, tra memoria e costruzione dell’identità. Un percorso che trova la sua dimensione unitaria anche grazie alle soluzioni grafiche e di allestimento pensate – sia per gli interni che per gli esterni – dallo studio BRH+ di Torino, che ha lavorato in stretta sinergia con la direzione di EXPOSED, ottenendo un risultato che unisce una grande eleganza formale a un’altrettanta fondamentale capacità di comunicazione, all’insegna dell’essenzialità.  

Il “miglio della fotografia” può iniziare idealmente da CAMERA Torino e dalla sua Project Room, dove viene presentata la mostra di Toni Thorimbert. Donne in vista, a cura di Walter Guadagnini. Il progetto, nato da un’idea di Luca Beatrice, si presenta come un omaggio di Thorimbert e Guadagnini all’amico prematuramente scomparso. Una selezione di oltre sessanta fotografie, dedicate alla figura femminile e realizzate dal fotografo italo-svizzero in oltre trent’anni di carriera, ritraggono sia figure note sia donne comuni, spaziando tra ritratti ufficiali, scatti privati e fotografie di moda. Come suggerisce il titolo, la mostra mette al centro il volto e il corpo femminile, esaltandone la presenza e l’identità. Due immagini simboliche – quella della madre e quella della figlia del fotografo – sintetizzano il senso del progetto: raccontare la propria vita attraverso la ricerca della bellezza.

Nella Cripta di San Michele Arcangelo, Yorgos Lanthimos. Photographsa cura di Giangavino Pazzola – presenta l’ampia produzione fotografica del regista greco, rivelando un aspetto meno noto del suo lavoro, caratterizzato da uno sguardo perturbante e concettuale che sottolinea la continuità tra fotografia e cinema. Le opere in mostra nascono dall’atmosfera creativa che ruota attorno a due celebri pellicole recenti, Poor Things (2023) e Kinds of Kindness (2024), e intrecciano immagini provenienti dalle scene dei film con scatti autonomi, esplorando la dimensione dell’isolamento nelle relazioni contemporanee, del corpo e dello spazio come teatro psicologico.

Il Museo Regionale di Scienze Naturali ospita Bernard Plossu. Dopo l’estate, a cura di Walter Guadagnini. Le opere esposte sono state realizzate da Plossu tra gli anni Ottanta e gli anni Dieci del Duemila, nelle piccole isole italiane. In oltre trent’anni di viaggi, l’autore trasforma scene ordinarie in visioni intense e sospese nel tempo. Muovendosi tra luoghi come Stromboli e l’Isola d’Elba, Plossu ricerca un dialogo profondo tra uomo e natura. Il suo sguardo, colto e innamorato dell’Italia, unisce letteratura e sensibilità pittorica: ne deriva una fotografia essenziale e poetica, intesa come esperienza di libertà e conoscenza interiore.

Il Circolo del Design accoglie Dean Chalkley. Back in Ibiza e altre storie, a cura di Walter Guadagnini. La mostra riunisce tre serie del fotografo inglese, attivo dagli anni Novanta soprattutto in ambito musicale. La prima è dedicata alla scena britannica tra anni Ottanta e Novanta, con ritratti di icone come Amy Winehouse, Oasis e The White Stripes. Never Turn Back è invece un reportage intimo sul viaggio di un gruppo di ragazzi lungo le coste di Norfolk. A completare il percorso, Back in Ibiza, realizzato tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila, racconta dall’interno l’euforia e l’eccesso dell’isola, offrendo una testimonianza diretta e non nostalgica di quell’epoca.

Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Viva le donne! Il femminismo nelle fotografie di Paola Agosti, a cura di Giangavino Pazzola, celebra uno dei più importanti sguardi sulla nascita del movimento femminista italiano, con un focus su quello romano degli anni Settanta. Attraverso una selezione di ottanta immagini vintage realizzate in bianco e nero da Paola Agosti e materiali d’archivio, l’esposizione restituisce la forza e la radicalità di una stagione di partecipazione collettiva che ha trasformato la società italiana. I cortei e gli spazi identitari diventano teatro di lotte pubbliche e intime, mentre i ritratti catturano gesti e creatività delle donne impegnate per diritti fondamentali, offrendo un racconto vivo in dialogo con le nuove generazioni.

Ai limiti estremi del “miglio della fotografia” si trovano infine due luoghi particolari, le cui mostre riassumono idealmente la volontà di EXPOSED di prendere in considerazione e mostrare la fotografia dalle sue origini sino ai giorni nostri, in un viaggio ideale tra il tempo e lo spazio.

Dapprima si giunge alle Gallerie d’Italia – Torino, museo di Intesa Sanpaolo, dove si può visitare, dal 10 aprile al 6 settembre 2026, la mostra Diana Markosian. Replaced, a cura di Brandei Estes. Il progetto, presentato in anteprima mondiale proprio in occasione di EXPOSED, è dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della “sostituzione”. Attraverso un film, adattato per la sala immersiva del museo, e una serie di fotografie che combinano rievocazione sceneggiata e autofinzione, l’artista – una delle giovani protagoniste della scena fotografica contemporanea internazionale – ricostruisce una relazione durata oltre un decennio, esplorando la fragilità del mito romantico e il disorientamento che segue alla sua fine.

Infine, all’Archivio di Stato di Torino, sezione Corte, trovano sede due mostre.

Messi a nudo. Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino, a cura di Barbara Bergaglio, esplora l’opera di tre figure chiave della storia della fotografia, analizzando l’evoluzione del nudo da esercizio accademico a indagine introspettiva, spesso ossessiva e perturbante, e mettendo in evidenza il forte contenuto erotico che, pur radicato nelle epoche di produzione, continua a sollecitare la sensibilità contemporanea attraverso il piacere voyeuristico degli autori.

Accanto a questa, Ralph Gibson. Self Exposed, a cura di Giangavino Pazzola, presenta una selezione di settanta opere che attraversano oltre cinquant’anni di carriera, rendendo omaggio a uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo. Il percorso mette in luce l’evoluzione di un linguaggio visivo caratterizzato da contrasti netti, inquadrature audaci e una tensione costante tra astrazione e realtà.

Chiude il percorso indoor Metamorphosis, la collettiva che riunisce i lavori di sei giovani artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea FUTURES Photography. Il progetto indaga la metamorfosi come cambiamento individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni del presente. Le opere di Claudia Amatruda (Foggia, 1995), Máté Bartha (Budapest, 1987), Benedetta Casagrande (Milano, 1993), Anna Orlowska (Opole, 1986), Ada Zielinska (Varsavia, 1989) e Yana Wernicke (Berlino, 1990) saranno esposte in spazi no profit della città – Muchomas!, Witty Books, Almanac, Studio Quartz, Cripta747 e Jest – rafforzando una rete diffusa che mette in relazione ricerca artistica e contesti indipendenti.

Le mostre outdoor estendono il Festival nello spazio urbano, trasformando Torino in una piattaforma espositiva diffusa in cui la fotografia entra in dialogo diretto con l’architettura, i flussi quotidiani e le geografie sociali della città. Interventi eterogenei per scala e linguaggio che, nel loro insieme, ridefiniscono il rapporto tra immagine e spazio pubblico, tra visione e attraversamento. Alcune di queste mostre si trovano all’interno del “miglio della fotografia”, fungendo come una sorta di basso continuo visivo tra una sede e l’altra delle mostre indoor, mentre altre si sviluppano in un’area molto più vasta, fungendo da rimandi costanti e spettacolari al festival, anche nei luoghi più inattesi.

Nella Corte di Palazzo Carignano, grazie alla concessione delle Residenze Reali Sabaude - Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonteil 2 aprile apre Torino 4x4. Immagini per una nuova eraa cura di François Hébel e Marco Rubiola, un progetto di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Fondazione Boscolo: un ritratto innovativo e plurale della città, che intreccia arte, comunicazione e impegno sociale. Attraverso lo sguardo di quattro fotografi – Fabio Bucciarelli, Enrico Gili, Deka Mohamed Osman Marco Rubiola – e il racconto di quattro realtà attive sui temi dell’inclusione e delle fragilità sociali, l’iniziativa ambisce a innescare un cambiamento percettivo e culturale.

Il Portico di Palazzo Carignano, che si affaccia su Piazza Carlo Alberto, ospita due progetti outdoor strettamente collegati tra loro su dieci stendardi bifacciali, due facce della stessa medaglia. Il progetto è realizzato con il sostegno di Residenze Reali Sabaude - Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte. L’invenzione di sé. La Contessa di Castiglionea cura di Alessandro Bollo e Walter Guadagnini, presenta nove ritratti della Contessa - tratti dal celebre “Album Nigra”, conservato nelle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano - che evidenziano come Virginia Oldoini abbia trasformato la fotografia in uno spazio di sperimentazione identitaria. Attraverso pose e travestimenti, la Contessa di Castiglione ha anticipato alla metà dell’Ottocento pratiche contemporanee di autorappresentazione, attraverso immagini che sorprendentemente ridefiniscono il rapporto tra individuo, immagine e pubblico.

Accanto a questo progetto troviamo You Can Have it All (2019 e 2024) di Karla Hiraldo Voleau, co-curata insieme a Walter Guadagnini, con un testo di Camilla Marrese. La mostra nasce dal dialogo tra due momenti distanti cinque anni tra Grecia e Italia: attraverso fotografia, scrittura e azioni rituali, l’artista trasforma l’esperienza del dismorfismo e della frattura personale in un processo di consapevolezza. Il corpo, inizialmente percepito come limite e ossessione, diventa strumento di resistenza e possibilità. Il progetto si configura così come un percorso di guarigione e autodeterminazione, in cui il corpo è chiamato prima di tutto a essere, e non soltanto a essere guardato. 

Sotto i portici di Piazza San Carlo, Paolo Ventura presenta Acrobati 2020–2025, un lavoro realizzato appositamente per questa occasione, curato dallo stesso artista con Walter Guadagnini, ispirato all’archivio di una coppia di acrobati italiani attivi negli anni Trenta. Le fotografie originali raccontano numeri di equilibrismo e, al tempo stesso, il delicato equilibrio dell’amore. Le immagini realizzate da Ventura tra pittura e fotografia ritraggono ora gli artisti isolati in una città metafisica e irreale, panorama ormai consueto nella pratica recente dell’artista. L’installazione trasforma i numeri circensi in una metafora del corpo, della memoria e della fragilità dei legami.

I portici nord di Via Po, da Piazza Castello a via Rossini, ospitano 5.000 lire per un sorriso. Fotografie dal concorso dell’azienda cosmetica Gi. Vi. Emme, 1939–1941, esposizione curata da Barbara Bergaglio. I volti di italiani e soprattutto italiane sorridenti che accompagneranno i passanti in via Po provengono dal Fondo Villani Scarpellini e sono state realizzate in occasione del concorso ideato da Dino Villani e Cesare Zavattini come operazione di marketing, che invitava i partecipanti a inviare un ritratto sorridente. Il successo fu immediato, con premi di lusso e una partecipazione diffusa in tutto il Paese. Dopo l’interruzione dovuta alla guerra, il concorso riprese nel 1946 come La bella d’Italia, assumendo poco dopo il nome definitivo di Miss Italia.

Il Museo Nazionale del Cinema presenta sulla cancellata della Mole Antonelliana FUORICAMPO. Il cinema svelato, con venti immagini di grande formato tratte dalle proprie collezioni. Le fotografie mostrano visioni sorprendenti di uomini in peplo vicini a macchine da presa, di personaggi medievali intenti a leggere quotidiani sportivi, di luci e scenografie, rivelando il dispositivo che costruisce la visione cinematografica. Il percorso restituisce il cinema come esperienza viva del Novecento: dal muto di Cabiria ai colossal come Ben-Hur e Cleopatra, fino agli anni Sessanta e Settanta, quando cambiano tecnologie e linguaggi ma resta l’energia dei set.

Grazie alla collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, un’altra cancellata, quella del Giardino storico di Palazzo dal Pozzo della Cisterna ospita una mostra, curata da Barbara Bergaglio, dedicata esplicitamente a Torino e alle sue collezioni.

La mostra, dal titolo La città in fotografia – La fotografia in città, presenta infatti una decina di immagini di grande formato tratte da diverse collezioni pubbliche cittadine, a partire dalla storica “Veduta della Gran Madre di Dio” realizzata l’8 ottobre 1839 da Enrico Jest, uno degli incunaboli della fotografia nel nostro paese, per giungere sino ai giorni nostri, intrecciando storia della fotografia, della città e delle sue collezioni.   

Cripta747, in collaborazione con EXPOSED Torino Photo Festival, presenta Mark Leckey, Catabasis al piano -2 del Parcheggio GTT Valdo Fusi, Torino. A cura di Cripta747 e Caterina Avataneo, il progetto è un lavoro fotografico che esplora il sottosuolo come luogo atemporale di espressione, sperimentazione e immaginario collettivo. La commissione consiste in un intervento site-specific di Mark Leckey che collassa le distinzioni tra ordinario e straordinario nello spazio urbano, restando sospeso tra memoria, sottocultura e fantasia.

Ventisei cimase diffuse nella città ospitano I Tuffatori (6x3), a cura di Walter Guadagnini. Si tratta di una mostra collettiva a cielo aperto che si sviluppa su ventisei billboard urbani, dedicata principalmente a giovani autrici e autori, tra i quali Federica Belli, Silvia Camporesi, Sara Lorusso, Claudio Majorana, Zoe Natale Mannella, Fabio Paleari, Camillo Pasquarelli, Leila Erdman Tabukashvili, con la partecipazione straordinaria di Walter Pfeiffer, il celebre fotografo svizzero protagonista della mostra In Good Company alla Pinacoteca Agnelli, aperta dal 30 aprile durante i giorni di EXPOSED. Il titolo rende omaggio a Il tuffatore di Nino Migliori, il grande maestro della fotografia italiana che si avvia al compimento dei suoi cento anni di vita, e ne riprende il valore simbolico: acqua, corpo e immersione diventano il filo conduttore di un percorso che trasforma le arterie urbane in spazi di immaginazione, dove la nudità si configura come esperienza fisica e gesto simbolico di esposizione.

APPUNTAMENTI E INIZIATIVE

Il calendario del Festival include inoltre un palinsesto di appuntamenti e iniziative articolato e dinamico, pensato da EXPOSED per coinvolgere sia il pubblico degli addetti ai lavori sia quello più ampio degli appassionati.

Tra questi ESTERNO NOTTE, il grande evento di proiezioni all’aperto disseminate per le vie e i quartieri di Torino, uno dei momenti pubblici più significativi delle giornate inaugurali del Festival, nato con l’obiettivo di coinvolgere e festeggiare la fotografia insieme alla città e ai suoi abitanti. Nella serata di venerdì 10 aprile, dalle 21.00 alle 24.00, il capoluogo piemontese si metterà a nudo e cambierà pelle: palazzi, muri, finestre, cortili e balconi diventeranno grandi schermi, invitando ad alzare lo sguardo e riscoprire gli spazi quotidiani sotto una nuova luce. TAG, l’associazione che riunisce ben 16 gallerie d’arte contemporanea torinesi, ha già annunciato la sua partecipazione all’evento, contribuendo in maniera fondamentale all’ulteriore ampliamento della platea di quanti partecipano e insieme fruiscono delle iniziative di EXPOSED.

Partner ufficiale di Esterno Notte, LAVAZZA Group.

Nell’ambito della costante ricerca sui linguaggi visivi contemporanei, nasce EXPOSED feat Witty Books Dummy Award, concorso internazionale promosso da EXPOSED e Witty Books per la pubblicazione di un progetto fotografico inedito in forma di libro. Rivolto ad autori e collettivi con un corpo di lavoro già sviluppato e tradotto in un progetto editoriale compiuto ma non ancora edito, il premio offre la possibilità di entrare nel catalogo della casa editrice. Le candidature, aperte dal 5 marzo al 19 aprile, saranno valutate da una giuria di esperti formata da Tommaso Parrillo (Witty Books), Giulia Ninotta (CAMERA) e l’artista Karla Hiraldo Voleau, che selezionerà venti finalisti, protagonisti di una mostra a Cripta747 il 23 e 24 maggio, dove sarà annunciato il progetto vincitore. Il libro sarà sviluppato nel corso del 2026 in collaborazione con l’editore e stampato da L’artistica Savigliano. Il volume sarà presentato ufficialmente durante l’edizione 2027 del festival.

Durante la settimana inaugurale di EXPOSED, inoltre, sarà annunciato l’artista vincitore della seconda edizione del Garesio Wine Prize for Documentary Photography. Il riconoscimento celebra una ricerca capace di interpretare con sguardo consapevole e originale i temi del paesaggio, dell’ambiente e dell’ecologia, attraverso una residenza nelle Langhe e una produzione inedita.

L’evento, ideato ad hoc per il festival, offrirà un approfondimento dedicato al lavoro dell’autore selezionato da Giovanna Garesio, founder di Garesio Vini e Resort, Walter Guadagnini, direttore artistico di EXPOSED Torino Photo Festival e François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino.

EXPOSED integra la sua proposta espositiva con un calendario di appuntamenti gratuiti, concepiti come momenti di approfondimento accessibili a tutta la cittadinanza. Durante i giorni di inaugurazione e i fine settimana successivi, gli spazi del festival ospiteranno i protagonisti delle mostre in programma: un’occasione concreta per il pubblico di dialogare con autrici e autori, sia italiani che internazionali, scoprendo il dietro le quinte dei loro progetti.

Oltre ai grandi nomi del settore, il festival riserva uno spazio significativo alla sperimentazione attraverso la sezione speciale Lavori in corso. Questa iniziativa è dedicata specificamente ai giovani professionisti della fotografia, invitati a presentare le proprie ricerche in un contesto di scambio con esperti e rappresentanti del mondo editoriale e curatoriale.

In occasione di EXPOSED, dal 23 al 24 maggio la FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche partecipa al Festival con la 23ª edizione di Portfolio Italia, unico circuito italiano di letture portfolio.

Nella logica di un coinvolgimento dell’intera città nei programmi di EXPOSED, si segnala anche la presenza della settima edizione della fiera di fotografia “The Phair”, che si terrà dal 22 al 24 maggio alle OGR Torino. Anche in questo caso numerose sono le iniziative che certificano la collaborazione tra EXPOSED e la scena cittadina, tra cui la già citata esposizione della mostra da Cripta 747 dei progetti del Dummy Award e altri eventi in corso di preparazione.  Una sinergia che senza dubbio contribuirà a confermare la dimensione di Torino come città della fotografia sia in Italia che all’estero.

 

EXPOSED

Torino Photo Festival

Mettersi a nudo

9 aprile – 2 giugno 2026

Direzione artistica Walter Guadagnini

Curato e realizzato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

 

INFORMAZIONI PRATICHE

Le mostre di Toni Thorimbert, Bernard Plossu, Dean Chalkley, Yorgos Lanthimos, Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino, Ralph Gibson, Paola Agosti e Metamorphosis e tutte le mostre outdoor saranno accessibili gratuitamente tramite il PASS EXPOSED, valido dal 9 aprile al 2 giugno. Per ottenerlo sarà sufficiente cliccare sull'area dedicata al download del pass dal sito del festival o dal sito turismotorino.org e procedere alla registrazione. Il pass è digitale, pertanto il Qr code sarà inviato via email. Il pass consente inoltre l'ingresso a 5 Euro per le mostre di Diana Markosian e di Nick Brandt a Gallerie d'Italia - Torino, il biglietto ridotto alla mostra di Edward Weston a CAMERA e a numerose altre iniziative culturali in città.

www.exposed.to.it

exposed@camera.to


 APPROFONDIMENTO MOSTRE

Mostra: Toni Thorimbert. Donne in vista
Sede: CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Walter Guadagnini

La mostra nasce da un’idea di Luca Beatrice e si configura come un omaggio di Toni Thorimbert e di Walter Guadagnini all’amico prematuramente scomparso lo scorso anno. Il fotografo ha selezionato dal suo archivio una sessantina di fotografie accomunate da un unico soggetto, la figura femminile. Gli scatti, realizzati nell’arco di oltre trent’anni di attività, ritraggono personaggi noti e figure anonime, restituendo la capacità di Thorimbert di muoversi tra registri differenti: dalla ritrattistica ufficiale a quella più intima, dall’estetica della fotografia di moda a immagini prive di committenza. Il percorso espositivo si configura come un viaggio intorno alla fotografia e alla rappresentazione della donna: Donne in vista, recita il titolo, non solo perché molte delle protagoniste sono figure pubbliche – attrici, intellettuali, cantanti (da Victoria Abril a Francesca Neri, da Natalia Ginzburg a Inge Feltrinelli, da Ornella Vanoni a Eleonora Giorgi, da Nancy Brilli a Monica Bellucci) – ma perché l’intenzione del fotografo è quella di porre in primo piano il volto e il corpo femminile. Fulcro della mostra sono due immagini – i ritratti della madre e della figlia del fotografo – che racchiudono il senso dell’intero progetto: una riflessione della fotografia come spazio di trasposizione del vissuto personale e di ricerca della bellezza, indipendentemente dal contesto o dal soggetto ritratto.

Mostra: Yorgos Lanthimos. Photographs
Sede: Cripta di San Michele Arcangelo
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Giangavino Pazzola

La mostra dedicata al regista, sceneggiatore e produttore greco Yorgos Lanthimos (Atene, 1973) porta alla luce un aspetto meno noto ma altrettanto significativo della sua ricerca: una produzione fotografica caratterizzata da uno sguardo perturbante e concettuale. Le opere esposte nascono nell’atmosfera creativa di due recenti film, Poor Things (2023) e Kinds of Kindness (2024), intrecciando suggestioni tratte dalle scene con immagini autonome che indagano l’isolamento, il corpo e lo spazio come teatro psicologico. Figure come Emma Stone e Willem Dafoe appaiono immobili, immerse in ambienti rarefatti, mentre dettagli e composizioni geometriche generano un senso di straniamento. La luce scolpisce i soggetti con una precisione quasi clinica, accentuando l’ambiguità delle scene e il carattere narrativo delle immagini. L’esposizione offre così un percorso immersivo che restituisce la continuità tra cinema e fotografia nell’immaginario di Lanthimos. In collaborazione con Città di Torino – Dipartimento Cultura, Sport, Grandi Eventi e Promozione Turistica – Settore Arte e Design – Ufficio Contemporary Art.

Mostra: Bernard Plossu. Dopo l’estate
Sede: Museo Regionale di Scienze Naturali
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Walter Guadagnini

Le immagini esposte sono state realizzate da Bernard Plossu dagli anni Ottanta agli anni Dieci nelle piccole isole italiane. Trent’anni di viaggi essenziali e intensi, capaci di trasformare l’ordinario in apparizione e di cogliere nel flusso della vita quei dettagli che sospendono il tempo.
Profondo conoscitore della cultura italiana, Plossu si muove – in traghetto e a piedi, sempre alla fine dell’estate – tra Stromboli e Levanzo, la Maddalena e le Tremiti, Alicudi e Salina, il Giglio e l’Elba, in un percorso di ricerca interiore – il baudelairiano mon cœur mis à nu – e di relazione tra uomo e natura. La sua fotografia si configura come un intervallo, uno spazio tra un passo e l’altro, dove essenzialità dei mezzi e profondità dello sguardo trovano un equilibrio raro. Ne emerge un racconto di libertà e di intima appartenenza che attraversa tutta la sua opera.

Mostra: Dean Chalkley. Back in Ibiza e altre storie
Sede: Circolo del Design
Date: 9 aprile – 10 maggio
A Cura di Walter Guadagnini

La mostra presenta tre serie del fotografo inglese Dean Chalkley, attivo dagli anni Novanta soprattutto in ambito musicale. La prima è dedicata alla scena britannica tra anni Ottanta e Novanta, con ritratti iconici – da Amy Winehouse agli Oasis – e composizioni celebri, che, come nel caso dell’immagine che guida questa edizione di EXPOSED è nata ed è stata utilizzata per la copertina di un leggendario disco dei White Stripes. A questa si affianca Never Turn Back, un lavoro che nasce nello stesso contesto ma assume forma diversa: un racconto visivo di un viaggio lungo le coste di Norfolk, dove – come scrive il fotografo – “freddo, vento e grigio” convivono con una dimensione “verde, dolce ed eterna”. Completa il percorso Back in Ibiza, reportage sviluppato tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila, in cui emerge l’urgenza dell’apparire, la perdita di controllo e il desiderio di evasione. Non un racconto nostalgico, ma una testimonianza diretta, vissuta dall’autore accanto ai protagonisti, con la macchina fotografica come strumento di partecipazione.

Mostra: Viva le donne! Il femminismo nelle fotografie di Paola Agosti
Sede: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Giangavino Pazzola

La mostra celebra uno degli sguardi più incisivi sulla nascita del movimento femminista italiano, con un focus sul contesto romano degli anni Settanta. Attraverso una selezione di ottanta fotografie vintage in bianco e nero e materiali d’archivio, l’esposizione restituisce la forza di una stagione che ha trasformato radicalmente la società italiana. Le immagini, realizzate nel vivo di cortei e assemblee, raccontano non solo la dimensione pubblica della lotta, ma anche quella intima e relazionale. I ritratti restituiscono gesti, energia e creatività, dando forma alle rivendicazioni di diritti fondamentali: dal lavoro all’autodeterminazione, dalla libertà sessuale al diritto all’aborto. Un racconto che continua a interrogare il presente, sollecitando una riflessione sulle conquiste raggiunte e sulle battaglie ancora aperte.

Mostra: Diana Markosian. Replaced
Sede: Gallerie d'Italia Torino
Date: 10 aprile – 6 settembre 2026
A cura di Brandei Estes

Intesa Sanpaolo presenta alle Gallerie d’Italia – Torino la mostra Diana Markosian. Replaced, a cura di Brandei Estes, progetto in anteprima mondiale dedicato alla memoria del primo amore e al sentimento della “sostituzione”. La mostra nasce da una committenza originale della banca ed è inserita nel programma della terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival, di cui Intesa Sanpaolo è partner istituzionale.

Attraverso un film adattato per la sala immersiva del museo e un linguaggio che intreccia fotografia, rievocazione sceneggiata e autofinzione, Markosian ricostruisce una relazione durata oltre un decennio, trasformando una vicenda personale in una riflessione più ampia sulla memoria, sull’identità e sulla fragilità del legame romantico.

Il progetto prende avvio dall’innocenza del primo amore e si sviluppa attraverso luoghi e tempi diversi, tra ricordo e ricostruzione, dove la macchina fotografica diventa al tempo stesso testimone e strumento di indagine emotiva. Nel momento in cui i luoghi e i gesti del passato vengono riattivati, la memoria si rivela instabile, mettendo in discussione l’idea stessa di unicità dell’esperienza amorosa. In un gesto radicale, l’artista ingaggia un attore per interpretare l’uomo del suo passato e ricostruisce scene di intimità e di rottura, muovendosi sul terreno incerto della memoria, dove il desiderio modifica e trasforma i ricordi. Il lavoro diventa così un atto di riappropriazione della propria storia, un tentativo di abitare ancora, per un istante, ciò che è stato. Più che un racconto del passato, Replaced è un esercizio di presenza: un modo per guardare direttamente ciò che è stato finché il ricordo, da ferita aperta, si trasforma in parte della propria esperienza. La mostra è accompagnata da un catalogo co-pubblicato da Allemandi e Atelier EXB.

Mostra: Messi a nudo. Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino
Sede: Archivio di Stato di Torino, sezione Corte
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Barbara Bergaglio

La mostra indaga il tema del nudo nella storia della fotografia attraverso il lavoro di tre figure emblematiche – Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden e Carlo Mollino – mettendo in luce come la rappresentazione del corpo si sia trasformata, nel tempo, da esercizio accademico a ricerca personale, carica di tensioni e di implicazioni psicologiche ed erotiche. Il percorso si apre con ventiquattro stereoscopie di Auguste Belloc provenienti dalla collezione di fotografia erotica del Museo Nazionale del Cinema. L’utilizzo di visori d’epoca restituisce la dimensione tridimensionale originaria delle immagini, permettendo di comprendere come la fotografia stereoscopica abbia trasformato la rappresentazione del nudo in un’esperienza privata e immersiva. Figura centrale della Société française de photographie e autore di importanti trattati tecnici, Belloc applicò la propria perizia ritrattistica anche alla produzione di immagini inizialmente destinate allo studio accademico, poi destinate a una circolazione più intima e domestica. Il lavoro di Wilhelm von Gloeden è documentato attraverso otto stampe vintage e quindici exhibition prints da negativi originali della Fondazione Alinari. I suoi celebri nudi maschili, messi in scena in ambientazioni di ispirazione classica, costruiscono un immaginario mediterraneo idealizzato, capace di alimentare, nell’Europa del Nord ottocentesca, il mito dell’Italia come luogo di innocenza e libertà dei sensi. Nonostante il carattere meno esplicitamente erotico rispetto alla produzione di Belloc, anche l’opera di von Gloeden entrò in conflitto con il moralismo del regime fascista, che portò alla distruzione di gran parte del suo archivio. La rassegna si conclude con trenta Polaroid di Carlo Mollino, provenienti dal fondo conservato presso il Politecnico di Torino, parte di un archivio di oltre 15.000 fototipi. In queste immagini a colori, ritratti femminili costruiti attraverso un raffinato gioco di abiti di scena, pose e trasparenze rivelano la complessa poetica dell’architetto torinese. Erotismo, teatralità e riferimenti alla scultura classica convivono in una ricerca visiva in cui la fotografia diventa strumento privilegiato di indagine sul desiderio e sulla costruzione dell’immagine.

Mostra: Ralph Gibson. Self Exposed
Sede: Archivio di Stato di Torino, sezione Corte
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Giangavino Pazzola

Attraverso una selezione di settanta opere che attraversano oltre cinquant’anni di carriera, la mostra Ralph Gibson. Self Exposed rende omaggio a uno dei maestri più influenti della fotografia contemporanea: l’americano Ralph Gibson (Los Angeles, 1939). Il percorso espositivo ripercorre l’evoluzione di un linguaggio visivo netto e riconoscibile, caratterizzato da forti contrasti, inquadrature audaci e una tensione costante tra astrazione e realtà. Dagli esordi tra San Francisco e New York negli anni Sessanta, passando per la stagione della celebre “trilogia nera” – con i libri The Somnambulist (1970), Déjà-Vu (1973) e Days at Sea (1974) – fino ai lavori più recenti, realizzati anche a Torino e in Piemonte (2005) e alla serie Vertical Horizon (2016), Gibson ha trasformato il dettaglio minimalista in una narrazione carica di suggestioni. Nei suoi scatti frammenti di corpi, oggetti e architetture assumono una forte dimensione simbolica, dove luce e ombra diventano strumenti di costruzione poetica dell’immagine, invitando lo spettatore a completare il racconto con la propria immaginazione.

Mostra: Metamorphosis
Sedi: Muchomas!, Witty Books, Almanac, Studio Quartz, Cripta747 e Jest

Metamorphosis è una mostra collettiva che riunisce i lavori di sei artisti internazionali selezionati dalla piattaforma europea per la fotografia emergente FUTURES Photography.  Il progetto indaga il tema della metamorfosi come processo di trasformazione individuale, sociale e ambientale, offrendo uno sguardo plurale sulle tensioni che attraversano il nostro tempo. Dopo essere stata presentata a Fotograf Zone a Praga, al Centre photographique Rouen Normandie e al Robert Capa Contemporary Photography Center di Budapest, la mostra approda a Torino per EXPOSED in una versione diffusa e inedita, che coinvolge diversi spazi indipendenti della città. Le opere di Claudia Amatruda (Foggia, 1995), Máté Bartha (Budapest, 1987), Benedetta Casagrande (Milano, 1993), Anna Orlowska (Opole, 1986), Ada Zielinska (Varsavia, 1989) e Yana Wernicke (Berlino, 1990) saranno esposte negli spazi no profit Muchomas!, Witty Books, Almanac, Studio Quartz, Cripta747 e Jest, rafforzando una rete di collaborazione tra realtà indipendenti e nuove generazioni di autori nella fotografia contemporanea.

Mostra: Torino 4×4Immagini per una nuova era 
Sede: Corte di Palazzo Carignano  
Date: 2 aprile – 2 giugno 2026 
A cura di Marco Rubiola e François Hébel 

Un progetto di Fondazione Boscolo e CAMERA Torino  

Realizzato in collaborazione con Residenze Reali Sabaude - Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte e con Museo Nazionale del Risorgimento Italiano 

Torino 4×4 è un progetto fotografico che unisce arte e impegno sociale per raccontare la città attraverso le sue realtà virtuose: sistemi capaci di generare trazione e inclusione anche su "terreni difficili" e situazioni di fragilità sociale. Curata da Marco Rubiola e François Hébel, l'iniziativa nasce dalla sinergia tra CAMERA Torino e Fondazione Boscolo, in collaborazione con PiazzaSanMarco. La mostra è allestita nella corte di Palazzo Carignano. Questo esordio avvia una mappatura del territorio che proseguirà nel 2027, intrecciando il lavoro di quattro fotografi con quattro realtà del sociale: 

Hackability: organizzazione non-profit che co-progetta soluzioni tecnologiche e ausili per l'autonomia di persone con disabilità e anziani. Fotografata da Deka Mohamed Osman.

Insuperabili: una rete di scuole calcio inclusive per atleti con disabilità, che promuove lo sport come strumento di crescita multidisciplinare. Fotografata da Fabio Bucciarelli.

 Nove ¾ (Fondazione Gruppo Abele): centro dedicato al supporto di giovani (16-25 anni) in condizione di ritiro sociale (Hikikomori). Fotografato da Marco Rubiola.

 Progetto Tenda: cooperativa attiva nell'accoglienza di rifugiati, vittime di tratta e persone senza dimora tramite l'approccio Housing First. Fotografata da Enrico Gili

Mostra: L’invenzione di sé. La Contessa di Castiglione
Sede: Portico di Palazzo Carignano, affaccio su Piazza Carlo Alberto
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Alessandro Bollo Walter Guadagnini
Un progetto realizzato con il sostegno di Residenze Reali Sabaude - Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte 

La mostra presenta una selezione di nove ritratti della Contessa di Castiglione provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, restituendo la modernità di una figura che fece della fotografia uno strumento di sperimentazione identitaria. Attraverso pose studiate, travestimenti, variazioni scenografiche e un attento controllo della propria immagine, Virginia Oldoini anticipò pratiche oggi associate all'autorappresentazione visiva e alla costruzione performativa del sé. I ritratti testimoniano un progetto consapevole e continuativo di autorappresentazione, sviluppato in dialogo con il fotografo Pierre-Louis Pierson nell’atelier Mayer e Pierson di Parigi, ma guidato da una forte regia personale. La Contessa non si limitò a farsi ritrarre, ma mise in scena molteplici versioni di sé – aristocratica, attrice, icona mondana, figura enigmatica – trasformando l’atto fotografico in uno strumento di costruzione dell’immagine pubblica. La sequenza delle immagini mostra così la fotografia non solo come documento, ma come spazio di invenzione e autonarrazione attraverso cui la Castiglione elaborò una delle prime forme di identità mediatica della modernità.

Mostra: You Can Have it All (2019, 2024)
Sede: Portico di Palazzo Carignano, affaccio su Piazza Carlo Alberto
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Karla Hiraldo Voleau e Walter Guadagnini

Testo di Camilla Marrese
Un progetto realizzato con il sostegno di Residenze Reali Sabaude - Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte  

Il progetto You Can Have It All nasce da due momenti distanti cinque anni nella vita dell’artista Karla Hiraldo Voleau. Nel 2019, durante un periodo di isolamento in Grecia, l’artista inizia a fotografarsi quotidianamente, trasformando la pratica dell’autoritratto in uno strumento per interrogare il proprio rapporto con il corpo e con l’immagine di sé. Nel 2024, rileggendo una lettera scritta allora a sé stessa nel futuro, Hiraldo Voleau torna su quelle esperienze e le rielabora, mettendo in discussione aspettative, fragilità e trasformazioni personali. Il progetto prende forma tra due passaggi esistenziali segnati da rottura, dismorfismo e inquietudine, che la fotografia trasforma in un processo di riflessione e ricostruzione. Ispirandosi al lavoro di artiste femministe come Jo Spence e Ana Mendieta, Hiraldo Voleau mette in scena una serie di azioni e rituali performativi – raccogliere arance senza usare le mani, scalare una montagna, bruciare lettere d’amore – attraverso cui il corpo diventa strumento di resistenza e trasformazione. Più che rappresentazione del corpo, il progetto si configura come una pratica di riappropriazione, in cui la fotografia non è soltanto immagine da osservare, ma un dispositivo capace di rimettere in movimento percezione, memoria e identità.

Mostra: Acrobati 2020-2025
Sede: Piazza San Carlo
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Paolo Ventura e Walter Guadagnini
In collaborazione con 
Città di Torino – Dipartimento Gabinetto del Sindaco, Ufficio Look of The City

Il progetto trae ispirazione dall’archivio fotografico di una coppia di acrobati italiani attivi negli anni Trenta, le cui immagini raccontano non solo numeri di equilibrismo, ma anche il delicato equilibrio della relazione tra i due protagonisti. A partire da questo materiale, Paolo Ventura realizza una serie di immagini sospese tra pittura e fotografia, in cui gli acrobati appaiono isolati in città metafisica e irreale, cifra ricorrente della sua ricerca visiva. I numeri circensi si trasformano così in una metafora del corpo, della memoria e della fragilità dei legami.

Mostra: 5.000 lire per un sorriso. Fotografie dal concorso dell'azienda cosmetica Gi.Vi.Emme, 1939-1941
Sede: Via Po
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Barbara Bergaglio
In collaborazione con 
Città di Torino – Dipartimento Gabinetto del Sindaco, Ufficio Look of The City

Il concorso nasce nel 1939 da un’intuizione di Dino Villani e Cesare Zavattini come operazione promozionale legata al dentifricio Gi.Vi.Emme. L’iniziativa invitava il pubblico a inviare una fotografia del proprio ritratto sorridente, trasformando un semplice concorso pubblicitario in un fenomeno di partecipazione collettiva. Il successo fu immediato e portò a un progressivo ampliamento del montepremi, che arrivò a includere beni di prestigio come pellicce, cucine a gas e soggiorni a Cattolica, assumendo il nome 5.000 lire e un corredo per un sorriso. Per la prima volta, un intero Paese si mette davanti all’obiettivo, consegnando alla fotografia il gesto semplice e universale del sorriso. Dopo l’interruzione dovuta alla Seconda guerra mondiale, il concorso riprese nel 1946 con il titolo La bella d’Italia, per assumere poco dopo il nome con cui sarebbe diventato celebre: Miss Italia. Courtesy FVS – Fondo Villani Scarpellini.

Mostra: FUORICAMPO. Il cinema svelato
Sede: Museo Nazionale del Cinema di Torino - Cancellata storica della Mole Antonelliana
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino

Nell’ambito di EXPOSED, il Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta sulla cancellata storica della Mole Antonelliana la mostra FUORICAMPO. Il cinema svelato, un percorso composto da quattordici pannelli di grande formato con oltre venti immagini tratte dalle Collezioni del Museo. Le fotografie di lavorazione rivelano il dietro le quinte della produzione cinematografica: macchine da presa, luci, scenografie e strutture tecniche entrano nell’inquadratura, svelando il dispositivo che rende possibile la costruzione della finzione. Nei film storici questo svelamento produce anche un effetto di straniamento, dove tempi diversi si sovrappongono all’interno della stessa immagine. Dal cinema muto di Cabiria ai grandi kolossal come Ben-Hur e Cleopatra, fino al cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta con Brancaleone e Giordano Bruno, le immagini testimoniano l’evoluzione delle tecnologie e dei linguaggi cinematografici. Ciò che rimane costante è l’energia dei set: un luogo di lavoro e di invenzione, dove la grande storia del cinema si intreccia con la quotidianità della sua realizzazione.

Mostra: Mark Leckey, Catabasis
Sede: Parcheggio GTT Piazza Valdo Fusi, piano -2
Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Cripta747 e Caterina Avataneo

Cripta747 presenta Catabasis, un lavoro fotografico che esplora il sottosuolo come luogo atemporale di espressione, sperimentazione e immaginario collettivo. La commissione è un intervento site-specific di Mark Leckey, che collassa le distinzioni tra ordinario e straordinario nello spazio urbano, restando sospeso tra memoria, sottocultura e fantasia.

Mostra: La città in fotografia – La fotografia in città
Sede: Cancellata del Giardino storico di Palazzo dal Pozzo della Cisterna

Date: 9 aprile – 2 giugno
A cura di Barbara Bergaglio

La mostra presenta una decina di immagini di grande formato tratte da diverse collezioni pubbliche cittadine, a partire dalla storica “Veduta della Gran Madre di Dio” realizzata l’8 ottobre 1839 da Enrico Jest, uno degli incunaboli della fotografia nel nostro paese, per giungere sino ai giorni nostri, intrecciando storia della fotografia, della città e delle sue collezioni.  La mostra è in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino.

Mostra: I Tuffatori (6x3)
26 cimase della Città di Torino
Uscite: 07 aprile, 20 aprile, 04 maggio, 18 maggio
A cura di Walter Guadagnini
Artiste/i: Federica Belli, Silvia Camporesi, Sara Lorusso, Claudio Majorana, Zoe Natale Mannella, Fabio Paleari, Camillo Pasquarelli, Walter Pfeiffer, Leila Erdman Tabukashvili

La mostra rappresenta una novità nel programma di EXPOSED: una collettiva a cielo aperto dedicata in gran parte a giovani autrici e autori. Il progetto si sviluppa lungo ventisei grandi billboard distribuiti nelle strade della città, trasformando lo spazio urbano in un percorso espositivo diffuso. Il titolo è al tempo stesso omaggio e dichiarazione di intenti: richiama infatti Il tuffatore, una delle immagini più celebri di Nino Migliori, maestro della fotografia che nel 2026 celebra il suo centesimo compleanno. Tuffatori, bagnanti e l’acqua diventano così il leitmotiv della mostra, che trasforma le grandi arterie della viabilità torinese in un paesaggio visivo inaspettato. Realizzate in diverse parti d’Italia e del mondo, le immagini evocano il desiderio di libertà e di relazione con il proprio corpo e con gli altri, indissolubilmente legato all’esperienza dell’acqua. Tra le opere presentate figura anche una fotografia di Walter Pfeiffer realizzata in collaborazione con la Pinacoteca Agnelli, che dal 30 aprile dedicherà all’artista svizzero la mostra In Good Company, in una logica di collaborazione che attraversa l’intero Festival.

INFORMAZIONI

EXPOSED Torino Photo Festival

www.exposed.to.it

exposed@camera.to

 

Nessun commento:

Posta un commento